E fu così che l'errante Francesco si trovò da solo a vagare per l'immensamente lungo Cile.
Da Arica l'obiettivo è tornare a Santiago ed in teoria l'operazione è abbastanza facile, devo andare giù, è tutta discesa insomma... Sarà così? Lo scoprirete leggendo queste righe, ma attenzione! Una profezia si nasconde tra i pixel di queste pagine! Siate cauti, il vostro destino è scritto proprio tra queste parole! Anche Nostradamus lo profetizzò! Una parola per cogliere l'attenzione, un'altra per rapirli, un'altra per intontirli, così mi rivelò il Pollo Paul... Ah, vi sarete chiesti chi è... E' il mio unico compagno di viaggio perpetuo, l'unico che mi sopporta sempre e che mi accompagna con i suoi CO CO CO CO...
Ebbene, la discesa verso Santiago si è rivelata abbastanza lunga, ma è normale, 2000 e più kilometri non si fanno in un giorno! Il primo giorno di autostop è lungo: dopo essermi preparato dei panini con fagioli (eh si, era l'unico che c'era in frigo, a parte uno con cioccolata), mi ci son volute appena 3 ore e mezza per trovare un camion che mi portasse (nel frattempo un bus mi fa la carità e mi regala due panini enormi con carne, avocado e pomodoro). E ci credo, da Arica i camion partono il pomeriggio, la mattina nessuno! Appuntatevelo, nel caso vogliate fare autostop ad Arica... Lo scontroso camionista (ma alla fine gentile, visto che mi offre il pranzo) mi porta fino a Iquique, e da li aspetto un pochino per il camion successivo, un simpatico giovane che mi lascia alla dogana nel deserto (per il controllo droga...) e mi riprende, accompagnandomi fino all'incrocio di Antofagasta, in mezzo al deserto.
E' l'una e mezza di notte e due opzioni si stagliano di fronte a me: continuare o dormire. Visto che è meglio fare compagnia ad un camionista, decido dormire nel parcheggio dei camionisti e pianto la tenda vicino al benzinaio, per poi svegliarmi di primissima mattina per scegliere il camion che più mi gustava (eh, c'erano tipo 30 camionisti ansiosi di avermi per compagno). La scelta si rivela buonissima, infatti il tipo è un vecchio rocker che per tutto il viaggio passa da Led Zeppelin a Van Halen, con enorme soddisfazione del sottoscritto. Il destino finale della giornata è La Serena, dove vengo ospitato nuovamente dal buon vecchio Jaime e famiglia, che nuovamente mi accolgono divinamente con una serata a base di choripan e birrette!
Il giorno successivo è segnato dall'autostop più memorabile della mia breve carriera di autostoppista. Dopo un'oretta di attesa mi prende su un tipo, un quarantenne bonaccione che alla terza domanda mi chiede se fumo maria, e alla mia negazione un velo di tristezza cala sul suo viso, e dichiara "sei l'unico hippy che non fuma". Quello che fuma è lui, e il viaggio prosegue tra le nubi nell'abitacolo ahah... Il tipo è proprio un furbacchione, e dopo una cinquantina di km nasconde il camion sotto un ponte, fa una chiamata misteriosa e dopo un po' arriva un furgoncino con una pompa. Dopo una decina di minuti a trafficare nella parte posteriore, vedo che il nuovo arrivato da soldi al mio camionista: praticamente il camionista gli ha venduto una cinquantina di litri di benzina dal serbatoio del camion, tanto quelli dell'impresa di trasporti non se ne accorgeranno mai, il serbatoio tiene 700 litri! Ahahahah mitico! Beh... comunque il viaggio prosegue con numerose pause, tra le quali una fermata a comprare maria da un indigeno locale di un villaggio, che poi devo repartire in due pacchetti, uno dei quali, viene nascosto dopo un centinaio di km sotto il palo che segna tipo il km 150 della ruta 5, destinato al fratello camionista, che ci segue una mezzoretta più indietro. Che trafficante il tipo! L'operazione di profumazione dell'abitacolo (visto che potrebbero esserci dei cani antidroga al controllo della polizia) e' assai complicata, tra vari deodoranti e incenso, ma il top arriva quando devo tenergli il volante del camion mentre lui si arrotola la maria con la cartina... Che roba... Comunque il tipo guida bene anche se fumato, e risulta parecchio divertente, con un sacco di storie da raccontare fino al mio arrivo a Santiago.
Ad accogliermi a Santiago è Claudia, amica di Giovi (che incontro' a Barcelona) che avevo già conosciuto quando era venuta a Verona. A Santiago ho trascorso ben 8 giorni in sua compagnia e della sua gentilissima famiglia: perchè così tanti? Perchè volevo correre la Maratona di Santiago!! Così nel frattempo ne ho approfittato per rilassarmi e godermi i numerosi parchi di Santiago. La famiglia di Claudia è peruviana, cosi' ho potuto riassaporare nuovamente Aji' de Gallina e Arroz Con Pollo, slurp che delizia! In otto giorni ho avuto il tempo di finire di visitare (finalmente!) il museo della memoria, musei, scalare il Cerro san Cristobal (con buona vista sulla città), andare allo stadio nacional (dove furono incarcerati un sacco di contestatori di Pinochet) e visitare un sacco di parchi, oltre che conoscere gli amici di Claudia, passare un pomeriggio a fare volontariato alla Teleton di Santiago con lei e soprattutto giocare a calcetto! La prestazione è stata decisamente sopra le righe, con 4 goals del sottoscritto, e da qua nasce spontanea la domanda: ma i cileni sanno giocare a calcio??? Beh, la partita e qualche corsetta sono serviti per allenarmi per la maratona di 21 km: i primi 10 km li passo in compagnia con un signore di andatura medio-bassa (eh, meglio non bruciarsi subito con più di due mesi di non allenamento...), ma poi al km 10 lo lascio per aumentare l'andatura. Wow mi sentivo proprio bene e le gambe giravano, e mi lasciavo dietro un tot di gente pure! Le gambe però diventarono di pietra verso il km 17, ma cavolo, ormai mancava poco, e a forza di stringere i denti, e grazie anche alle urla e agli applausi della gente, sono arrivato fino alla fine con un 1 ora, 42 minuti e 25 secondi... Il nigeriano che ha vinto la 42 km ha terminato il tragitto con 2 ore e 15 più o meno... Che roba. Comunque ero stra contento, morto ma felice. Le gambe sono rimaste dure per due giorni. Il giorno prima della maratona è stato un giorno dedicato al guadagno: assieme alla cuginetta di Claudia sono andato al parco a vendere palloncini ahahah! Vestito da pagliaccio e urlando tra la gente tutti i tipi di palloncini che potevo fare, mi son divertito eheh, e tra l'altro ho tirato su un sufficiente gruzzoletto. Tra le amiche di Claudia che ho conosciuto c'e' stata anche Valentina, una brava ragazza che ho visto la prima volta il secondo giorno a Santiago, in una specie di festival di film-documentari nel quale lei presentava un suo lavoro che parlava della sua familia per la parte della mamma, una familia matriarcale con 13 fratelli in un ambiente prima rurale e poi cittadino, molto interessante. Poi l'ho rivista in una festa e parlando vengo a sapere che il giorno dopo la maratona andava a Mendoza in auto con altre persone per girare un videoclip, e allora perchè non cogliere l'occasione??? E sia! Il mio ritorno in Argentina sarà in auto, che avro' l'onore di guidare in mezzo alle Ande! L'ultimo giorno a Santiago è segnato da una colossale lasagna al forno, che non mangiavo da troppo tempo, per ringraziare Claudia e la familia che mi hanno ospitato con tanta gentilezza.
Hasta luego Chile! Hasta pronto Argentina!
ah, dimenticavo di dire, in Cile ho vissuto due terremotini, pero' non mi sono neanche reso conto che la terra tremava! In uno ero a La Serena e mi ero addormentato da un'ora (è stato alle quattro e mezza e nessuno di noi l'ha sentito), l'altro ero a Santiago, era quasi del settimo grado, ma stavamo camminando e parlando, e non ce ne siamo accorti! Cavolo io volevo sentire un vero terremoto cileno! Ma anche no!...
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