sabato 17 novembre 2012

Las Fotos

Le foto! Finalmente, attesissime, dopo 3 mesi di assenza sui vostri schermi! Non ci sono molte foto di Lima, nonostante la lunga permanenza, non mi sento un turista in questa città...

Balli tipici in Pachacamac, uno dei tantissimi che ho visto in questo viaggio...

Paese di religiosi, più o meno, ogni occasione è buona per festeggiare, mangiare e bere!

Il famoso (almeno qua) Arco di Tacna... chi c'è in mezzo?? Il pollo Paul!



I ragazzi della casa famiglia nel campionato Lima Kids, prima di una vittoria per 5 a 2

Cumpleaños felizzzzz, a me! Torta by Victor!

Il famoso arroz con pollo peruviano... ahahaa!

Il pollo Paul in un orgia con le galline della casetta. Vedete la sua aria tranquilla?? E' perchè le galline sono ovaiole, quindi non può avere pulcini a carico!


La gatta Nieve, a non far niente

La casetta! Quella specie di container giallo e rosso a destra, con la finestrella, era la mia abitazione!

L'orto e il gallinero della casetta!
A paseggio con i ragazzi per Lomas de Lucumo. Il verde che vedete è qualcosa rarissimo a Lima, che è sul deserto...

Cumpleaños feliz! A Andrea... e gli odiosi gattini

La gustosa Carapulcra, per l'anniversario della casa!

Lima centro, in uno dei pochi parchi degni di nota

Il museo dell'arte italiana

Palma e albero di Natale, ovvio!

L'elegante e bianca Plaza San Martin

Il palazzo di giustizia

L'hotel di plaza Grau

 Lima è piena di balconi belli assai! Qua uno modesto in Plaza de Armas

 Balconi part 2

 Balconi part 3

 Balconi part 4

 Balconi part 5

 Iglesia de San Francisco

 Antiche mura coloniali... beh antiche... 500 anni forse...

 El Cerro san Cristobal, con le casette colorate. In verità sono case molto umili, che il governo ha fatto dipingere, per avere una bella faccia di fronte ai visitanti...

 Plaza de Armas e Cattedrale

 Il palazzo del Governo

 Grande opera a Lima, il fiume Rimac (quella pozza d'acqua li) passerà sotto, e sopra passerà la strada!

 Il decadente (nel senso che cade a pezzi) quartiere Rimac, antico e coloniale

Facciata poco barocca di una chiesa limeña

mercoledì 14 novembre 2012

Part XVI: Lima part 4 (17/10/12 - 14/11/12)


Anno intergalattico 2012, mese di novembre, ultimo mese prima della scomparsa del mondo (o almeno dicono così i cugini Maya...), e mi trovo ancora in Perù, quindi vicino al Messico, dove si aprirà il buco nero che succhierà tutto. E quindi cerchiamo di viverci al meglio questi ultimi attimi di vita, ascoltandoci Buena Vista Social Club e mangiando un lomo saltado! Purtroppo oggi ho dovuto anche lavare tutti i miei vestiti e le lenzuola con forza di volontà e olio di gomito, quindi non sono propriamente allegro... e perchè queste pulizie?? Perchè si avvicina la mia data di ripartenza! Beh non verso l’Italia, ma verso le mete inesplorate (o parzialmente esplorate) della sierra central del Perù prima, poi un po’ di selva e qualche territorio del nord, ma abbastanza di corsa, quindi l’Equador! Partenza programmata per il 18 novembre...
Bon, in queste ultime settimane che è successo a Lima?? Il finimondo! Ah no, quello è tra un mese ahah... no, ma qualcosa del genere. Dovete sapere che a Lima c’è un mercato super grande, la Parada (un po’ come la Cancha a Cochabamba, per i più colti, ma più grande), dove c’è di tutto, e il tutto è anche molto disordinato, un casin, con un sacco di venditori ambulanti. Questo è da considerarsi normale in Perù, ci sono un sacco di venditori ambulanti (io stesso sono un venditore ambulante con i braccialetti!), ma questi paiono ben radicati li, con la loro bancarella a fianco di quelli che pagano per avere uno spazio. Il fatto è che la legge non permetterebbe tutto ciò, ma le leggi sono fatte per non essere rispettate, e visto che nessun sindaco limeño fino al giorno d’oggi aveva fatto qualcosa per far rispettare la legge, il fatto di vendere in questa maniera è diventato normale. Fino a un paio di settiamane fa, quando la signora Villaràn, la sindaco di Lima, che in un anno e qualcosa ha già fatto un sacco di riforme (e in effetti Lima sembra più vivibile ed ordinata) ha deciso che era l’ora di porre la parola fine a questi venditori ambulanti. Al mercato si sono presentate alcune centinaia di poliziotti, ma le cose non sono andate per il verso giusto: i venditori ambulanti si sono organizzati, e hanno pagato buone somme di denaro a delinquenti e persone più povere provenienti dalle colline di Lima perchè combattessero contro la polizia. Conseguenze: alcuni morti, molti feriti e il saccheggio per quattro / cinque giorni del mercato, con centinaia di commercianti che hanno perso tutto. La gente sembrava impazzita, tutti (delinquenti e non) cercavano di arraffare tutto quello che potevano, si vedevano individui con super caricati di cose, con altre persone che li assalivano per rubarsi la mercanzia già rubata, con la polizia che non sapeva chi fermare e i cameraman che rischiavano di brutto... Adesso tutti incolpano la Villaràn, che ha fatto il suo dovere praticamente, e la vogliono togliere dal potere, facendo pure firmare un documento alla popolazione: furbamente, pagano chi firma... eh, e firmerei anch’io allora! Intanto nell’amata Argentina ci sono altri disordini, i problemi finanziari che ogni 10-15 anni incasinano il paese sono tornati, e tutti incolapano la presidentessa Cristina Fernandez, e c’hanno anche ragione, è matta...
Nella casa le cose vanno bene, i ragazzi, dopo aver ripreso la scuola, hanno cominciato a frequentare quasi tutti i giorni fino alle cinque per recuperare quello che hanno perso per colpa dello sciopero, ma le cose fanno veramente ridere: per esempio, l’altro giorno c’era un ponte per una festività nazionale, e i professori hanno pensato che forse il ponte era meglio non farlo, per non perdere altre ore e recuperare. La cosa intelligente è che per decidere se fare il ponte o no, si sono presi tutto un pomeriggio di lezione (perdendo quindi 4 ore), per decidere se fare le mattina del ponte (altre 4 ore, quindi che senso ha perdere quattro ore in riunione per recuperarne quattro?!?!?), con la decisione finale che il ponte si faceva! Quindi si sono perse ulteriori quattro ore ahahha!
Tra le uscite in strada con Martìn, ho avuto la possibilità di visitare un’altra carcere, quella di Piedra Gorda, nel nord di Lima, in mezzo al deserto, in un padiglione “modello” nel nord di Lima, In effetti, rispetto alla carcere di San Juan de Lurigancho, questa è tutt’altra cosa, è più ordinata e pare non ci sia corruzione della polizia, e il tratto offerto ai detenuti è migliore. Il fatto è che il padiglione modello che ho visitato è stato costruito con i soldi di religiosi evangelisti, che accolgono nel padiglione solo chi è convinto della sua fede e la processa, e quindi i detenuti li dentro sono super presi con la religione, anche perchè è una delle poche alla quale si possono aggrappare. Nella visita ho riviso anche Walter, un ragazzo che avevo conosciuto quattro anni fa in strada e che adesso sta dentro (per un altro annetto ancora), e che attraverso la Bibbia e la lavorazione del cuoio tira avanti...
In strada continuiamo ancora ad appoggiare molti ragazzi per il tema dei documenti, che molti non hanno, e tra di loro anche Mochila (“zaino” in spagnolo), che ha dovuto farsi la carta d’identità. E’ veramente un casino a volte, anche perchè sono i funzionari che rendono la vita complicata: il suo nome è Carlos, ma nell’atto di nascita è stato registrato con un’altro nome dal funzionario, e per tutto questo tempo ha avuto solo quel documento, e per cambiarlo, per farsi la carta d’identità, ha dovuto fare un sacco di giri e mille uffici, che non capivano molto bene il problema... E vabbè... l’organizzazione Sudamericana!
Vabbuò, tra gli altri eventi, la marmellata di fragole, venuta buonissima, il mio ventottesimo compleanno (grazie grazie!), il compleanno di Esaù (primo ragazzo a compiere 18 anni nella casa, tanti canguri!), il Perù ha perso contro il Paraguay (che era ultimo) ed è stato quasi praticamente eliminato dalla corsa per andare ai mondiali (qua è notizia di primaria importanza), i ragazzi anch’essi sono stati eliminati dal campionato di Lima Kids, dopo una sonora sconfitta per 7 a 3, e altre cose sono successe, che però si sono perse nelle nebbie del tempo...
Adesso la vita si fa’ nuovamente più avventurosa, partenza a breve per la sierra central, prima verso Huancayo (città della papa a la huancayina e del miglior emoliente che ho bevuto in vita), Huancavelica e quindi Ayacucho, dove mi incontrerò di nuovo con Martìn, Silvia, Freddy e Pepe (quello di Cochabamba) per un corso sui ragazzi di strada, e poi verso il nord!
Hasta luego!

giovedì 8 novembre 2012

La comida!

Rieccomi tra voi, oh naviganti cibernetici, per raccontarvi ció che gli occhi non possono vedere e le orecchie non possono sentire, ma sí, il naso puó annusare e la lingua puó assaggiare: sto proprio parlando del cibo, oh amanti della prova del cuoco! Prendete mestoli, pentole e pelapatate, rimboccatevi le maniche e ingredienti alla mano... Siccome il gusto di viaggiare é giustificato anche dal gusto di mangiare, é d’obbligo mio raccontare, descrivere, analizzare e tramandare ai posteri alcuni dei cibi piú buoni di questo continente, partendo ovviamente dal Perú, che tra tutti i paesi fin d’ora visitati possiede il cibo piú delizioso. E perché? Ipotizzo perché é un mix tra cultura tradizionale criolla, con cibo dalla selva, sierra e costa (quindi, piú o meno, frutta tropicale, patate e mais e pesce), con influenze orientali (Cina e Giappone) ed europee. Ció che caratterizza quasi tutti i piatti peruviani, o almeno cosí mi sembra, é la complessitá o la lunghezza nel prepararli, non é che si fanno una pasta e via come noi, alla pietanza devono aggiungerci un sacco di robe e cucinarla un tot, viva la semplicitá! Forse solo il ceviche (pesce crudo lasciato marinare nel limone, con aggiunta di mais choclo – che é un mais molto grande –, camote – ovvero una specie di patata arancione e dolce –, e cipolle) prevede una preparazione abbastanza rapida, ma visto che amo il pesce tanto quanto il mal di denti, non lo mangio. Ah, per chi non lo sa, il riso é alla base di tutto, un po’ come il pane in Italia, e se non c’é riso (arroz) no se magna... Anche il pollo é mangiato in quantitá industriale, i peruviani quando escono a mangiare non vanno ad una pizzeria, ma ad una polleria! Qui vi lascio la mia pesonale top 10 di piatti peruviani, in ordine sparso:
-          Arroz Chaufa: questo piatto é un esempio di fusion con cucina cinese (l’immigrazione cinese é stata importante tra 800 e 900), e l’arroz chaufa prevede riso con uovo strapazzato, pollo a dadini, erba cipollina, zenzero e salsa di soya, e sicuramente c’ha pure dell’altro che non ricordo adesso, se andate a un Chifa (ristorante peruviano-cinese praticamente) ordinatelo!;
-          Arroz con Pollo: ovviamente il pollo che mettono non é il pollo Paul, state tranquilli. Beh, tradotto é riso con pollo, ma non é semplice riso con pollo, non é che bolliscono il riso e poi ci mettono sopra il pollo, é molto piú delizioso! Perché il riso viene cucinato con choclo (il mais grande), piselli, carotine, coriandolo e spinaci, e poi ci aggiungono il pollo, giá passato in padella anch’esso con coriandolo e spinaci.
-          Ají de Gallina: ají é peperoncino, e ci sono un sacco di varietá di ají. Tra i piú famosi c’é l’ají amarillo, cioé giallo, che in veritá non é giallo ma arancione, e da’ un colore giallo al cibo, e questo ají de gallina in effetti diventa giallo. L’ají de gallina é una specie di salsa di gallina, , si frulla assieme pane o craker lasciati bagnare nel latte, formaggio fresco, ají e mi sembra cipolle, e questa salsa si cuoce poi con la gallina, prima bollita e poi sfilacciata. Servito con riso, ovviamente, credo che sia il mio cibo favorito del Perú!;
-          Papa a la Huancayina: papa é patata, huancayina significa che viene da Huancayo, cittá delle montagne centrali del Perú. É una patata bollita alla quale viene aggiunta una salsa che si fa quasi come quella dell’ají de gallina, ma non c’ha la gallina e l’ají si salta in padella prima e poi si frulla... Servita spesso come antipasto, si serve con un ovetto bollito e una foglia di insalata;
-          Lomo Saltado: carne tagliata a striscioline, saltata in padella con cipolle, pomodoro e patatine fritte, e salsa di soya se non sbaglio;
-          Rocoto Relleno: il rocoto é un peperone piccante ma veramente piccante, relleno significa ripieno, e il ripieno é con carne macinata, uovo, verdurine e un sacco di altre robe, dipende dal luogo di produzione, ma l’originale viene dalla bella cittá di Arequipa;
-          Tacacho con Cecina: dalla selva, il tacacho é una palla fatta di banane (e dovrebbe esserci anche carne di maiale macinata, ma non é sempre cosí) e fritta, mentre la cecina é carne di maiale affumicata;
-          Cuy con Puca Picante: l’ho mangiato solo un paio di volte (e credo che venga da Ayacucho), ed é deliziosissimo, é cuy (fritto o al forno), cioé la mitica cavia o criceto, con una salsa di rapa rossa e arachidi, slurp! É un piatto della sierra, il cuy si mangia normalmente tra le montagne, contiene poco colesterolo...;
-          Kaigua Rellena: la kaigua, o kaiwa, o non so in che altra maniera si scrive, é una specie di peperone verde, ma non piccante, che non esiste da noi e che un giorno esporteró e diventeró ricco! Si fa come il rocoto relleno praticamente...;
-          Locro: piatto di riso con una salsa fatta principalmente con zapallo (zucca gigante), choclo, formaggio fresco e latte. Anche questa viene dalla sierra;
-          Come buon “quasi peruviano”, devo inserire la undicesima ricetta fuori dalla top 10, ovvero la ricetta di Yapa! E che é la yapa?? La yapa é una cosa fondamentale della cultura sudamericana, e se non richiedi la yapa significa che non sei sufficientemente inoltrato nella cultura del luogo eheh. Yapa é l’aggiuntina, se tu ti fermi ad una bancarella per strada per bere il tuo squisito succo di mango, é tuo diritto, quando hai finito il tuo bicchiere, chiedere la yapa, l’aggiunta, e sta a discrezione del venditore quanta yapa darti, a volte sono molto generosi e ti danno tre quarti di bicchiere, normalmente metá, se é taccagno un quarto... e alcuni ti danno la yapa senza che tu lo chieda! Ecco, adesso che avete capito che é la yapa, la ricetta di yapa che menzionero’ é la pesante carapulcra, una salsa super caricata di cose, cioé non é proprio una salsa, ma qualcosa che si mangia con il riso o spaghetti (beh, chiamamoli spaghetti, in veritá é sopa seca...), a base di arachidi, maiale a cubetti e patata secca, ‘na bomba, per gli amanti degli arachidi come me poi é paradisiaca;
Ma il bello é che se tu cammini per strada, ci sono un sacco di “fast food” ambulanti che a volte risultano anche piú deliziosi! Tra questi ricordo:
-          Anticucho: spiedino di cuore di mucca e altre parti meno nobili della vacca, che vengono lasciate macerare per una notte in una ben definita sostanza;
-          Papa rellena: una patata ripiena, con carne di maiale macinata, verdurine e ovetto;
-          Yuquita frita: una specie di massa fatta di yuca (cioé mandioca) e zapallo, fritta a paletti in abbondante olio;
-          Tamales / Humitas: deliziosissimi, soprattutto i tamales. Sono una specie di mattonella di pasta di mais, quasi polenta, cotta a vapore nelle foglie di banana (o era mais?), e dentro possono avere pollo, maiale e nessuno dei due, cipolla e oliva. L’humita é dolce e ha formaggio;
-          Tra le cose fritte in sacchetto che si trovano nei negozi, vado matto per i Cuates, specie di rodeo piccanti, ma altrettanto deliziosi e molto piú caratteristici sono i sacchetti con le banane e il camote fritto!
E tra i dolci:
-          Alfajores: che si trovano in tutto il Sudamerica (gli argentini dicono che vengono da li), e sono dei biscotti con manjar blanco (che é dulce de leche, dolce di latte, una specie di caramello);
-          Picarones: degli anelli di una pasta fatta con zapallo e camote, fritta in abbondate olio, e servita con un sacco di miele che sembra miele d’acacia;
-          Masa Morra con Arroz con Leche: riso bollito nel latte con uva passa, cannella e chiodi di garofano, si aggiunge anche latte condensato, e la masa morra é una specie di budino fatta con il mais viola;
-          Turrón: non é come il nostro torrone, sono vari strati di una specie di tortina con una specie di miele e sopra tutte quelle palline dolci e colorate delle quali disconosco il nome anche in italiano.

Ovviamente si trova anche da bere in strada, da tramandare ai posteri l’emoliente (fatta con erbette della sierra, linaza e altre cose intraducibili), succo di quinoa (la quinoa é un cereale molto nutriente), jugo de caña (succo di canna di zucchero fatto sul momento), chicha morada (succo fatto con il mais viola), chicha de jora (bevanda alcolica derivante dalla fermentazione del mais o altre cose, in passato e forse ancora ora la fermentazione cominciava sputando dentro il mais, cosí gli enzimi della saliva cominciavano a fare il loro lavoro) e poi tutti succhi di frutta tropicale superbuoni, tra i quali i miei favoriti sono di chirimoya e mango! La bevanda alcolica nazionale é il pisco, una grappa in pratica, che spesso si fa come pisco sour, con limone, chiara di uovo, jarabe de goma e qualche goccia di una roba scura che non so come si chiama!
Bon, dopo questa rassegna gastronomica peruviana interminabile, non posso dimenticare alcune delizie provate negli altri paesi visitati:
-          Argentina: l’asado, la carne alla griglia, gustosa, succulenta, saporitissima, la migliore carne mai mangiata in vita, é un peccato essere vegetariani in Argentina! Anche se, devo ammettere, negli ultimi giorni in quel bellissimo paese ero stufo di mangiare carne, che non puó assolutamente mancare nel piatto di un argentino. Particolare anche la milanesa napolitana (che nome...), una bistecchina alla milanese (impanata) con sopra pomodoro ed origano (e non mi ricordo se c’era anche formaggio), per questo é una milanesa napoletana! Poi c’é la pasta, la migliore del continente, perché la fanno direttamente gli italiani, il mitico choripan (pane con salsiccia con un sacco di salse) di Puerto Madero. Oltre all’asado, non puoi dire di essere stato in Argentina se non ti sei mangiato otto kili di dulce de leche (specie di caramello), quantitá industriali di alfajores, e bevuto ettolitri di mate (una “tisana” di erbe amarognole che si beve in un tipo di zucchetta con una cannuccia, e che é un vero rito nel paese) e di Fernet Coca (proprio il Fernet italiano!);
-          Cile: non é che ci sia una cucina particolarmente buona, si mangiano un sacco di fagioli, frutti di mare e pesce (ma va?), le empanadas migliori fino ad adesso le ho mangiate qua (nonostante si dica che le migliori sono argentine), molto avocado e, tra il cibo stradaiolo, una specie di frittella fatta con zucca e camote, servita con maionese, ketchup o ají. Tra le bevande, il diabolico Piscola, pisco con Coca Cola;
-          Paraguay: il paese della yuca, o mandioca! Empanadas di yuca, pane di yuca, tutto di yuca! Buono assai. Poi da ricordare la sopa paraguaya, letteralmente la zuppa paraguayana, che in veritá é solida ed é una specie di tortina salata con mais e altre cose (scommetto che c’é la yuca!) e soprattutto las chipas, palle o circoli di farina, yuca (!) e formaggio, slurp, a tonnellate!;
-          Bolivia: beh la cucina é simile, in montagna, a quella della sierra puerivana, mentre in pianura ci sono influenze paraguayane e brasiliane. Indimenticabile il Pique Macho, montagna di carne varia, patatine fritte e verdure, e le colazioni con Api (bevanda densa di mais viola) e Boñuelo (frittella);
-          Brasile: per il Brasile posso dire gran poco, ma nei pochi giorni di permanenza nel paese ho ingerito molto riso e fagioli... wow...

Ecco, era mio obbligo morale comunicare queste mie esperienze gastronomiche, alcune delle quali sono delle vere perle culinarie. Comunque sia, e cosí termino questo saggio papillare (e che vale più di mille puntate della Prova del Cuoco), niente puó superare in deliziositá il risotto del papá Isi, il filetto al pepe verde della mamma Liviana, la pasta con li pesto ligure di Paolo, le lasagne mie (ahah), il lesso con la peará, le lasagnette al ragú della nonna Massimina, la polenta (vero Paolo?) con il coniglio, i bigoli e i gnochi de malga della nonna Ivana e la pizza napoletana. E soprattutto il grana e l’olio d’oliva. Provecho!