Anno intergalattico 2012, mese di novembre, ultimo mese prima della
scomparsa del mondo (o almeno dicono così i cugini Maya...), e mi trovo ancora
in Perù, quindi vicino al Messico, dove si aprirà il buco nero che succhierà
tutto. E quindi cerchiamo di viverci al meglio questi ultimi attimi di vita,
ascoltandoci Buena Vista Social Club e mangiando un lomo saltado! Purtroppo
oggi ho dovuto anche lavare tutti i miei vestiti e le lenzuola con forza di
volontà e olio di gomito, quindi non sono propriamente allegro... e perchè
queste pulizie?? Perchè si avvicina la mia data di ripartenza! Beh non verso
l’Italia, ma verso le mete inesplorate (o parzialmente esplorate) della sierra
central del Perù prima, poi un po’ di selva e qualche territorio del nord, ma
abbastanza di corsa, quindi l’Equador! Partenza programmata per il 18
novembre...
Bon, in queste ultime settimane che è successo a Lima?? Il finimondo! Ah
no, quello è tra un mese ahah... no, ma qualcosa del genere. Dovete sapere che
a Lima c’è un mercato super grande, la Parada (un po’ come la Cancha a Cochabamba, per i
più colti, ma più grande), dove c’è di tutto, e il tutto è anche molto
disordinato, un casin, con un sacco di venditori ambulanti. Questo è da
considerarsi normale in Perù, ci sono un sacco di venditori ambulanti (io
stesso sono un venditore ambulante con i braccialetti!), ma questi paiono ben
radicati li, con la loro bancarella a fianco di quelli che pagano per avere uno
spazio. Il fatto è che la legge non permetterebbe tutto ciò, ma le leggi sono
fatte per non essere rispettate, e visto che nessun sindaco limeño fino al
giorno d’oggi aveva fatto qualcosa per far rispettare la legge, il fatto di
vendere in questa maniera è diventato normale. Fino a un paio di settiamane fa,
quando la signora Villaràn, la sindaco di Lima, che in un anno e qualcosa ha
già fatto un sacco di riforme (e in effetti Lima sembra più vivibile ed
ordinata) ha deciso che era l’ora di porre la parola fine a questi venditori
ambulanti. Al mercato si sono presentate alcune centinaia di poliziotti, ma le
cose non sono andate per il verso giusto: i venditori ambulanti si sono
organizzati, e hanno pagato buone somme di denaro a delinquenti e persone più
povere provenienti dalle colline di Lima perchè combattessero contro la polizia.
Conseguenze: alcuni morti, molti feriti e il saccheggio per quattro / cinque
giorni del mercato, con centinaia di commercianti che hanno perso tutto. La
gente sembrava impazzita, tutti (delinquenti e non) cercavano di arraffare
tutto quello che potevano, si vedevano individui con super caricati di cose,
con altre persone che li assalivano per rubarsi la mercanzia già rubata, con la
polizia che non sapeva chi fermare e i cameraman che rischiavano di brutto...
Adesso tutti incolpano la
Villaràn , che ha fatto il suo dovere praticamente, e la
vogliono togliere dal potere, facendo pure firmare un documento alla
popolazione: furbamente, pagano chi firma... eh, e firmerei anch’io allora!
Intanto nell’amata Argentina ci sono altri disordini, i problemi finanziari che
ogni 10-15 anni incasinano il paese sono tornati, e tutti incolapano la
presidentessa Cristina Fernandez, e c’hanno anche ragione, è matta...
Nella casa le cose vanno bene, i ragazzi, dopo aver ripreso la scuola,
hanno cominciato a frequentare quasi tutti i giorni fino alle cinque per
recuperare quello che hanno perso per colpa dello sciopero, ma le cose fanno
veramente ridere: per esempio, l’altro giorno c’era un ponte per una festività
nazionale, e i professori hanno pensato che forse il ponte era meglio non
farlo, per non perdere altre ore e recuperare. La cosa intelligente è che per
decidere se fare il ponte o no, si sono presi tutto un pomeriggio di lezione
(perdendo quindi 4 ore), per decidere se fare le mattina del ponte (altre 4
ore, quindi che senso ha perdere quattro ore in riunione per recuperarne
quattro?!?!?), con la decisione finale che il ponte si faceva! Quindi si sono
perse ulteriori quattro ore ahahha!
Tra le uscite in strada con Martìn, ho avuto la possibilità di visitare
un’altra carcere, quella di Piedra Gorda, nel nord di Lima, in mezzo al
deserto, in un padiglione “modello” nel nord di Lima, In effetti, rispetto alla
carcere di San Juan de Lurigancho, questa è tutt’altra cosa, è più ordinata e
pare non ci sia corruzione della polizia, e il tratto offerto ai detenuti è
migliore. Il fatto è che il padiglione modello che ho visitato è stato
costruito con i soldi di religiosi evangelisti, che accolgono nel padiglione
solo chi è convinto della sua fede e la processa, e quindi i detenuti li dentro
sono super presi con la religione, anche perchè è una delle poche alla quale si
possono aggrappare. Nella visita ho riviso anche Walter, un ragazzo che avevo
conosciuto quattro anni fa in strada e che adesso sta dentro (per un altro
annetto ancora), e che attraverso la
Bibbia e la lavorazione del cuoio tira avanti...
In strada continuiamo ancora ad appoggiare molti ragazzi per il tema dei
documenti, che molti non hanno, e tra di loro anche Mochila (“zaino” in
spagnolo), che ha dovuto farsi la carta d’identità. E’ veramente un casino a
volte, anche perchè sono i funzionari che rendono la vita complicata: il suo
nome è Carlos, ma nell’atto di nascita è stato registrato con un’altro nome dal
funzionario, e per tutto questo tempo ha avuto solo quel documento, e per
cambiarlo, per farsi la carta d’identità, ha dovuto fare un sacco di giri e
mille uffici, che non capivano molto bene il problema... E vabbè...
l’organizzazione Sudamericana!
Vabbuò, tra gli altri eventi, la marmellata di fragole, venuta buonissima,
il mio ventottesimo compleanno (grazie grazie!), il compleanno di Esaù (primo
ragazzo a compiere 18 anni nella casa, tanti canguri!), il Perù ha perso contro
il Paraguay (che era ultimo) ed è stato quasi praticamente eliminato dalla
corsa per andare ai mondiali (qua è notizia di primaria importanza), i ragazzi
anch’essi sono stati eliminati dal campionato di Lima Kids, dopo una sonora
sconfitta per 7 a
3, e altre cose sono successe, che però si sono perse nelle nebbie del tempo...
Adesso la vita si fa’ nuovamente più avventurosa, partenza a breve per la
sierra central, prima verso Huancayo (città della papa a la huancayina e del
miglior emoliente che ho bevuto in vita), Huancavelica e quindi Ayacucho, dove
mi incontrerò di nuovo con Martìn, Silvia, Freddy e Pepe (quello di Cochabamba)
per un corso sui ragazzi di strada, e poi verso il nord!
Hasta luego!
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