mercoledì 14 novembre 2012

Part XVI: Lima part 4 (17/10/12 - 14/11/12)


Anno intergalattico 2012, mese di novembre, ultimo mese prima della scomparsa del mondo (o almeno dicono così i cugini Maya...), e mi trovo ancora in Perù, quindi vicino al Messico, dove si aprirà il buco nero che succhierà tutto. E quindi cerchiamo di viverci al meglio questi ultimi attimi di vita, ascoltandoci Buena Vista Social Club e mangiando un lomo saltado! Purtroppo oggi ho dovuto anche lavare tutti i miei vestiti e le lenzuola con forza di volontà e olio di gomito, quindi non sono propriamente allegro... e perchè queste pulizie?? Perchè si avvicina la mia data di ripartenza! Beh non verso l’Italia, ma verso le mete inesplorate (o parzialmente esplorate) della sierra central del Perù prima, poi un po’ di selva e qualche territorio del nord, ma abbastanza di corsa, quindi l’Equador! Partenza programmata per il 18 novembre...
Bon, in queste ultime settimane che è successo a Lima?? Il finimondo! Ah no, quello è tra un mese ahah... no, ma qualcosa del genere. Dovete sapere che a Lima c’è un mercato super grande, la Parada (un po’ come la Cancha a Cochabamba, per i più colti, ma più grande), dove c’è di tutto, e il tutto è anche molto disordinato, un casin, con un sacco di venditori ambulanti. Questo è da considerarsi normale in Perù, ci sono un sacco di venditori ambulanti (io stesso sono un venditore ambulante con i braccialetti!), ma questi paiono ben radicati li, con la loro bancarella a fianco di quelli che pagano per avere uno spazio. Il fatto è che la legge non permetterebbe tutto ciò, ma le leggi sono fatte per non essere rispettate, e visto che nessun sindaco limeño fino al giorno d’oggi aveva fatto qualcosa per far rispettare la legge, il fatto di vendere in questa maniera è diventato normale. Fino a un paio di settiamane fa, quando la signora Villaràn, la sindaco di Lima, che in un anno e qualcosa ha già fatto un sacco di riforme (e in effetti Lima sembra più vivibile ed ordinata) ha deciso che era l’ora di porre la parola fine a questi venditori ambulanti. Al mercato si sono presentate alcune centinaia di poliziotti, ma le cose non sono andate per il verso giusto: i venditori ambulanti si sono organizzati, e hanno pagato buone somme di denaro a delinquenti e persone più povere provenienti dalle colline di Lima perchè combattessero contro la polizia. Conseguenze: alcuni morti, molti feriti e il saccheggio per quattro / cinque giorni del mercato, con centinaia di commercianti che hanno perso tutto. La gente sembrava impazzita, tutti (delinquenti e non) cercavano di arraffare tutto quello che potevano, si vedevano individui con super caricati di cose, con altre persone che li assalivano per rubarsi la mercanzia già rubata, con la polizia che non sapeva chi fermare e i cameraman che rischiavano di brutto... Adesso tutti incolpano la Villaràn, che ha fatto il suo dovere praticamente, e la vogliono togliere dal potere, facendo pure firmare un documento alla popolazione: furbamente, pagano chi firma... eh, e firmerei anch’io allora! Intanto nell’amata Argentina ci sono altri disordini, i problemi finanziari che ogni 10-15 anni incasinano il paese sono tornati, e tutti incolapano la presidentessa Cristina Fernandez, e c’hanno anche ragione, è matta...
Nella casa le cose vanno bene, i ragazzi, dopo aver ripreso la scuola, hanno cominciato a frequentare quasi tutti i giorni fino alle cinque per recuperare quello che hanno perso per colpa dello sciopero, ma le cose fanno veramente ridere: per esempio, l’altro giorno c’era un ponte per una festività nazionale, e i professori hanno pensato che forse il ponte era meglio non farlo, per non perdere altre ore e recuperare. La cosa intelligente è che per decidere se fare il ponte o no, si sono presi tutto un pomeriggio di lezione (perdendo quindi 4 ore), per decidere se fare le mattina del ponte (altre 4 ore, quindi che senso ha perdere quattro ore in riunione per recuperarne quattro?!?!?), con la decisione finale che il ponte si faceva! Quindi si sono perse ulteriori quattro ore ahahha!
Tra le uscite in strada con Martìn, ho avuto la possibilità di visitare un’altra carcere, quella di Piedra Gorda, nel nord di Lima, in mezzo al deserto, in un padiglione “modello” nel nord di Lima, In effetti, rispetto alla carcere di San Juan de Lurigancho, questa è tutt’altra cosa, è più ordinata e pare non ci sia corruzione della polizia, e il tratto offerto ai detenuti è migliore. Il fatto è che il padiglione modello che ho visitato è stato costruito con i soldi di religiosi evangelisti, che accolgono nel padiglione solo chi è convinto della sua fede e la processa, e quindi i detenuti li dentro sono super presi con la religione, anche perchè è una delle poche alla quale si possono aggrappare. Nella visita ho riviso anche Walter, un ragazzo che avevo conosciuto quattro anni fa in strada e che adesso sta dentro (per un altro annetto ancora), e che attraverso la Bibbia e la lavorazione del cuoio tira avanti...
In strada continuiamo ancora ad appoggiare molti ragazzi per il tema dei documenti, che molti non hanno, e tra di loro anche Mochila (“zaino” in spagnolo), che ha dovuto farsi la carta d’identità. E’ veramente un casino a volte, anche perchè sono i funzionari che rendono la vita complicata: il suo nome è Carlos, ma nell’atto di nascita è stato registrato con un’altro nome dal funzionario, e per tutto questo tempo ha avuto solo quel documento, e per cambiarlo, per farsi la carta d’identità, ha dovuto fare un sacco di giri e mille uffici, che non capivano molto bene il problema... E vabbè... l’organizzazione Sudamericana!
Vabbuò, tra gli altri eventi, la marmellata di fragole, venuta buonissima, il mio ventottesimo compleanno (grazie grazie!), il compleanno di Esaù (primo ragazzo a compiere 18 anni nella casa, tanti canguri!), il Perù ha perso contro il Paraguay (che era ultimo) ed è stato quasi praticamente eliminato dalla corsa per andare ai mondiali (qua è notizia di primaria importanza), i ragazzi anch’essi sono stati eliminati dal campionato di Lima Kids, dopo una sonora sconfitta per 7 a 3, e altre cose sono successe, che però si sono perse nelle nebbie del tempo...
Adesso la vita si fa’ nuovamente più avventurosa, partenza a breve per la sierra central, prima verso Huancayo (città della papa a la huancayina e del miglior emoliente che ho bevuto in vita), Huancavelica e quindi Ayacucho, dove mi incontrerò di nuovo con Martìn, Silvia, Freddy e Pepe (quello di Cochabamba) per un corso sui ragazzi di strada, e poi verso il nord!
Hasta luego!

giovedì 8 novembre 2012

La comida!

Rieccomi tra voi, oh naviganti cibernetici, per raccontarvi ció che gli occhi non possono vedere e le orecchie non possono sentire, ma sí, il naso puó annusare e la lingua puó assaggiare: sto proprio parlando del cibo, oh amanti della prova del cuoco! Prendete mestoli, pentole e pelapatate, rimboccatevi le maniche e ingredienti alla mano... Siccome il gusto di viaggiare é giustificato anche dal gusto di mangiare, é d’obbligo mio raccontare, descrivere, analizzare e tramandare ai posteri alcuni dei cibi piú buoni di questo continente, partendo ovviamente dal Perú, che tra tutti i paesi fin d’ora visitati possiede il cibo piú delizioso. E perché? Ipotizzo perché é un mix tra cultura tradizionale criolla, con cibo dalla selva, sierra e costa (quindi, piú o meno, frutta tropicale, patate e mais e pesce), con influenze orientali (Cina e Giappone) ed europee. Ció che caratterizza quasi tutti i piatti peruviani, o almeno cosí mi sembra, é la complessitá o la lunghezza nel prepararli, non é che si fanno una pasta e via come noi, alla pietanza devono aggiungerci un sacco di robe e cucinarla un tot, viva la semplicitá! Forse solo il ceviche (pesce crudo lasciato marinare nel limone, con aggiunta di mais choclo – che é un mais molto grande –, camote – ovvero una specie di patata arancione e dolce –, e cipolle) prevede una preparazione abbastanza rapida, ma visto che amo il pesce tanto quanto il mal di denti, non lo mangio. Ah, per chi non lo sa, il riso é alla base di tutto, un po’ come il pane in Italia, e se non c’é riso (arroz) no se magna... Anche il pollo é mangiato in quantitá industriale, i peruviani quando escono a mangiare non vanno ad una pizzeria, ma ad una polleria! Qui vi lascio la mia pesonale top 10 di piatti peruviani, in ordine sparso:
-          Arroz Chaufa: questo piatto é un esempio di fusion con cucina cinese (l’immigrazione cinese é stata importante tra 800 e 900), e l’arroz chaufa prevede riso con uovo strapazzato, pollo a dadini, erba cipollina, zenzero e salsa di soya, e sicuramente c’ha pure dell’altro che non ricordo adesso, se andate a un Chifa (ristorante peruviano-cinese praticamente) ordinatelo!;
-          Arroz con Pollo: ovviamente il pollo che mettono non é il pollo Paul, state tranquilli. Beh, tradotto é riso con pollo, ma non é semplice riso con pollo, non é che bolliscono il riso e poi ci mettono sopra il pollo, é molto piú delizioso! Perché il riso viene cucinato con choclo (il mais grande), piselli, carotine, coriandolo e spinaci, e poi ci aggiungono il pollo, giá passato in padella anch’esso con coriandolo e spinaci.
-          Ají de Gallina: ají é peperoncino, e ci sono un sacco di varietá di ají. Tra i piú famosi c’é l’ají amarillo, cioé giallo, che in veritá non é giallo ma arancione, e da’ un colore giallo al cibo, e questo ají de gallina in effetti diventa giallo. L’ají de gallina é una specie di salsa di gallina, , si frulla assieme pane o craker lasciati bagnare nel latte, formaggio fresco, ají e mi sembra cipolle, e questa salsa si cuoce poi con la gallina, prima bollita e poi sfilacciata. Servito con riso, ovviamente, credo che sia il mio cibo favorito del Perú!;
-          Papa a la Huancayina: papa é patata, huancayina significa che viene da Huancayo, cittá delle montagne centrali del Perú. É una patata bollita alla quale viene aggiunta una salsa che si fa quasi come quella dell’ají de gallina, ma non c’ha la gallina e l’ají si salta in padella prima e poi si frulla... Servita spesso come antipasto, si serve con un ovetto bollito e una foglia di insalata;
-          Lomo Saltado: carne tagliata a striscioline, saltata in padella con cipolle, pomodoro e patatine fritte, e salsa di soya se non sbaglio;
-          Rocoto Relleno: il rocoto é un peperone piccante ma veramente piccante, relleno significa ripieno, e il ripieno é con carne macinata, uovo, verdurine e un sacco di altre robe, dipende dal luogo di produzione, ma l’originale viene dalla bella cittá di Arequipa;
-          Tacacho con Cecina: dalla selva, il tacacho é una palla fatta di banane (e dovrebbe esserci anche carne di maiale macinata, ma non é sempre cosí) e fritta, mentre la cecina é carne di maiale affumicata;
-          Cuy con Puca Picante: l’ho mangiato solo un paio di volte (e credo che venga da Ayacucho), ed é deliziosissimo, é cuy (fritto o al forno), cioé la mitica cavia o criceto, con una salsa di rapa rossa e arachidi, slurp! É un piatto della sierra, il cuy si mangia normalmente tra le montagne, contiene poco colesterolo...;
-          Kaigua Rellena: la kaigua, o kaiwa, o non so in che altra maniera si scrive, é una specie di peperone verde, ma non piccante, che non esiste da noi e che un giorno esporteró e diventeró ricco! Si fa come il rocoto relleno praticamente...;
-          Locro: piatto di riso con una salsa fatta principalmente con zapallo (zucca gigante), choclo, formaggio fresco e latte. Anche questa viene dalla sierra;
-          Come buon “quasi peruviano”, devo inserire la undicesima ricetta fuori dalla top 10, ovvero la ricetta di Yapa! E che é la yapa?? La yapa é una cosa fondamentale della cultura sudamericana, e se non richiedi la yapa significa che non sei sufficientemente inoltrato nella cultura del luogo eheh. Yapa é l’aggiuntina, se tu ti fermi ad una bancarella per strada per bere il tuo squisito succo di mango, é tuo diritto, quando hai finito il tuo bicchiere, chiedere la yapa, l’aggiunta, e sta a discrezione del venditore quanta yapa darti, a volte sono molto generosi e ti danno tre quarti di bicchiere, normalmente metá, se é taccagno un quarto... e alcuni ti danno la yapa senza che tu lo chieda! Ecco, adesso che avete capito che é la yapa, la ricetta di yapa che menzionero’ é la pesante carapulcra, una salsa super caricata di cose, cioé non é proprio una salsa, ma qualcosa che si mangia con il riso o spaghetti (beh, chiamamoli spaghetti, in veritá é sopa seca...), a base di arachidi, maiale a cubetti e patata secca, ‘na bomba, per gli amanti degli arachidi come me poi é paradisiaca;
Ma il bello é che se tu cammini per strada, ci sono un sacco di “fast food” ambulanti che a volte risultano anche piú deliziosi! Tra questi ricordo:
-          Anticucho: spiedino di cuore di mucca e altre parti meno nobili della vacca, che vengono lasciate macerare per una notte in una ben definita sostanza;
-          Papa rellena: una patata ripiena, con carne di maiale macinata, verdurine e ovetto;
-          Yuquita frita: una specie di massa fatta di yuca (cioé mandioca) e zapallo, fritta a paletti in abbondante olio;
-          Tamales / Humitas: deliziosissimi, soprattutto i tamales. Sono una specie di mattonella di pasta di mais, quasi polenta, cotta a vapore nelle foglie di banana (o era mais?), e dentro possono avere pollo, maiale e nessuno dei due, cipolla e oliva. L’humita é dolce e ha formaggio;
-          Tra le cose fritte in sacchetto che si trovano nei negozi, vado matto per i Cuates, specie di rodeo piccanti, ma altrettanto deliziosi e molto piú caratteristici sono i sacchetti con le banane e il camote fritto!
E tra i dolci:
-          Alfajores: che si trovano in tutto il Sudamerica (gli argentini dicono che vengono da li), e sono dei biscotti con manjar blanco (che é dulce de leche, dolce di latte, una specie di caramello);
-          Picarones: degli anelli di una pasta fatta con zapallo e camote, fritta in abbondate olio, e servita con un sacco di miele che sembra miele d’acacia;
-          Masa Morra con Arroz con Leche: riso bollito nel latte con uva passa, cannella e chiodi di garofano, si aggiunge anche latte condensato, e la masa morra é una specie di budino fatta con il mais viola;
-          Turrón: non é come il nostro torrone, sono vari strati di una specie di tortina con una specie di miele e sopra tutte quelle palline dolci e colorate delle quali disconosco il nome anche in italiano.

Ovviamente si trova anche da bere in strada, da tramandare ai posteri l’emoliente (fatta con erbette della sierra, linaza e altre cose intraducibili), succo di quinoa (la quinoa é un cereale molto nutriente), jugo de caña (succo di canna di zucchero fatto sul momento), chicha morada (succo fatto con il mais viola), chicha de jora (bevanda alcolica derivante dalla fermentazione del mais o altre cose, in passato e forse ancora ora la fermentazione cominciava sputando dentro il mais, cosí gli enzimi della saliva cominciavano a fare il loro lavoro) e poi tutti succhi di frutta tropicale superbuoni, tra i quali i miei favoriti sono di chirimoya e mango! La bevanda alcolica nazionale é il pisco, una grappa in pratica, che spesso si fa come pisco sour, con limone, chiara di uovo, jarabe de goma e qualche goccia di una roba scura che non so come si chiama!
Bon, dopo questa rassegna gastronomica peruviana interminabile, non posso dimenticare alcune delizie provate negli altri paesi visitati:
-          Argentina: l’asado, la carne alla griglia, gustosa, succulenta, saporitissima, la migliore carne mai mangiata in vita, é un peccato essere vegetariani in Argentina! Anche se, devo ammettere, negli ultimi giorni in quel bellissimo paese ero stufo di mangiare carne, che non puó assolutamente mancare nel piatto di un argentino. Particolare anche la milanesa napolitana (che nome...), una bistecchina alla milanese (impanata) con sopra pomodoro ed origano (e non mi ricordo se c’era anche formaggio), per questo é una milanesa napoletana! Poi c’é la pasta, la migliore del continente, perché la fanno direttamente gli italiani, il mitico choripan (pane con salsiccia con un sacco di salse) di Puerto Madero. Oltre all’asado, non puoi dire di essere stato in Argentina se non ti sei mangiato otto kili di dulce de leche (specie di caramello), quantitá industriali di alfajores, e bevuto ettolitri di mate (una “tisana” di erbe amarognole che si beve in un tipo di zucchetta con una cannuccia, e che é un vero rito nel paese) e di Fernet Coca (proprio il Fernet italiano!);
-          Cile: non é che ci sia una cucina particolarmente buona, si mangiano un sacco di fagioli, frutti di mare e pesce (ma va?), le empanadas migliori fino ad adesso le ho mangiate qua (nonostante si dica che le migliori sono argentine), molto avocado e, tra il cibo stradaiolo, una specie di frittella fatta con zucca e camote, servita con maionese, ketchup o ají. Tra le bevande, il diabolico Piscola, pisco con Coca Cola;
-          Paraguay: il paese della yuca, o mandioca! Empanadas di yuca, pane di yuca, tutto di yuca! Buono assai. Poi da ricordare la sopa paraguaya, letteralmente la zuppa paraguayana, che in veritá é solida ed é una specie di tortina salata con mais e altre cose (scommetto che c’é la yuca!) e soprattutto las chipas, palle o circoli di farina, yuca (!) e formaggio, slurp, a tonnellate!;
-          Bolivia: beh la cucina é simile, in montagna, a quella della sierra puerivana, mentre in pianura ci sono influenze paraguayane e brasiliane. Indimenticabile il Pique Macho, montagna di carne varia, patatine fritte e verdure, e le colazioni con Api (bevanda densa di mais viola) e Boñuelo (frittella);
-          Brasile: per il Brasile posso dire gran poco, ma nei pochi giorni di permanenza nel paese ho ingerito molto riso e fagioli... wow...

Ecco, era mio obbligo morale comunicare queste mie esperienze gastronomiche, alcune delle quali sono delle vere perle culinarie. Comunque sia, e cosí termino questo saggio papillare (e che vale più di mille puntate della Prova del Cuoco), niente puó superare in deliziositá il risotto del papá Isi, il filetto al pepe verde della mamma Liviana, la pasta con li pesto ligure di Paolo, le lasagne mie (ahah), il lesso con la peará, le lasagnette al ragú della nonna Massimina, la polenta (vero Paolo?) con il coniglio, i bigoli e i gnochi de malga della nonna Ivana e la pizza napoletana. E soprattutto il grana e l’olio d’oliva. Provecho!

sabato 20 ottobre 2012

Un giorno triste...


Oggi é un giorno triste… Dopo centinaia di km camminati, calpestato qualsiasi tipo di suolo, dai laghi salati della Bolivia e Chile alle terre rosse di Paraguay e Argentina, pestato decine di cacche di cane, giocato svariate partite di calcio e puzzato per molte ore, i miei cari sandali mi abbandonano, per il paradiso dei sandali, dopo una lunga agonia causata dai buchi nelle suole. Vi ricorderó sempre con affetto, o miei cari e affezionati compagni di viaggio, avete compiuto bene il vostro dovere! Adios sandalias, hicieron bien su trabajo, ahora descansen en paz! Amén.



… si aggiungono alla lista dei morti, ovvero due cuffiette per lettore mp3, la voce di due polli, diversi files mp3, due sottopiedi di scarpe, mentre ricordo con affetto il salvataggio in extremis dalla morte per ben due volte delle scarpe (prodigi dei scarpaioli peruviani e boliviani) e la macchinetta digitale (salvata da un tecnico boliviano), mentre vivi con lesioni permanenti rimangono la maglietta dell’Italia, bucata dall’acido della batteria, e tutte le calze, ormai irrimediabilmente perforate... la pace stia con loro, e anche la forza.

mercoledì 17 ottobre 2012

Part XV: Lima part 3 (20/09/12 - 17/10/12)

Dopo qualche millennio ritorno a scrivere su questo blog abbandonato al proprio destino, alla deriva nell’immensitá del web, dove voi state perdendo il vostro tempo in questo momento, invece di approfittare della bella giornata di sole splendente che esiste al di fuori della vostra oscura cameretta. Nel frattempo, tra il vecchio post e questo, é successo di tutto, dalla caduta del Muro di Berlino all’invenzione del frigorifero, dall’atterraggio sulla Luna alla riforma della Gelmini, e  altre cose piú amene che vi racconteró in maniera piú o meno svaccata. Eh si, perché é passato piú di un mese, e la mia vecchia mente sta perdendo colpi! Ma non si fará mai intrappolare dal lato oscuro della forza, miei giovani Jedi! L’avvenimento piú importante, a proposito di Jedi, é stata ovviamente la visione, per sei domeniche consecutive, di Guerre Stellari, tutti e sei gli episodi! Che emozione! Beh dai no, é successo di meglio...
Innanzitutto, c’é stato l’anniversario della casetta, che ha compiuto ben 7 anni! Cioé praticamente sta in seconda elementare. L’anniversario, che per essere organizzato ha richiesto un sacco di tempo (beh una settimana...), é venuto bene, con una settantina/ottantina di invitati (tra i quali vecchie conoscenze della casa, ragazzi che non vedevo da tempo e che mi ha fatto superpiacere incontrare di nuovo), torneo di calcetto (arbitrato da me stesso, che dopo un sacco di tempo riprendevo in mano un fischietto, nostalgia canaglia...), ottimo cibo (una deliziosa carapulcra, ovvero riso con una salsa fatta con arachidi, patata essicata e maiale, e inoltre un’ottima torta preparata dal nostro pasticciere Victor), molta musica e divertimento, che ha lasciato molto soddisfatti i nostri ragazzi.
Ah, il post precedente vi parlavo dello sciopero dei professori, beh é durato piú di un mese! Sti tamarri hanno praticamente lasciato i ragazzi al loro destino per un sacco di giorni, e adesso devono recuperare tutto in poco tempo, visto che le scuole qua finiscono a fine dicembre (comincia l’estate, e il Natale si passa in mezzo alle palme con un ghiacciolo in mano praticamente), con la conseguenza che adesso si studia fino alle cinque del pomeriggio tutti i giorni. Ma si puó?
La vita in casa scorre piú o meno regolare, tra alti e bassi dei ragazzi, e con sempre un sacco di cose da fare. Tra un corso di pasticcieria, l’orto, i compiti, le trottole (gioco super di moda qua...) , adesso i ragazzi sono super presi con il campionato Lima Kid: all’inizio é stato un flop totale, con una sconfitta per 9 a 1 (e in mezz’ora di gioco!) contro la casa famiglia Cima, pero’ poi le cose sono migliorate con una vittoria a tavolino per mancanza della squadra avversaria, un’altra sconfitta (ahah! ma per 5 a 2, contro Juan Pablo II), fino ad un’importante vittoria per 5 a 1 contro la casa tedesca Westfalia (tié! I tedeschi non vinceranno mai!)... Tra due settimane lo scontro decisivo per vedere se si passa di turno. Per conto mio, meno male riesco a giocare a calcio regolarmente, cosí incontro la pace interiore, mostrando a tutto il popolo peruviano le destrezze calcistiche e prodezze balistiche in mio possesso (ah si?).
L’altro giorno sono andato in Cile, perché ridendo e scherzando, sono passati quasi 3 mesi dal mio ingresso in Perú, e visto che all’entrata al paese mi avevano dato 90 giorni di permanenza, questi stavano scadendo, e per non prendere la multa e aver problemi con l’ufficio di immigrazione peruviana (clandestino!), sono dovuto uscire dal confine nazionale. Dovete sapere che se esci dal paese, poi se entri di nuovo ti danno nuovamente 90 giorni (o 180, o 30, o 60, a discrezione del tipo che fa la pratica, che segue un non ben chiaro metodo...). Beh dovevo scegliere se andare a nord o a sud, ma visto che a nord non mi piace per niente la frontiera con Ecuador (quattro anni fa la maledetta polizia di frontiera peruviana voleva che li pagassi, che abusivi...), allora ho scelto di ritornarmene a sud, verso il nord del Cile, alla cittá di Arica, che giá conoscevo. Il viaggio é stato giusto un po’ lungo, 22 ore andata, dormita nella stazione degli autobus la notte, e poi ritorno per altre 22 ore, 3 giorni giusto un po’ pesanti. Che sono stati seguiti da una intera notte a ballare salsa! Incredibile vero? Un pezzo di legno in mezzo a ballerini bravissimi (e diciamolo, in mezzo a un mare di donzelle decisamente gnocche, da mal di testa...), ma ci sono dei miglioramenti dai...
Che altro raccontarvi? I braccialetti vanno bene, adesso do’ anche lezioni di chitarra a un giovane del paesetto dove sto (una specie di evangelista convinto, al quale, prima di sapere che lo fosse, avevo consigliato l’ascolto di Black Sabbath e Iron Maiden tra gli esempi di buoni chitarristi che doveva conoscere... si sará traumatizzato...), la gatta Nieve ha ripreso a cacciare piccioni dopo l’operazione, le galline sono al 65% della produzione (come si aumenta la produzione delle galline, qualcuno lo sa?), c’é una superproduzione di erba cipollina nell’orto della casa (ah si? Interessante...), il tempo é sempre grigio (nell’ultimo mese avro´ visto il sole 5 volte...), Ugo Chavez ha di nuovo vinto le elezioni in Colombia, il Perú ha pareggiato contro l’Argentina, le mie scarpe sono ormai piú buchi che scarpe (ma verranno riparate dai miracolosi scarpaioli peruviani spero, come successe giá a Cochabamba), e poi boh, non mi vien in mente altro che non sia meno noioso di giá quanto scritto fino ad ora, quindi meglio che terminiamo qua!
Hasta luego!

mercoledì 19 settembre 2012

Part XIV: Lima part 2 (20/08/12 - 20/09/12)


Dopo alcuni millenni, migliaia di accadimenti, rivoluzioni, guerre, amori ed ere glaciali, ritorno a scrivere qualcosa. E nessuno ne sentiva la mancanza! Bon, che vi racconto... Sono sempre a Lima e l’accadimento piú importante che é successo in questo lasso di tempo indefinito é che oggi é terminata finalmente la Saga della Gatta! Cioé, é stata messa la parola fine al problema dei gatti! Beh non é la cosa piú importante che é successa peró io sono contento eheh! La gatta Nieve é rimasta orfana di figli, visto che dopo innumerevoli tentativi per regalare i gattini, tutti sono stati dati via, la maggiorparte ai parenti, vicini, zii e quant’altro, dei ragazzi della casa (che siano finiti in qualche pentola? Tirati sotto da un mototaxi? Mangiati da un cane? Chi lo sa! Il problema non é piú nostro!). E oggi la gatta Nieve é rimasta orfana pure del suo organo riproduttore, visto che l’ho portata a sterilizzare all’universitá di veterinaria, dopo giorni di terrore con la preoccupazione che sfornasse altri duemila gattini. Ah, siamo rimasti orfani anche di 9 galline: visto che non producevano piú, sono state vendute, adesso staranno al caduccio nello stomaco di qualche fortunato, sotto forma di delizioso caldo de gallina! E adesso é l’ora di comprare i pulcini!
A parte questo, molto altro é successo, ma diciamo che piú o meno la vita in casa ha una certa routine, con un sacco di cose da fare, soprattutto dopo che l’assistente sociale Judith ci ha lasciato per ritornarsene tra le montagne: con la sua mancanza adesso c’é molto di piú da fare, soprattutto con la spesa e tutto il materiale che i ragazzi necessitano. Beh, la quantitá di materiale per scuola, laboratori e altre varie attivitá alle quali partecipano é enorme, ogni giorno si spendono un sacco di soldi, cavolo ci credo che Ale fa di tutto per risparmiare e far quadrare i conti della casetta. A proposito, anche Ale ha lasciato la casa un po’ di tempo fa, per tornare in Italia... I ragazzi sono sempre dediti alle loro attivitá, Victor si impegna un sacco con il corso di pasticceria, con ottimi risultati (le sue torte sono una delizia), José Luis costriusce i suoi mobili ed Esaú fabbrica pantaloni e altri capi, mentre tutti gli altri sono impegnati soprattutto con la scuola. Scuola che da due settimane e mezza praticamente non vedono, visto che gli insegnanti sono in sciopero! Bene, va bene protestare, ma sti insegnanti peruviani per me non c’hanno ragione, il livello di educazione in Perú fa schifo e parte della colpa é anche loro. Tempo fa scioperavano perché lo stato aveva “osato” dire ad una parte di loro che non potevano continuare a insegnare perché non avevano passato l’esame per essere professore, e nonostante ció loro volevano continuare ad insegnare. Cioé asini che insegnano ai ragazzi a diventare asini. Come se io a fine anno avessi 5-6 materie giú, ed ugualmente voglio passare l’anno... Adesso scioperano per il livello degli stipendi, che é sí basso, ma é basso come il loro livello di educazione (tipo profe di inglese che commettono errori da livello base di lingua...). Vabbé, che ci vuoi fare... Per ora i ragazzi sono super presi dal campionato Lima Kids che comincerá la prossima settimana, un campionato che si gioca tra varie case famiglia e di accoglienza di Lima. Hasta la victoria!
Una mattina a settimana vado sempre al preventivo ad insegnare a fare i braccialetti con Martin ai ragazzi che vengono rinchiusi in queste specie di mini-carceri giovanili. A parte insegnare i braccialetti, l’obiettivo di tutto ció é anche “monitorare” il preventivo, conoscere i ragazzi e vedere se si possono aiutare in qualche maniera, e purtroppo anche qua si scoprono casi di abuso della polizia: giusto qualche giorno fa, un paio di ragazzi non potevano stringere troppo i nodi dei braccialetti perché dicevano  che gli facevano male le dita, e alla fine Martin é venuto a sapere che uno della polizia li aveva picchiati con il manganello sulle dita, solo perché si erano svegliati troppo lentamente. La denuncia é stata fatta, ma come altre mille cose, il tutto é finito con un nulla di fatto, con solo una specie di richiamo e nessun organo é andato a vedere direttamente la situazione dei ragazzi.
Tra gli accadimenti top di questo lasso spazio temporale indefinito, c’é stata la partecipazione alla mezza maratona di Lima, cioé 21 km: l’obiettivo era quello di migliorare il tempo della Maratona di Santiago de Chile, raggiunto con successo, con un tempo di 1h40m (secondo il mio orologio), o 1h38m (secondo l’orologio ufficiale). Soddisfazione! Tra l’altro la maratona é stata baciata dalla presenza del sole, cosa rara nell’inverno limeño, e dal concerto finale del mitico gruppo de La Sarita, band che si dedica ad un “rock andino”, ovvero rock influenzato dalla musica andina, con strumenti tipici e ballerini tradizionali, un ottimo spettacolo. A proposito di concerti, mi sono gustato anche un bel festival di metal peruviano, anche qua c’é metal di qualitá, solo che fa strano ascoltarlo in questo contesto, in pratica é come andare a ballare salsa in Norvegia no?
Bon, a parte questo, non ho nient’altro da raccontare, o meglio, ci sarebbe altro da raccontare ma ho voglia di andare a letto, quindi accontentatevi!  Hasta luego!

venerdì 7 settembre 2012

La musica!

Tanto per completare l'atmosfera sudamericana, oltre ai racconti e alle foto, manca la fondamentale e onnipresente musica del Sudamerica: ecco a voi alcune canzoni che hanno accompagnato fino ad adesso il mio viaggio... non tutte di buona qualità, alcune veramente pessime, altre degne di nota! Buon ascolto!



Calle 13 - Latinoamerica: beh normalemente non è il mio sound, pero' questa è ottima!


Pappo - Rute 66: il mitico Pappo, idolo hard blues argentino


Silvio Rodriguez - Playa Giron: maestro della trova cubana, chitarra, voce e temi sociali


Gustavo Lima - Balada Boa: purtroppo questa canzone mi perseguita...


Almafuerte - Las aguas turbias: ovviamente argentini (il rock argentino è il top in Sudamerica), ho sentito commenti che il chitarrista nel suo momento era meglio di Van Halen e Battencourt..mah...


Chico Trujillo - Loca: gran gruppo cazzaro chileno! idolo!


La Mano Ajena - Favella: altra banda chilena dai ritmi...balcanici!


Rata Blanca - La leyenda de la hada y el mago: il meglio del metal argentino, tra Rainbow, Deep Purple e Malmsteen!


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sabato 25 agosto 2012

Part XIII: Lima part 1 (26/07/12 - 20/08/12)


Oplà, rieccomi qua (che per voi è là, ma per me è qua)! Dove sono? A Lima! Beh, non proprio a Lima, non nel centro almeno, bensì nella “lontana” Pachacamac, ultimo quartiere a Sud della città, nella “lussureggiante” valle di Lurìn... Lussureggiante tra virgolette, perchè a confronto della brulla, trafficata, contaminata, smoggheggiata e incasinata Lima almeno qua si vedono quattro alberi, un po’ di erba e tanti campi... Il perchè di questo isolamento agreste è il mio ritorno tra mura conosciute, ovvero (tra l’altro, ovvero usato così non va bene, in verità vi dico esso ha la stessa funzione di un “o”... cose da esame della patente...) quelle della casa famiglia Rayitos de Luz, che, per chi non lo sapesse (ignoranti!), mi ospita per la quarta volta e dove faccio volontariato con ragazzi di strada con problemi di consumo di droghe (il più delle volte colla da scarpe).
Nella casetta, al mio arrivo a Lima (dopo una notte passata in casa di Martin), ritrovo le facce conosciute dei ragazzi che lì vivono: Anthony, un bassetto che un giorno diventerà famoso con il calcio, appena imparerà a passare la palla; Esaù, montanaro amante delle galline; Angel, giocherellone della selva; Johnatan, il più piccoletto della casa, che non vedevo da 3 anni e che è cresciuto a dismisura; Josè Luis, il falegname riservato; Victor, il pasticcere della casa (ottime le sue torte!) e Kervin, anche lui cresciuto un bel tot.E poi gli animatori Edi, Eli e Nilo, oltre alle new entry (almeno per me) Silvia e Judith, la psicologa e l’assistente sociale, Freddy (educatore di strada), la signora Rosa, la cuoca della casa (yuppiiii!), e ovviamente Martin (educatore di strada) e Ale (...mmm la direttrice della casa? Il super capo? ahah), già trovati a Cochabamba con Pepe. I ragazzi della casa sono tutti cresciuti un sacco, già non sono bambini, ma adolescenti (Esaù quasi ha 18 anni...), e al vederli mi sorprendono un bel po’. Dopo pochi minuti sono già ri-ambientato ai ritmi della casetta, in clima vacanziero, visto che qua ci sono le vacanze invernali per un paio di settimane, mentre lì da voi c’è un caldo cane! Comunque sia, sarà inverno, ma mica fa tanto freddo, più o meno 15 gradi di media: la cosa che più rende triste, talmente tanto che anche il pupazzo Gnappo sarebbe triste, è il grigio cielo di Lima, che in inverno è SEMPRE, e dico SEMPRE, dello stesso colore. E questo succede solo qua, appena vai fuori da Lima splende il sole porco cane! Per effetto di una non so che questione atmosferica, per il fatto che le nuvole del Pacifico devono fermarsi proprio qua, alla quale si aggiunge l’inquinamento a mille della città, e allora tombola, grigio forever: in tre settimane di Lima, vi giuro che ho visto il cielo azzurro solo una mattina. E vabbè...
Comunque, in questo tempo a Lima, di cose ne ho fatte un tot, andando per ordine, il mitico campeggio con i ragazzi, per me il numero 3. Anche questa volta si va a Chosica, paesetto collinare a 30 km da Lima, dove incredibilmente splende il sole e fa caldo (cosa che ci permette di andare in piscina!). Come la volta scorsa, anche quest’anno mi occupo dei giochi, per tre giorni di divertimento e spettacolari partite di calcio, ruba bandiera, super quizzoni, prove al limite della resistenza umana, fuochi notturni e notti umide in tenda: ah, al campeggio ci sono anche Flor, ragazza della quale Martin è padrino, e Andrea, ragazza che ha passato 4-5 anni nella casa e che ormai ha raggiunto la indipendenza, con un lavoro e un appartamento, che soddisfazione!
Tra le novità della casa è da segnalare l’apparizione di una cagnolina, Negra, e di sei, e dico sei, gatti malefici, una gatta mamma, Nieve, e cinque gattini... O erano sei? Beh, il fatto è che tutti sti animali, anzi, sti gatti, li spedirei tranquillamente, e senza rimorsi, sulla luna, e con una bombola piena di arsenico per assicurarmi il loro decesso ahahah. Il fatto è che, oltre ad essere allergico ai gatti, ma questo è un problema mio, sti gatti si infilano ovunque per entrare in cucina e magnarsi quello che incontrano... eh no! Io ho fame! Una mattina mi sono svegliato e ho trovato una mattonella di burro in mezzo al giardino: qualcuno si era dimenticato la porta aperta e la gatta ne ha approfittato per rubarsi il burro per la colazione, sta maledetta... Tra l’altro, è una battaglia persa, perchè i ragazzi lasciano sempre la porta aperta: ogni due minuti e 45 devo urlare “la puertaaaaaaaaaa!!!!” con la potenza di 25 Marshall  perchè si ricordino di chiuderla... E vabbè, comunque il problema si sta risolvendo, e adesso siamo rimasti con una gatta grande e 2 gattini, il resto, cane compreso, tutti regalati! Dai tanto di animali ne abbiamo a sufficienza, nel gallinaio ci sono ben 30 galline, che ci danno un bel tot di uova, che riusciamo pure a vendere. Anzi, oggi il numero si è abbassato, 8 di loro, le galline vecchie, hanno intrapreso il loro ultimo viaggio verso la pentola: è proprio vero che gallina vecchia fa buon brodo (eh oh, non producevano più...).
A parte tutte queste belle cose, sono quasi stato vittima di un’assalto di ladri. Un bel giorno, una domenica pomeriggio, me ne andai con Victor a correre, destinazione il Cerro de la Cruz, una collinetta con una croce sulla cima, a 20 minuti di corsa dalla casetta. Beh, al scendere dalla collinetta, dove c’è un paesetto, vediamo che ci sono 6-7 ragazzi al fondo della lunga scalinata: vedo Victor con una faccia strana e gli chiedo “Ma secondo te sono dei ladri?”, e lui è in dubbio, ma poi vediamo che si stanno facendo delle foto e allora decidiamo di proseguire. Peccato che avvicinandoci, si rendono conto che Victor ha in mano il suo lettore mp3 e lo bloccano, gli tirano un paio di calci e glielo rubano: io, che ero un paio di metri più avanti, mi accorgo un paio di secondi dopo che l’hanno fermato, e mi blocco non sapendo che fare, 6-7 ragazzi sono un bel po’... Dopo un attimo, si accorgono che anch’io ho le cuffiette, mi indicano e mi dicono qualcosa, Victor intanto scappa, e cominciano a inseguirmi. Io me ne scappo a gambe levate, mi tirano delle pietre, mancandomi, scendo dalla collinetta a mille all’ora passando tra le baracche, vedo Victor che scappa per un’altra via, e poi lo perdo di vista. I maledetti ladri li riesco a distanziare, e mi incontrerò dopo qualche minuto con Victor, poverello, scosso ma tutto intero... E vabbè, cose che succedono a Lima...
Con Martin tutti i martedì ci dedichiamo a insegnare a fare braccialetti ai ragazzi del preventivo, una specie di “prigione” per ragazzi di strada che la polizia raccatta su con delle retate, e che serve come luogo di “smistamento” degli stessi, verso case di accoglienza (spesso di dubbia qualità) o verso le famiglie (se si degnano di apparire). Questa è una delle poche attività che si organizzano per questi ragazzi, e che almeno potrebbe essergli utile, una maniera di guadagnarsi la vita in maniera onesta: inoltre, avvicinandoci in questa maniera a loro, si intendono le loro esigenze, parlano, e si capisce anche che trattamento ricevono dalla polizia che tanto amabilmente li accoglie sotto la sua ala protettiva, eh si... Con Martin colgo l’occasione anche si passare una giornata a fare lavoro in strada, incontrandomi con un paio di ex ragazzi della casa, Jonel e Lourdes, già mamma da più di un anno, e di visitare altri ragazzi che vivono in case fatiscenti nei quartieri più poveri di Lima: la situazione di degrado, sia dei ragazzi (vita in strada, droga, botte e quant’altro...) che del luogo (igiene zero, catapecchie...) è sempre impattante, ma qualcosa bisogna pur fare...
Domenica scorsa ho avuto l’occasione di ritornare a fare una visita alla prigione di San Juan de Lurigancho (dopo 4 anni), la più grande del Perù, ubicata in un quartiere di un milione e mezzo di persone, molte delle quali si sono trasferite dalla provincia alla città una decina di anni fa in maniera molto disordinata, ed è per questo che il quartiere è tra i più poveri della capitale. Beh, la situazione rispetto a 4 anni fa non è per niente cambiata, e uscendo dalla prigione mi è rimasta la stessa sensazione di odio, frustrazione e impotenza di fronte alla condizione e al trattamento che ricevono i carcerati, la maggior parte proveniente dalla sezione più povera della società. A confronto, le carceri italiane sono l’Hilton e i prigionieri italiani sono trattati con la stessa grazia della regina d’Inghilterra. Con Martin e Freddy ci organizziamo per bene prima di entrare nella carcere, perchè sono proibite un bel po’ di cose, come cellulari (ovvio), magliette nere, scarpe con lacci, bibite gasate di colore nero, yogurt (perchè puo’ fermentare), non si puo’ entrare con i capelli sciolti, e un sacco di altre cose assurde... Vabbe’, se è per la sicurezza della prigione ci puo’ anche stare... Il fatto è che è assurdo quello che poi si vedrà... Ci dividiamo le borse con i prodotti che porteremo ai ragazzi che andremo a visitare (che normalmente non ricevono visite nemmeno dai familiari), con banane, mandarini, sapone, carta igenica, scarpe, dolci ecc..., e per noi una quantità enorme di monetine. Perchè? Per la polizia, corrotta a livelli assurdi! Al primo controllo tutto ok, ma già dal secondo e tutti i successivi è un continuo richiedere di soldi o prodotti per lasciarti passare: il primo voleva le scarpe nella borsa, fottiti, il secondo voleva la mancetta per comprarsi la coca cola, ma va in mona, il terzo voleva i dolcetti che portavamo perchè “sto lavorando eh” (e allora comprateli porco due), il quarto ci ha lasciati in disparte per cinque minuti, timbrando tutti i documenti di quelli che stavano dopo di noi, perchè loro gli pagavano quello che lui richiedeva e noi no, fino a che ha visto che non mollavamo l’osso, e così via per un ora e mezza di coda, fino ad arrivare all’ultimo controllo, che ci ha fregato le scarpe nelle borse. Solamente pagando una mancetta ad un detenuto siamo riusciti a recuperarle... Mancetta al detenuto? Eh si, perchè dentro l’ambiente è totalmente tutto quello che non dovrebbe essere una prigione, una specie di enorme mercato dove tutto si può, tutto entra, e succede anche di tutto. Per gli oltre 20 padiglioni si vede gente che si prodiga in qualsiasi tipo di attività, dalla cucina alla vendita di sigarette, chiodi, verdura, droga, oltre a gioco d’azzardo o spettacoli di acrobazia o comici, il tutto per guadagnare qualche soldo per sopravvivere li dentro. Perchè se hai i soldi mangi, sennò muori di fame: la “paila”, il piatto base, una zuppa che danno solo a pranzo, per una settimana vale 3 soles (1 euro), ma bisogna guadagnarli quei tre soles. I detenuti con più soldi possono permettersi mole più cose, possono mangiare nei “ristoranti” della carcere, possono permettersi delle celle con televisione, dvd, stereo ecc... mentre gli altri dormono fuori al freddo. Non mi sorprende che quando c’è sciopero della polizia, i detenuti ne approfittano per mangiarsi i cani... In un sistema così, una persona che entra nella carcere ne esce sicuramente peggio, infatti molti sono quelli che questa carcere l’ha visitata 3-4-5 volte, perchè li dentro si impara a essere delinquenti. Le attività educative-ricreative che vengono organizzate sono pari a zero, e molte volte l’unica cosa che resta al detenuto è aggrapparsi alla religione: uno dei ragazzi che abbiamo visitato, Mancha, dentro da quattro anni e con altri sette da scontare, infatti era diventato una specie di “pastore” li dentro, con solo la bibbia a dargli conforto e a tenerlo lontano da un padiglione, il numero 4, dove l’80% per cento dei detenuti si drogava (dentro la prigione intendo...). I racconti dei detenuti che abbiamo visitato sono tristi, in pratica la loro condizione era decisamente migliore in strada che in carcere. Tutto ciò sotto la supervisione della polizia, che acconsente e promoziona tutto questo, perchè alla fine nelle loro tasche entra un sacco di denaro illecito, tra quello dei visitanti e dei detenuti che vogliono farsi passare qualcosa. Ultima goccia che fa traboccare il vaso, la coda di oltre due ore per USCIRE dalla carcere (perchè ovviamente il tuo documento ce l’hanno loro in custodia): tra i detenuti che cercano di venderti caramelle, fette di torta e sigarette, spettacolini comici, lustrascarpe e artigiani, passano ogni tanto dei poliziotti con la mano a cucchiaio dicendo “chi vuole saltare la coda paghi qua...”. Ma si può? Proprio senza vergogna... E vabbè, che ci vuoi fare? Niente praticamente, ce l’hanno loro il coltello dalla parte del manico.
Ecco, questo, e molto altro, è quello che ho passato nelle prime settiame di permanenza a Lima, a risentirci in queste stesse pagine virtuali tra un tot di tempo!
Hasta luego!


Ah, un paio condiderazioni: il centro di Lima è nettamente migliorato rispetto ad un anno e mezzo fa, si vede che il Perù sta “avanzando”. L’altra considerazione è che da La Paz ho un certo timore dei cani, e visto che in zona ce ne sono tipo un centinaio, viaggio sempre con le tasche piene di sassi. Oh, sti cani son aggressivi eh... Terza ed ultima considerazione: la cucina peruviana è la migliore del Sudamerica che conosco, tra Aji de Gallina, Arroz con Pollo, Papa a la Huancayina, Locro, Lomo Saltado, Tamales, Anticuchos ecc... mi sto proprio leccando i baffi!