Detto addio alla capitale, mi inoltrai in una selva oscura. Nel mezzo del cammino della mia vita, mi fermai a Zarate, non il giocatore! Perche' li arrivava il treno, e anche perché da li avrei potuto facilemente proseguire in autostop il viaggio. Tra l'altro in treno mi é andata di lusso con la vendita di braccialetti, grandi affari! Ad accogliermi a Zarate, Pamela, ragazza simpatica con una famiglia di giudici civili e cose del genere e Critianisti (nel senso che appoggiavano la Cristina, la presidentessa argentina). Di Zarate praticamente non conosco niente, se non il ponte che attraversa il fiume Paraná, vecchia conoscenza di Rosario, e che rivedró spesso in questa parte di viaggio, che avviene al principio nella regione di Entre Rios, cosí chiamata perché si trova appunto tra due fiumi, il Paraná e l'Uruguay, che divide appunto con l'Uruguay. Tutto é diverso da Buenos Aires, finalmente si vedono alberi e campi, animali e trattori! La destinazione é San José, paesino di quattro gatti vicino a Colon, porto sull'Uruguay abbastanza famoso per la vicinanza (beh, 45 km) del Palmar, una riserva enorme di Palme. Ad accogliermi a San José sono Silvio e Fabiana, per mia fortuna due ciclisti! Ed é ovvio che ho chiesto di viaggiare in bici per un paio di giorni! Tra l'altro Silvio era appassionato delle colonie della zona, delle specie di paesetti immersi nella campagna, roba alla Castiglione praticamente, e mi ha fatto una bella mappetta con i paesini che dovevo conoscere.
Con in corpo la risottata alla zucca del giorno precedente, comincia il mio viaggio in bicicletta, con clima caldo, vento contro (ovviamente), salitine spaccaritmo e zaino e tenda sul portapacchi....che gioia pedalare di nuovo! La giornata sará lunga... il Palmar viene raggiunto dopo due ore e passa: il parco é molto bello, una foresta di palme, del tipo alto e stretto, che termina sul fiume Uruguay,con delle rovine gesuitiche e una spiaggia dove mi sono assaporato uno dei migliori mate del viaggio, rilassandomi dalla fatica della bici, prendendo il sole e godendomi la natura e soprattutto la mancanza di gente e turisti nei dintorni, praticamente ero l'unico del parco (a parte la compagnia del Pollo Paul ovviamente)! Dopo un paio di orette nel parco la direzione e' La Clarita, una delle colonie che aveva detto Silvio, che raggiungo praticamente con l'oscuritá, dopo kilometri di sterrato, fatica e fame: in totale i km della giornata sono 100, abbastanza per essere senza allenamento! Nella Clarita metto la tenda vicino ad un negozio di alimentari, che saccheggio per la fame, e la mia giornata finisce prestissimo alle 9, ronfando sotto le stelle...
Il giorno dopo posso godermi il paesello, che si visita in 5 minuti, praticamente tutto ruota intorno alla piazza principale, dove un tempo passava il treno. Il viaggio prosegue verso Colonia Carmen, una localitá di tre, e forse esagero dicendo tre, case: li parlo con gli unici esseri umani viventi, due vecchietti con i quali affronto una piacevolissima chiacchierata e che alla fine mi regalano pane, marmellata e tonno, che si aggiunge al formaggio che un'altro indigeno locale mi regaló poco prima. La pedalata nella ruralitá piú rurale é godibilissima, passo anche per una colonia fondata da svizzeri, fino all'incontro con un camionista che portava legname del luogo, al quale chiedo informazioni e con il quale termino a mangiare a casa sua! Che ospitali questi contadinotti di Entre Rios! La giornata si chiude con un'immensa e deliziosa lasagna al forno, cucinata piu' da me per me che per gli altri, visto che mi sono mangiato mezza pirofila...
Concordia é tappa successiva, cittadina sempre sul fiume Uruguay, presa piu' come punto di appoggio verso Misiones che per altro, ma la mia permanenza nella cittá si fa interessante grazie ad Angel, il ragazzo che mi ospitava, chitarrista e compositore con quattro dischi all'attivo. Yeah con lui ho ritrovato il gusto di suonare la chitarra elettrica, e i due giorni in Concordia sono passati tra relax, film, rock, Black Sabbath, asado e gnocchi, che volere di piú?
Il destino seguente é Misiones, la mia amata Misiones, regione dai colori incantevoli, terra rossa, cielo azzurrissimo e vegetazione (mooooolta vegetazione) ben verde, ed il viaggio per raggiungerla si rivelerá un odissea. Da Concordia, giusto di fronte alla casa dove stavo, una camionetta mi portó fino alla stazione di servizio sulla ruta principale, e da li, dopo un'oretta, un camionista cileno mi diede un passaggio fino a Paso de los Libres, paesetto in confine con il Brasile... Dalle tre e mezza l'attesa di protrae fino alle nove e mezza della sera, ore interminabili di attesa, non c'era nessuno in strada, e tra l'altro mi si ruppe anche il termos per il mate, porco cane! Con quello che costano... Meno male che il creatore guardó in basso, e mi invió due spagnoli, da due gionri arrivati in Argentina, che andavano a Iguazú: bene, Posadas, capitale di Misiones, e' sulla strada, aggiudicato! Ma alla fine decido di non andare a Posadas (tanto non c'é nulla di interessante), ma a Puerto Rico, paesino dove ho ben due persone che mi potrebbero ospitare, una couchsurfer e un amico della mamma di Pamela di Zarate. All'una di notte arriviamo a Posadas, i due spagnoli vogliono fermarsi a dormire un pochino, entriamo in un garage a pagamento, loro dormono fino alle cinque e io rimango fuori dall'auto sveglio a fare braccialetti (e dormire 15 minuti), fino a che arrivo alle sette di mattina a Puerto Rico. Fine del viaggio infinito in autostop, paragonabile solo all'Arica / Santiago in Cile.
La cosa che mi sorprende é che in inverno a Misiones fa freddo la mattina e c'é pure la nebbia! Peró poi le giornate sono calde... Julio, l'amico di Pamela, mi accoglie bene in casa sua, mi sfama e io ne approfitto per una siesta decisamente utile, e il pomeriggio mi incontro con Azucena, la ragazza di couch che il giorno dopo mi avrebbe ospitato. Beh Azucena, oltre a guadagnare la mia stima per essere la proprietaria di un paio di gelaterie, e' super gentile e mi offre addirittura la sua moto perché io possa viaggiare a Misiones! Ovviooooo!
La mia gita a Misiones prevede varie cascate, ma non quelle dell'Iguazú, che ho visitato l'anno scorso, e pure le miniere di Wanda, con capatina a Ciudad del Este in Paraguay. In moto, per due giorni, mi organizzo per visitare il Salto del Moconá, il Salto Encantado e del Tabay. Viaggiare in moto a Misiones mi ha regalato due tra i giorni piú belli del viaggio, tra saliscendi infiniti (poveri ciclisti!), vegetazione lussureggiante, villaggi sperduti e molta libertá. Il Salto del Moconá, sul rio Uruguay (che divide in questo caso Argentina con Brasile) é stupendo, praticamente si tratta di una cascata che cade in laterale, l'acqua non cade frontalmente come nella maggiorpate dei casi, ma di lato! Incredibile... Il primo giorno termina li vicino, in una comuna (dove aveva lavorato il fratello di Cali, uno dei modelli di Buenos Aires) dispersa nella foresta, una capanna di legno tra fiumiciattoli ed alberi, abitata per il momento da uno svizzero, che sembrava aspettare il mio arrivo, infatti sul fuoco stavano due polli, doppia razione di pane e doppia di pasta! Ramuun era contentissimo di ricevere visite, non passano molti per di li, e tra Led Zeppelin e Iron Maiden, terminiamo la serata giocando a briscola e scopa nella foresta, che roba!
Il giorno successivo é dedicato alle altre due cascate, meno affascinanti e piú piccole del Moconá, pero' carine assai. Da li decido che per me Misiones e' sufficente per il momento, la voglia di andare in Paraguay é molta, cosí decido di abortire l'idea di andare a Wanda e Ciudad del Este, anche perché Azucena ha dovuto andare a Cordoba, lasciandomi tutta la casa a disposizione... L'ultimo giorno in Misiones l'ho passato con Carlos, en Jardin America, per un sabato di rock n roll di pessima qualitá, con una cover band che posso classificare tra le peggiori tre mai viste in circolazione da me stesso. Cose che ti fanno apprezzare i Vin Disel!
La domenica piove, i cieli argentini sono tristi e piangono per la mia partenza (ahahahahaahah che poetico! e che scemo...), ho la fortuna di incontrare un camionista che mi regala il suo termos (e mi compra braccialetti!), a Posadas passo giusto un paio di ore, passate ad assaporare il mio ultimo mate in terra argentina, di fronte al rio Paraná e al Paraguay. Alla mia entrata ad Encarnación il cielo si schiarisce e il sole ricomincia a battere sulla terra. Il Paraguay mi accoglie ridendo! (ahahahah che idiota!)
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