Orora vi racconteró degli incredibili avvenimenti trascorsi nel lasso di tempo di un paio di settimane, tra Asunción e la frontera brasiliana con la Bolivia; io vi sto parlando dal futuro peró, dalla Bolivia, giusto nel giorno che l´Italia ha perso la finale contro la Spagna, e allora sono triste... tra l´altro la finale l´ho vista con uno spagnolo...
Ad Asunción é Maria José ad accogliermi, e la mia permanenza nella capitale paraguaya é puro relax, dopo una settimana tra tenda, autostop infiniti e pioggie di tanto in tanto. Lei e tutta la famiglia sono super accoglienti, e il cibo é molto e delizioso! Asunción é una capitale molto provinciale, solo un milione e mezzo di abitanti (mi pare eh...), e un´atmosfera accogliente, anche se sono arrivato in periodo di proteste, sia da parte degli studenti, che hanno occupato la piazza principale con tende da 20 giorni per protestare contro il disegno di legge che vuole privatizzare l´universitá, sia da parte del resto della popolazione, contro il governo (del presidente Lugo, un ex prete con qualche migliaio di figli in giro per il Paraguay). Nei sei giorni passati nella capitale ne approfitto anche per produrre quantitá di braccialetti, andati a ruba a Humaitá, e passare un giorno in compagnia degli artigiani locali, che mi insegnano a fare il gufo con il macramé, che figo! Un giorno lo passo anche in gita con la famiglia di Maria José in giro per il lago Ypicaraí, un posto accogliente con un paio di paesini interessanti come Areguá (belle le costruizioni coloniali) e San Bernardino (piú commerciale), che sarebbero i nostri Bardolino e Lazise per i paraguaiani... In Asunción conosco anche Miss Paraguay nel Mondo, amica di Maria José, veramente carina, che é anche Miss Italia nel Mondo (perché aveva parenti italiani), che veniamo a sapere che avevo giá conosciuto (ma non mi ricordavo proprio) perché aveva presentato qualche bambino che cantava nello Zecchino d´Oro di un paio di anni fa in Sicilia, quando stavo in tour anch´io... incredibile...
Sei giorni in capitale sono abbastanza, e dopo aver scartato l´opzione di passare il Chaco per arrivare in Bolivia, e andata in fumo la possibilitá di arrivare fino a Bahia Negra scroccando un passaggio al padre di un amico di Maria José, opto per andare in Bolivia passando per il Brasile, perché alcune immagini della cittadina di Bonito, nel Mato Grosso do Sul hanno rapito la mia attenzione... Per arrivare in Brasile devo andare a est, e quindi ne approfitto per andare verso i monti, nella Cordillera del Ybytyruzu (altro nome impronunciabile...), per fare qualche giorno di sane camminate in mezzo alla natura. Arrivando in bus (come sempre uscire dalle capitali é assai difficile...), la prima notte la passo nella stazione di servizio del piccolo paesino di Colonia Independencia, fondata dai tedeschi, ed é inquietante vedere dei biondi dagli occhi azzurri che passeggiano tra la popolazione locale... Il giorno dopo mi dirigo verso la stazione dei pompieri, per lasciare la tenda nella loro caserma mentre io me ne andavo a visitare le montagne, e finisce che mi lasciano dormire con loro nel dormitorio, che grandi! E poi super buona gente! Tra l´altro il Paraguay é l´unico paese al mondo dove i pompieri sono volontari e non li pagano neanche una lira, vergogna! Con tutto quello che fanno...in estate... in effetti in inverno non avevano nulla da fare... Beh comunque i due giorni tra le montagne passano tranquillamente, tra camminate e cascate, caldo e liquore di canna di zucchero: la cordigliera é poco visitata ma merita sicuramente una visita, se passate per il Paraguay non dimenticate di passare per di qua!
Passati i due giorni a Colonia Independencia arriva di salire verso il nord e il Brasile, passando per Santa Rosa, per visitare la Laguna Blanca: per arrivare al paesetto servono 3 passaggi in auto, un camion e un bus (dopo 4 ore di attesa mi ero rotto le balle, e ancora una volta é venuto un personaggio a offrirmi soldi per prendere il bus ahahah!). A Santa Rosa piove, e tanto, e trovo inizialmente rifugio nella terminal del bus, e poi nella stazione dei pompieri (ancora!), gentili e con un´accogliente casetta di legno. Il giorno seguente piove ancora, ma io la laguna la voglio visitare e parto lo stesso... 20 km dividono Santa Rosa dalla laguna, senza bus perché é domenica, ma dopo qualche km di camminata arrivo grazie ad un super passaggio in moto. Putroppo la Laguna Blanca non é particolarmente interessante, é carina, con la spiaggia bianca e la natura che la circonda, ma non mi ha colpito troppo... sará stata la pioggia, che mi ha inzuppato completamente... La sera sono grandi affari, perché dovete sapere che i giovani del luogo per divertirsi vanno alle stazioni di servizio a far festa, con il volume delle macchine al massimo e la gente che balla li (visto che mancano le discoteche), con alcol a fiumi, che mi aiuta non poco a vendere una svagonata di braccialetti eheheh...
L´autobus notturno mi porta fino a Pedro Juan Caballero, paese di frontera (in veritá la frontiera non esiste, si passa semplicemente camminando senza controlli - per i locali - mentre i foresti hanno gli ufficini de migraciones a 4 km di distanza...) con il Brasile. La mia entrata in Brasile non é nulla di clamoroso, Punta Porá (praticamente Pedro Juan Caballero che continua in Brasile) e´una cittadina assolutamente normale e senza attrazioni, il che mi porta a decidere di andare direttamente a Bonito. Ah, cambiando i soldi paraguaiani con i brasiliani, mi rendo conto che in Paraguay sono uscito con piú soldi di quando sono entrato, evvai! Purtroppo il bus passa solo il giorno successivo (non voglio fare autostop in sto postaccio, anche perché non capisco dove devo farlo...), e allora dopo ore per capire come fare a conseguire un passaggio a basso costo (che un artigiano locale mi aveva commentato, ma pare una mafia locale, e tutti paiono parlare di questo con timore, senza darmi informazione corrette, ma vaff...), prendo un bus verso Jardim, con la pioggia che batte senza tregua, e la partita dell´Italia che non riesco a sentire per colpa dei segnali schifosi. Con una serie di coincidenze fortunose, riesco ad arrivare a Jardim alle nove di sera, riuscendo a prendere a pelo il bus per il paesetto successivo, e da li l´ultimo bus per Bonito, arrivando nella cittadina verso le undici di sera.
Ad accogliermi é Noslim (uno dei due couchsurfer del luogo, che cul), e meno male che ho trovato qualcuno che mi accoglieva, perché 1) ha piovuto per 3 giorni, quindi niente di tendda 2) il Brasile é super caro, immensamente piú caro del Paraguay, e quindi ogni secondo nel paese é un salasso! Comunque, i tre giorni di pioggia servono per produrre e per passare un buon tempo di relax e partite di calcio, tra le quali quella in tv tra Corinthias e Santos, semifinale della Libertadores, vinta dai primi (meno male, visto che tutti gli amici di Noslim erano del Corinthias). Dopo tre giorni di agonia nella pioggia, l´ultimo giorno in Bonito fa sole, e ne approfitto per visitare la bellissima Gruta Azul, una grotta con un laghetto azzurro incredibile, veramente una meraviglia... Le altre escursioni le elimino dalla mia mente, praticamente costano tipo 80 euro, roba che ci vivo un mese in Bolivia, quindi le acque cristalline di Bonito non riesco a visitarle.
E´ora di andare in Bolivia, che fortunatamente raggiungo in autostop: primi km in macchina con Noslim, e poi con un camionista, che finisce il suo tragitto in una stazione di servizio. La notte la passo li con lui e facendo amicizia con i benzinai del luogo. Il giorno dopo devo aspettare quasi quattro ore per arrivare alla frontiera, perché tutte le macchine dei brasiliani viaggiano pienissime di persone (in Bolivia i brasiliani possono andare a comprare vestiti, ma solo 10 capi a testa, quindi se viaggiano in 5 possono comprare 50 capi!), ma per fortuna un auto mi porta direttamente alla frontiera. La Bolivia é li, finalmente, cinque giorni di portoghese (che stranamente capisco...) e cose che costano carissimo sono sufficienti: humintas, chicha, montagne, cholitas, coca e strade di terra, conosciute e amate l´hanno passato, sono di fronte a me... ma passare la frontera non sará facile...
Hasta luego!
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