mercoledì 16 maggio 2012

Part VII: The Buenos Aires Days (24/04/12 - 15/05/12)

Tre settimane a Buenos Aires: questo il tempo passato in totale nella capitale argentina. Molti? Pochi? Troppi? Abbastanza??? Mah, un po´ di tutto cio´ in veritá... Molti, perché non mi ero ancora fermato per un tempo cosí lungo nello stesso posto senza spostarmi in questo viaggio. Pochi, perché Buenos Aires é cosí piena di vita che si potrebbero fare cose interessanti tutti i giorni. Troppi, perché é una cittá di piú di 10 milioni di persone, che sebbene abbia parchi ed un fiume enorme é comunque circondata da edifici e casino, e per uno che é nato nella  ´´provinciale´´ Verona é decisamente troppo. Abbastanza, perché alla fine me li sono goduti questi giorni, ed il tempo trascorso nella cittá credo sia stato giusto.
E che ho fatto in tre settimane? In effetti me lo chiedo anch'io! Beh, innanzitutto, a casa di Patricia mi sono trovato super bene: oltre ad essere una buona amica, la casa (in veritá un hotel non ancora in funzione), é decisamente piena di vita, con tre giovani studenti colombiani (Juan, Camilo e Sasha), una fotografa cilena (Vero) ed una psicologa cinquantenne, oltre agli amici di Pati che ogni giorno venivano per la casa... Ad accogliermi il primo giorno di permanenza sono le borse per bicicletta Tilo, il nuovo prodotto artigianale che Pati sta fabbricando, assieme alla onnipresente Carolina e a Candelaria (che giá conoscevo dall'anno scorso). Le tre settimane in casa sono state caratterizzate dal ritmo delle borse praticamente, con un momento iniziale di pura fabbricazione, e poi di organizzazione e di pubblicitá, nella quale pure io ho dovuto dare del mio: infatti, finalmente il momento della fama, del successo, del lancio globale della mia immagine é avvenuto, il mio corpo é stato usato come modello per le immagini pubblicitarie del prodotto! Ahahah! Siamo messi male... Ebbene no, non sto scherzando, uno degli ultimi giorni in Buenos Aires, assieme ad altri 2 modelli, 5 modelle, 4 fotografi, un produttore, le ragazze di Tilo e alcuni fan (cioé alcuni morosi, sorelle e amici...), abbiamo fatto un'intera mattinata e buona parte del pomeriggio a posare per le strade di un quartiere ´´in´´ della capitale e in un parco! Tra l'altro vestiti bene, sullo stile 70/80, con le biciclette e borse, con super picnic chiccoso finale (per le foto, ma anche vero), preparato il giorno prima con ore di duro lavoro (muffin dolci e salati, torte e un sacco di delizie varie). Che spasso!! Adesso la strada per Hollywood é vicina, la mia destinazione finale é finalmente rivelata, non il Messico ma la cittá dei film!
A parte ció, Buenos Aires é servita per rilassarmi, per godermi la vita con un ritmo normale, quasi domestico, e cosí le giornate passavano tra allenamenti con le clave, braccialetti, film (record di 4 film in un giorno con Pati, irrepetibile, mai piú! oltre a i film animati di un giapponese nella casa di Agustin, amico di Pati), passeggiate e piccole visite alla cittá (che giá conoscevo, con gita fuoriporta a Tigre e il delta del Paraná con i ragazzi colombiani...), ´´competizioni di cucina´´ con la Pati (grande cuoca che mi ha riempito la pancia con deliziositá deliziose), asado a casa dei genitori di Pati, vendere palloncini nei parchi, corsette e partite di calcio con il mitico Santiago, il simpaticissimo couchsurfer di Bariloche (e ho messo i miei goal, gli argentini non sono poi cosí forti a giocare...). Tra l'altro ho avuto la fortuna che nel periodo in cui ero li c'é stato il Festival del Circo, con spettacoli nazionali gratuiti, cosí che ad un paio sono potuto andare, veramente ben fatti, soprattutto ¨La Pista Tango¨, che mescolava musica da tango in vivo, ballo, disegno, acrobazie e giocoleria in maniera molto fluida.
Oltre  a questo, un poco di volontariato, nel comedor y juegoteca (mensa e ludoteca) Grillitos, in una villa (una specie di favela) nella periferia di Buenos Aires. Il comedor me l´ha fatto conoscere Giuseppina, una bravissima ragazza sarda che avevo conosciuto l'anno scorso nel Salar de Uyuni, che lí aveva passato alcuni giorni... La responsabile del comedor é Laura, una ragazza che ha passato la gioventú in strada, e che quindi conosce bene le necessitá dei bambini e ragazzi che ogni giorni vengono li a mangiare e giocare, piú o meno vengono serviti 200 pasti (tra colazioni, pranzi, cene e merende, o forse di piú). La villa non é poi cosí male, cioé, é messa male, ma in Perú ho visto di peggio, ma comunque lagente vive in situazione di estrema povertá, con il problema della droga onnipresente, il paco, prodotto dalla coca. Il comedor é un posto dove i ragazzi possono rifugiarsi, anche se si trova a due isolati dai posti dove viene venduta la droga, e a volte gli stessi ragazzi arrivano drogati al comedor, con la possibilitá di influenzare altri ragazzi a consumare: inoltre, é abbastanza incasinato, le attivitá potrebbero funzionare molto meglio se ci fosse piú organizzazione. Ma e´ difficile, perché é l'unico posto della villa dove i bambini e giovani possono svagarsi in maniera sana, e l'intero comedor é in mano alla sola Laura, che deve fare tutto da sola, anche se aiutata dal marito la sera. Laura ha dato tutto per il comedor, rinunciando a quasi tutto, anche del tempo con sua figlia (che infatti passa tutto il tempo li): diciamo che il comedor l'ha ereditato dalla mamma, che l'ha fondato 20 anni fa, dopo essere riuscita ad essere uscita dalla vita di strada. A parte portare il materiale vario e di cancelleria che la Stefi aveva dato a me e Bea, nel comedor ho insegnato a fare un po´ di braccialetti e atrapasueños, un casino infernale, ma i bambini si sono divertiti, e questo é l'importante! Il tempo a Buenos Aires é servito anche per visitare il Circo Sociale del Sur, un circo che avevo visto in un festival a Siena assieme a Bea, Carru e i Pi, che si occupa dei ragazzi de las villas, ai quali insegna il circo, una maniera utile per uscire dai problemi della strada e per imparare una professione: il loro lavoro e´ interessante, visitero´ altri circhi sociali in altri paesi del sudamerica...
Gli ultimi giorni in Buenos Aires sono baciati dalla presenza di Bea e Giovi, che dopo aver cambiato itinerario e date un paio di volte, sono venute nella capitale con qualche giorno di anticipo, cosi´ ho potuto abbracciarle nuovamente. Il poco tempo passato con loro é stato comunque bellissimo, un paio di giorni (anche meno, dormiglione!) passati a raccontarci le nostre esperienze di viaggio e del loro volontariato in Bolivia, e a compartire gli ultimi attimi con persone stupende che rivedro´ tra tanto tempo... Nonostante cercassero di convincermi a rimanere in capitale qualche giorno in piú, fino alla loro partenza in Italia, i tentativi sono falliti, la voglia di ripartire era troppo forte, basta con sta vita casalinga e cittadina! Voglio vedere gli alberi, le cascate, voglio muovermi, voglio il caldo del nord, Misiones e Paraguay! E cosí sono partito, un martedí di sole e calore, con il treno verso Zarate, a tre ore dalla capitale, punto da dove il mio viaggio sarebbe potuto ricominciare in autostop...
Hasta luego! Un abrazo a todos los amigos de Buenos Aires (Pati, Caro y novio, Cande y Guille, Gaby, Juan, Camilo, Sasha, Vero, Marisa, Ariel, todos los modelos y modelas, Agustin, Juanita, Santiago y los jugadores de futbol, Laura y los niños del comedor ecc...)

2 commenti:

  1. "a compartire gli ultimi attimi" ?????? e che e'???

    la foto del pollo con San Martin e' la foto dell'anno

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  2. era per essere pseudo romantico pessimista!

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