Dopo ormai tre mesi dal mio rientro a casa, è ora di colmare una piccola lacuna, ovvero terminare questo blog che mi-vi ha accompagnato per quasi un anno e mezzo di girovagaggio per il Sudamerica e parte dell'Europa. Ero rimasto nella terra di mezzo, nel limbo Sanremese, a casa di Dario: dopo un po' di rock n roll mattutino e una classica colazione con brioche e cappuccino (di come non assaporavo da tempo... non che ne sentissi una grande mancanza comunque...), si prende il treno in direzione di Genova, città che mi è sempre piaciuta un sacco e che volevo rivedere (e che comparavo con Valparaiso, in Cile, vabbè, più o meno). Il viaggio in treno, che non prendevo da tanto tempo, è piacevole, si vede il mare a destra e le colline a sinistra, si passano un sacco di paesetti e faccio conoscenza di Emanuela, con la quale ho la prima vera conversazione in italiano per più di un'ora consecutiva dopo tanto tempo! Tra l'altro sono piacevolissime conversazioni, tanto che poi, scendendo alla stazione di Genova, la seguo fino all'accademia di belle arti, dove studia: da li a qualche giorno c'è una mostra sui fratelli Grimm, e assieme ad altri compagni "pitturiamo gli alberi", cioè proprio sugli alberi, di nero, per le storie più tenebrose. Per pranzo mi fermo a casa di Andrea, un couchsurfer che gentilmene si è offerto di cucinare delle gustosissime trofie al pesto di noci, una delizia, e con il quale abbiamo in comune la passione per il folk metal, che farà da sottofondo musicale per un paio di orette. Il pomeriggio lo dedico alla visita di Genova, con le sue strette viette, le belle chiese, il casino, le prostitute, i ritmi e le parlate sudamericane che ascolto ad ogni angolo, la vista del mare, l'odore da porto, le focaccie, il gelato e tante altre cose che mi fanno amare questa città. La sera vengo ospitato da Massimiliano, anche lui un heavy metallar ottantino come me, e la notte scivola via tra dischi e chiacchiere su viaggi.
Il giorno dopo si prende il treno per Milano, che ovviamente non mi piace, ma voglio andare a trovare Antonella, conosciuta a Santa Marta, Colombia, e ritrovata a Cartagena e Medellin, e quindi non potevo non andarla a trovare a Milano! La città è sempre quella, enorme e grigia, però con Antonella ho visto dei palazzi e delle vie che me l'hanno fatta apprezzare di più: insomma, visitare una città con gli indigeni locali ha sempre un altro valore... Tra l'altro incontro per caso anche un amico, Francesco di Siena, detto Celestino, che roba... La sera ce la passiamo in un concerto fuori Milano, dove si sente di tutto, da ritmi electro merda, a rap di poco valore, a cose schizzate come quelle del nuovo gruppo del chitarrista dei Verdena.
Verona si fa sempre più vicina, ma non voglio perdere l'occasione di fermarmi a Bergamo, visitare la bella città alta e soprattutto riabbracciare il mitico Paolo, conosciuto addirittura in Argentina con Bea e Giovi, in un rifugio vicino al bellissimo Fitz Roy, e con il quale avevo sempre tenuto contatti durante il viaggio. E' bello rivedere compagni di avventura dopo tanto tempo, e Paolo è una di quelle persone che mi ha fatto veramente piacere incontrare di nuovo. Con lui rimango solo un'oretta prima di incontrarmi con... i miei genitori! Eh si, praticamente loro sarebbero partiti da Bergamo il giorno dopo per andare in Grecia, in vacanza, e me li sarei persi, quindi sono venuti fino a Bergamo per salutarmi il giorno prima di partire. Con loro passo il pomeriggio a Bergamo alta, mangiando i casonsei e il mitico gelato alla stracciatella nella gelateria dove è stato inventato, e raccontando tutto quello che è successo in un anno e mezzo in tre ore ahah. Con Paolo riesco a beccarmi anche la prima classica sagra di paese dopo tanto tempo, ed è bello riascoltare il dialetto (beh non che il bergamasco sia proprio un bel dialetto...), mangiando cose tipiche e sentendo le storie di vecchi e delle boiate degli amici: atmosfera true!
Il giorno dopo è l'ora di rivedere mio fratello Damiano, che, accompagnati i miei genitori all'aeroporto di Bergamo, fa una deviazione e viene a prendermi per portarmi a casa. E così, attraversando la mostruosa A4, ed osservando i luoghi da me ben conosciuti passare velocemente al di la del finestrino, arrivo a casa, cioè, quella che sarà casa mia per un po'!
Ed è così che questo viaggio è finito, con un po' di nostalgia, ma con tanta felicità: saranno giorni di incontri e abbracci con amici e familiari, con la testa è un po' qua e un po' là.
Ma i pensieri sono già proiettati per i futuri viaggi, non si può mica stare fermi!
Il prossimo? Verso Oriente!
Il video è dedicato a tutti gli amici viaggiatori incontrati lungo el camino, a todos los artesanos, musicos, malabaristas y malucoso del mundo, a tutte le persone che mi hanno appoggiato, alla mia familia, alle mie familie sudamericane, francesi e spagnole (e soprattutto quella peruviana di Lima), alle centinaia di automobilisti e camionisti che mi hanno dato un passaggio, e a Pachamama ovviamente.
E soprattutto, al Pollo Paul, il miglior compagno di viaggio che potessi avere!
E come dice Silvio Rodriguez "Al final del viaje, partiremos de nuevo!"
Tra l'altro, in questi mesi, ho potuto salutare di nuovo altri amici incontrati in viaggio, Mikk, l'estone di Avignone e Sara, peruviana anche lei conosciuta ad Avignone, Roberto, conosciuto a Huancayo, Paolo, venuto anche a Verona, Emanuela, che da Genova è venuta per l'Aida nell'Arena, ed Antonella, in viaggio verso i Balcani... ma vorrei rivedervi tutti!
Nessun commento:
Posta un commento