martedì 24 aprile 2012

Part VI: Santiago - Buenos Aires (02/04/12 - 23/04/12)

Bueno... eravamo rimasti a un secolo fa, quando stavo per attraversare il Cile per tornare in Argentina... un po' mi e' dispiaciuto, i cileni sono simpatici e mi stavo abituando al loro buffo modo di parlare, huevon! Si po! Beh comunque bisogna andare avanti con il viaggio, e in questo caso lo faccio io direttamente, guidando l'auto per le Ande fino a Mendoza! Yeah, che bello, mi mancava un po' guidare un mezzo, ma anche un intero... In auto con me stanno Valentina, l'amica di Claudia, e Boris, il "boss" del videoclip, mentre nell'altra macchina seguono Nelson, l'attore, Francisca, che aiutava con le riprese e le foto, Eduardo e Victor, che guidavano e un sacco di altre cose che non ho completamente compreso eheh... Comunque sia, partire la notte per attraversare le Ande, con i suoi tornanti (fatti con la luce eh), le nubi, e il freddo e' stata una bella esperienza! I ragazzi si fermavano ogni tanto a fare le riprese nei posti pie' suggestivi (la canzone del videoclip parlava di un viaggiatore errante), ma il momento piu' intenso del viaggio e' quando la macchina che guidavo ha deciso di non ripartire piu'! Dopo un ora a provare e riprovare (a meta' via tra la frontiera cilena ed argentina, tra l'altro...), e chiedendo aiuto ai camionisti, Victor scopre che un fusibile e' partito, e provando a cambiarlo con altri la macchina e' potuta ripartire! Mai si e' scoperto che fusibile e' stato tolto... Le strade sono da me ben conosciute (beh, ben...), pausa pic nic a Uspallata, con deliziosa pasta di Valentina (mmm vero Vale??? ahahah), e da li a Mendoza il cammino e' breve, con arrivo alla citta' il tardo pomeriggio. Da li ci separiamo, io non servo piu' (avrebbero bisogno di un semi/hippy per le riprese, ma lo volevano di capelli e pelle scura, ero troppo ariano per loro...), devo dire che mi e' dispiaciuto lasciarli, era proprio una bella compagnia! Ma avevo voglia di tornare a Cordoba, il viaggio doveva continuare! A Mendoza sono ospitato di nuovo da Martin, e' un piacere ritrovare amici, ma solo per una notte, ed il giorno seguente mi muovo in direzione di San Luis.
Fare autostop per San Luis e' stato un fallimento, quattro ore ad aspettare con il pollice in aria e nessuno che si e' fermato! Da li ho issato bandiera blanca e ho preso il vecchio e costoso autobus argentino, dopo un secolo che non lo facevo... che bota de schei... Fortuna vuole che Ana Belen, la ragazza che mi ospitava, viveva a 100 metri dalla terminal, quindi facile facile! Lei e' simpaticissima, e quindi decido di fermarmi a San Luis un giorno in piu', cosi' visito un po' la citta'... Con i suoi amici passo una serata memorabile a giocare a Guitar Hero, io che mai avevo giocato con quella chitarrina plasticosa che ho odiato per tempo... Ma si puo' suonare una chitarra giocattolo? / diceva il mio ego chitarristico... ebbene si! Ed e' super divertente! E tra una canzone e l'altra e pizza casereccia me la sono goduta alla grande! E per ben due serate consecutive ahah! Nel mezzo, una visita alle verdeggianti zone che circondavano la citta', che sicuramente merita piu' tursti di quelli che accoglie. La diga di Potrero, le cascate (nelle quali mi sono immerso piu' che volentieri), e le montagne (da fare assolutamente in bicicletta, ma anche in skate, qui vengono organizzate alcune tra le competizioni di discesa in skate piu' importanti del Sudamerica) sono state una lieta sorpresa per me, tanto che mi hanno rapito fino a tardi, cosi' che non ho avuto neanche il tempo di visitare il centro di San Luis (che comunque non mi immagino molto affascinante, come gran parte delle citta' argentine...).
Il dito per andare a Cordoba si e' rivelato molto piu' fortunato del viaggio precedente, e in 3 passaggi arrivo nella accogliente Cordoba, per me la citta' piu' vivibile di tutta l'Argentina, con un centro pieno di vita giovanile e un intorno montagnoso. A Cordoba mi incontro con Jose', amico di Mariano, compagno di lunghe nottate e risate in Ronda, e come lui si rivela un tipo gentile e divertente, e mi accoglie nella sua casa di Alta Gracia, il paese dove ha abitato il Che. Prima di andare a casa sua mi trovo con Belen, un amica che avevo conosciuto un'anno fa in un camping hippy a Puerto Iguazu'. Il ricordo suo piu' bello, anzi, piu' buono, erano i deliziosi pani alle cipolle, pomodori e altre verdurine che preparava nel forno a legna del campeggio. Purtroppo in Cordoba era sprovvista di forno e allora vendeva solamente orecchini e braccialetti, pero' igualmente incontrarmi con lei mi ha dato molto piacere, e' una ragazza sempre con il sorriso in faccia, che sa vivere tutte le cose con estrema semplicita'. Compagno di vendite di fronte al centro commerciale Patio Olmo e' Weris, di Jujuy, un ragazzo tranquillo che fa dei braccialetti stupendi, ed e' con lui che decidiamo di andare ai monti di Cordoba, precisamente a Mina Clavero (dove Belen aveva vissuto l'anno precedente), il giorno dopo, per approfittare dei turisti che vogliono passare la Settimana Santa nei monti. Decisione azzeccata, con loro ho passato una decina di giorni molto intensa e divertente!
A Mina Clavero, paesino pieno zeppo di turisti, ma immerso nel verde delle montagne, incontriamo un gruppo di cileni con i quali passeremo i segueni giorni: tutti sono artigiani, musicisti, pazzi e giocolieri, che vivono la vita alla giornata e si prendono tutto con calma. Il Negro, il Zorro, Ana, Goofy e Nico sono la fine del mondo, che risate con loro! Il top e' il sabato: io facevo palloncini in piazza, il Zorro suonava folklore con chitarra e flauto di pan, con il Negro alla quena, Goofy faceva il giocoliere, Nico vendeva fiori di gomma e in fil di ferro, mentre Belen, Ana e Weris vendevano artigianato, praticamente abbiamo animato la piazza per svariate ore, si respirava proprio una bella atmosfera e la gente si fermava per guardarci mentre facevamo le nostre follie eheh... Per conto mio ho guadagnato un sacco di soldi in una sera, un triplo gelato direi che me lo sono guadagnato! Con i cileni ci lasciamo il lunedi', dopo tre giorni a dormire poco e a divertirci tanto, a cantare e ballare per strada, speriamo di ritrovarli in futuro! Anche noi dobbiamo fare i turisti, e una giornata la passiamo ad ammirare le montagne e il fiume della zona, che ha creato una specie di canyon, modellando la roccia e creando formazioni bizzarre: ad accompagnarci il buon Leo, rocker e motociclista amico di Belen, che ci accoglie nella sua casetta, benedetta da una salsa per la pasta che devo dire mi e' venuta deliziosamente buona.
Il nostro viaggio per le montagne prosegue a Costa Blanca, un paesino che non merita essere chiamato cosi', essendo solamente una zona con delle case sparse qua e la', e da buoni hippy ci dirigiamo verso la Playa de los Hippies, un luogo incantevole a parecchio tempo dalla strada principale, isolato e in mezzo alle montagne, un camping free dove addirittura vive un eremita (beh, ne ha di compagnia comunque...), assolutamente in linea con il nome del posto. Il luogo e' rilassante, in mezzo al niente, e i tre giorni che passiamo li sono in contatto con la natura, con un bel fiume e le cascate dove fare il bagno, passati in compagnia i due Nico, il picapiedras e il picalianas (che facevano oggetti in pietra e cestini con le liane), il rocker ciclista venuto dall'Uruguay (che ci ha deliziato le serate di fronte al fuoco cantando canzoni degli Almafuerte) e gli altri giovani viaggiatori. L'ultimo giorno veniamo visitati anche da un serpente velenoso, che viene prima cacciato via, ma che poi e' tornato per reclamare il territorio, e quindi annientato da bastoni e pietre da noi eroici salvatori della Playa de los Hippies ahahah... Weris e Belen si fermano una notte in piu', mentre io me ne ritorno a Cordoba, anzi prima ad Alta Gracia da Jose', e poi da Gaston e Nicolas, i due ragazzi di Salta che avevo ospitato nella festa di addio prima di partire, che ebbene fossero pieni di lavoro e studio mi hanno accolto calorosamente.
L'evento del fine settimana e' il concerto dei Rata Blanca!!! La band metallara argentina piu' famosa dell'universo e' imperdibile, quando mai avro' l'oppurtinita' di vederli dal vivo?? E cosi' parto in direzione di Laspiur, un sconosciuto paesetto nella campagna cordobese. Per arrivare li 4 passaggi in macchina e un bus, per soli 200 km, un'eternita'. Al concerto entro gratis, facendo finta di nulla: a dir la verita' non e' un concerto vero e proprio, e' un motoraduno, il mio primo motoraduno! Anche perche' non ho mai avuto una moto... Al motoraduno pianto la tenda con una familia di motociclisti, che si era portata via anche la bimba di 8 anni, e tutti i fratelli, cugini, nipoti...praticamente una quindicina di persone, delizose, con le quali abbiamo mangiato un delizioso asado e choripan in attesa del concerto. Dopo quattro band e spettacoli ehm hot, diciamo, per far contenti i barbuti motociclisti, i Rata Blanca cominciano a suonare tipo alle 2 di notte: altroche' i concertini in Italia che iniziano alle 10! Ottimo il concerto, con Walter Giardino a macinare note su note come il miglior Malmsteen, e Barilari a cantare con una voce di un ventenne! E che pogo nel pubblico quando la band suonava i brani piu' famosi... Alla fine, al giornata e' terminata con l'alba, in tenda a dormire per un paio d'ore con in bocca le ultime salsicce e a fianco la bottiglia di Fernet, con le gare dei motociclisti per chi faceva piu' rumore con le moto mentre tutti dormivano ahahah. Il ritorno a Cordoba e' ancora piu' complicato dell'andata, 6 passaggi in macchina, uno in moto (!!!) e un bus, con arrivo alle 8 della sera...Uff...
I giorni seguenti sono dedicati al cazzeggio nel parco universitario con Weris e Belem, tornati dalle montagne, producendo braccialetti e allenandomi con le clave. Dopo una decina di giorni cordobesi e' l'ora di proseguire il viaggio, mi e' diapiaciuto molto separarmi da Weris e Belem, due ottimi compagni di viaggio: con Belem mi ritrovero' probabilmente a Buenos Aires, con Weris speriamo da qualche parte! L'ultima sera a Cordoba tra l'altro ritroviamo gli amici cileni, gioia per alcuni minuti...
Tra Buenos Aires e Cordoba mi fermo a Rosario (autostop facile), citta' attraversata dal Parana' che ha dato i natali a Messi e Che Guevara e dove e' stata creata la bandiera argentina. La citta', bella grande, e' molto vivibile, possiede un enorme monumento alla bandiera (tipo altare della patria a Roma) ed in generale l'atmosfera e' buona: il clima e' ancora caldo nei primi due giorni di permanenza, e mi tuffo pure nel Parana', fiume che nasce addirittura in Brasile e che qua e' proprio grandicello. Dei quattro giorni a Rosario, due li passo in casa di un rocker e della sua compagna paraguayana, mentre gli ultimi due giorni nella casa di una ragazza innamorata della Grecia, meno della cucina, ed e' per qusto che nella festa fernet del sabato sera mi ritrovo a cucinare per 10 persone... Purtroppo il clima cambia, si fa piu' freddo, ormai devo ammettere che l'autunno e' arrivato (mentre li in Italia arriva la primavera!), cosi' ne approfittiamo per vedere degli spettacoli di danza tradizionale e passeggiare per i mercatini della domenica.
Ed e' cosi' che con un paio di passaggi in macchina arrivo a Buenos Aires, ormai a me familiare, dove ad accogliermi sara' nuovamente l'amica Patricia! Che succedera' nella capitale argentina?? E chi lo sa! Nemmeno io lo so! Perche' per la prima volta mi ritrovo a scrivere in tempo reale, cioe' il blog e' attualizzato, incredibile! Quindi non parlo piu' dal futuro! Beh, dopo questo papiro, dove ho inserito centomila punti esclamativi, vi lascio al vostro destino,
hasta luego!

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