lunedì 30 aprile 2012

Las Fotos!

Attesissime, tornano sui vostri schermi virtuali le foto sudamericane! Rock n roll!


Sulle Ande a girare il videoclip


La diga di Potrero


Le belle montagne di San Luis, aaah se avessi la bici...


Con Belen e Weris nei monti di Cordoba


Con i cileni matti ad animare la piazza di Mina Clavero!


La Playa de los Hippies


Con Leo tra i canyon del fiume di Mina Clavero


Cucinando chapati alla playa


Il diario della motocicletta... in 3!


Belen e i suoi orecchini in piazza di Mina Clavero


Rata Blanca!


Rosario e il Parana', un attimo prima di tuffarmi


Il monumento alla bandiera di Rosario dopo un terremoto, infatti e' storto, e non ho voglia di sistemarlo


San Martin verso l'indipendenza, che non sarebbe mai stata raggiunta senza il fondamentale apporto del... Pollo Paul!


Quattro umani VS un serpente velenoso!

martedì 24 aprile 2012

Part VI: Santiago - Buenos Aires (02/04/12 - 23/04/12)

Bueno... eravamo rimasti a un secolo fa, quando stavo per attraversare il Cile per tornare in Argentina... un po' mi e' dispiaciuto, i cileni sono simpatici e mi stavo abituando al loro buffo modo di parlare, huevon! Si po! Beh comunque bisogna andare avanti con il viaggio, e in questo caso lo faccio io direttamente, guidando l'auto per le Ande fino a Mendoza! Yeah, che bello, mi mancava un po' guidare un mezzo, ma anche un intero... In auto con me stanno Valentina, l'amica di Claudia, e Boris, il "boss" del videoclip, mentre nell'altra macchina seguono Nelson, l'attore, Francisca, che aiutava con le riprese e le foto, Eduardo e Victor, che guidavano e un sacco di altre cose che non ho completamente compreso eheh... Comunque sia, partire la notte per attraversare le Ande, con i suoi tornanti (fatti con la luce eh), le nubi, e il freddo e' stata una bella esperienza! I ragazzi si fermavano ogni tanto a fare le riprese nei posti pie' suggestivi (la canzone del videoclip parlava di un viaggiatore errante), ma il momento piu' intenso del viaggio e' quando la macchina che guidavo ha deciso di non ripartire piu'! Dopo un ora a provare e riprovare (a meta' via tra la frontiera cilena ed argentina, tra l'altro...), e chiedendo aiuto ai camionisti, Victor scopre che un fusibile e' partito, e provando a cambiarlo con altri la macchina e' potuta ripartire! Mai si e' scoperto che fusibile e' stato tolto... Le strade sono da me ben conosciute (beh, ben...), pausa pic nic a Uspallata, con deliziosa pasta di Valentina (mmm vero Vale??? ahahah), e da li a Mendoza il cammino e' breve, con arrivo alla citta' il tardo pomeriggio. Da li ci separiamo, io non servo piu' (avrebbero bisogno di un semi/hippy per le riprese, ma lo volevano di capelli e pelle scura, ero troppo ariano per loro...), devo dire che mi e' dispiaciuto lasciarli, era proprio una bella compagnia! Ma avevo voglia di tornare a Cordoba, il viaggio doveva continuare! A Mendoza sono ospitato di nuovo da Martin, e' un piacere ritrovare amici, ma solo per una notte, ed il giorno seguente mi muovo in direzione di San Luis.
Fare autostop per San Luis e' stato un fallimento, quattro ore ad aspettare con il pollice in aria e nessuno che si e' fermato! Da li ho issato bandiera blanca e ho preso il vecchio e costoso autobus argentino, dopo un secolo che non lo facevo... che bota de schei... Fortuna vuole che Ana Belen, la ragazza che mi ospitava, viveva a 100 metri dalla terminal, quindi facile facile! Lei e' simpaticissima, e quindi decido di fermarmi a San Luis un giorno in piu', cosi' visito un po' la citta'... Con i suoi amici passo una serata memorabile a giocare a Guitar Hero, io che mai avevo giocato con quella chitarrina plasticosa che ho odiato per tempo... Ma si puo' suonare una chitarra giocattolo? / diceva il mio ego chitarristico... ebbene si! Ed e' super divertente! E tra una canzone e l'altra e pizza casereccia me la sono goduta alla grande! E per ben due serate consecutive ahah! Nel mezzo, una visita alle verdeggianti zone che circondavano la citta', che sicuramente merita piu' tursti di quelli che accoglie. La diga di Potrero, le cascate (nelle quali mi sono immerso piu' che volentieri), e le montagne (da fare assolutamente in bicicletta, ma anche in skate, qui vengono organizzate alcune tra le competizioni di discesa in skate piu' importanti del Sudamerica) sono state una lieta sorpresa per me, tanto che mi hanno rapito fino a tardi, cosi' che non ho avuto neanche il tempo di visitare il centro di San Luis (che comunque non mi immagino molto affascinante, come gran parte delle citta' argentine...).
Il dito per andare a Cordoba si e' rivelato molto piu' fortunato del viaggio precedente, e in 3 passaggi arrivo nella accogliente Cordoba, per me la citta' piu' vivibile di tutta l'Argentina, con un centro pieno di vita giovanile e un intorno montagnoso. A Cordoba mi incontro con Jose', amico di Mariano, compagno di lunghe nottate e risate in Ronda, e come lui si rivela un tipo gentile e divertente, e mi accoglie nella sua casa di Alta Gracia, il paese dove ha abitato il Che. Prima di andare a casa sua mi trovo con Belen, un amica che avevo conosciuto un'anno fa in un camping hippy a Puerto Iguazu'. Il ricordo suo piu' bello, anzi, piu' buono, erano i deliziosi pani alle cipolle, pomodori e altre verdurine che preparava nel forno a legna del campeggio. Purtroppo in Cordoba era sprovvista di forno e allora vendeva solamente orecchini e braccialetti, pero' igualmente incontrarmi con lei mi ha dato molto piacere, e' una ragazza sempre con il sorriso in faccia, che sa vivere tutte le cose con estrema semplicita'. Compagno di vendite di fronte al centro commerciale Patio Olmo e' Weris, di Jujuy, un ragazzo tranquillo che fa dei braccialetti stupendi, ed e' con lui che decidiamo di andare ai monti di Cordoba, precisamente a Mina Clavero (dove Belen aveva vissuto l'anno precedente), il giorno dopo, per approfittare dei turisti che vogliono passare la Settimana Santa nei monti. Decisione azzeccata, con loro ho passato una decina di giorni molto intensa e divertente!
A Mina Clavero, paesino pieno zeppo di turisti, ma immerso nel verde delle montagne, incontriamo un gruppo di cileni con i quali passeremo i segueni giorni: tutti sono artigiani, musicisti, pazzi e giocolieri, che vivono la vita alla giornata e si prendono tutto con calma. Il Negro, il Zorro, Ana, Goofy e Nico sono la fine del mondo, che risate con loro! Il top e' il sabato: io facevo palloncini in piazza, il Zorro suonava folklore con chitarra e flauto di pan, con il Negro alla quena, Goofy faceva il giocoliere, Nico vendeva fiori di gomma e in fil di ferro, mentre Belen, Ana e Weris vendevano artigianato, praticamente abbiamo animato la piazza per svariate ore, si respirava proprio una bella atmosfera e la gente si fermava per guardarci mentre facevamo le nostre follie eheh... Per conto mio ho guadagnato un sacco di soldi in una sera, un triplo gelato direi che me lo sono guadagnato! Con i cileni ci lasciamo il lunedi', dopo tre giorni a dormire poco e a divertirci tanto, a cantare e ballare per strada, speriamo di ritrovarli in futuro! Anche noi dobbiamo fare i turisti, e una giornata la passiamo ad ammirare le montagne e il fiume della zona, che ha creato una specie di canyon, modellando la roccia e creando formazioni bizzarre: ad accompagnarci il buon Leo, rocker e motociclista amico di Belen, che ci accoglie nella sua casetta, benedetta da una salsa per la pasta che devo dire mi e' venuta deliziosamente buona.
Il nostro viaggio per le montagne prosegue a Costa Blanca, un paesino che non merita essere chiamato cosi', essendo solamente una zona con delle case sparse qua e la', e da buoni hippy ci dirigiamo verso la Playa de los Hippies, un luogo incantevole a parecchio tempo dalla strada principale, isolato e in mezzo alle montagne, un camping free dove addirittura vive un eremita (beh, ne ha di compagnia comunque...), assolutamente in linea con il nome del posto. Il luogo e' rilassante, in mezzo al niente, e i tre giorni che passiamo li sono in contatto con la natura, con un bel fiume e le cascate dove fare il bagno, passati in compagnia i due Nico, il picapiedras e il picalianas (che facevano oggetti in pietra e cestini con le liane), il rocker ciclista venuto dall'Uruguay (che ci ha deliziato le serate di fronte al fuoco cantando canzoni degli Almafuerte) e gli altri giovani viaggiatori. L'ultimo giorno veniamo visitati anche da un serpente velenoso, che viene prima cacciato via, ma che poi e' tornato per reclamare il territorio, e quindi annientato da bastoni e pietre da noi eroici salvatori della Playa de los Hippies ahahah... Weris e Belen si fermano una notte in piu', mentre io me ne ritorno a Cordoba, anzi prima ad Alta Gracia da Jose', e poi da Gaston e Nicolas, i due ragazzi di Salta che avevo ospitato nella festa di addio prima di partire, che ebbene fossero pieni di lavoro e studio mi hanno accolto calorosamente.
L'evento del fine settimana e' il concerto dei Rata Blanca!!! La band metallara argentina piu' famosa dell'universo e' imperdibile, quando mai avro' l'oppurtinita' di vederli dal vivo?? E cosi' parto in direzione di Laspiur, un sconosciuto paesetto nella campagna cordobese. Per arrivare li 4 passaggi in macchina e un bus, per soli 200 km, un'eternita'. Al concerto entro gratis, facendo finta di nulla: a dir la verita' non e' un concerto vero e proprio, e' un motoraduno, il mio primo motoraduno! Anche perche' non ho mai avuto una moto... Al motoraduno pianto la tenda con una familia di motociclisti, che si era portata via anche la bimba di 8 anni, e tutti i fratelli, cugini, nipoti...praticamente una quindicina di persone, delizose, con le quali abbiamo mangiato un delizioso asado e choripan in attesa del concerto. Dopo quattro band e spettacoli ehm hot, diciamo, per far contenti i barbuti motociclisti, i Rata Blanca cominciano a suonare tipo alle 2 di notte: altroche' i concertini in Italia che iniziano alle 10! Ottimo il concerto, con Walter Giardino a macinare note su note come il miglior Malmsteen, e Barilari a cantare con una voce di un ventenne! E che pogo nel pubblico quando la band suonava i brani piu' famosi... Alla fine, al giornata e' terminata con l'alba, in tenda a dormire per un paio d'ore con in bocca le ultime salsicce e a fianco la bottiglia di Fernet, con le gare dei motociclisti per chi faceva piu' rumore con le moto mentre tutti dormivano ahahah. Il ritorno a Cordoba e' ancora piu' complicato dell'andata, 6 passaggi in macchina, uno in moto (!!!) e un bus, con arrivo alle 8 della sera...Uff...
I giorni seguenti sono dedicati al cazzeggio nel parco universitario con Weris e Belem, tornati dalle montagne, producendo braccialetti e allenandomi con le clave. Dopo una decina di giorni cordobesi e' l'ora di proseguire il viaggio, mi e' diapiaciuto molto separarmi da Weris e Belem, due ottimi compagni di viaggio: con Belem mi ritrovero' probabilmente a Buenos Aires, con Weris speriamo da qualche parte! L'ultima sera a Cordoba tra l'altro ritroviamo gli amici cileni, gioia per alcuni minuti...
Tra Buenos Aires e Cordoba mi fermo a Rosario (autostop facile), citta' attraversata dal Parana' che ha dato i natali a Messi e Che Guevara e dove e' stata creata la bandiera argentina. La citta', bella grande, e' molto vivibile, possiede un enorme monumento alla bandiera (tipo altare della patria a Roma) ed in generale l'atmosfera e' buona: il clima e' ancora caldo nei primi due giorni di permanenza, e mi tuffo pure nel Parana', fiume che nasce addirittura in Brasile e che qua e' proprio grandicello. Dei quattro giorni a Rosario, due li passo in casa di un rocker e della sua compagna paraguayana, mentre gli ultimi due giorni nella casa di una ragazza innamorata della Grecia, meno della cucina, ed e' per qusto che nella festa fernet del sabato sera mi ritrovo a cucinare per 10 persone... Purtroppo il clima cambia, si fa piu' freddo, ormai devo ammettere che l'autunno e' arrivato (mentre li in Italia arriva la primavera!), cosi' ne approfittiamo per vedere degli spettacoli di danza tradizionale e passeggiare per i mercatini della domenica.
Ed e' cosi' che con un paio di passaggi in macchina arrivo a Buenos Aires, ormai a me familiare, dove ad accogliermi sara' nuovamente l'amica Patricia! Che succedera' nella capitale argentina?? E chi lo sa! Nemmeno io lo so! Perche' per la prima volta mi ritrovo a scrivere in tempo reale, cioe' il blog e' attualizzato, incredibile! Quindi non parlo piu' dal futuro! Beh, dopo questo papiro, dove ho inserito centomila punti esclamativi, vi lascio al vostro destino,
hasta luego!

martedì 17 aprile 2012

Las Fotos!

Per chi non è mai sazio di foto, per chi non puo' vivere senza mie notizie, per chi non ha niente da fare che non sbirciare i blog e gli affari altrui, ecco qua un po' di immagini del tramo Arica - Santiago.

 Le lunga, immensa ed infinita Ruta 5, più di 4000 km di strada dal nord al sud del Cile

 Quartiere Bellavista a Santiago, mi pare eh... tutto colorato!

 Lo smog di Santiago con sotto la città

 Il Museo della Memoria

 La bandiera più grande che abbia mai visto!

Birretta con Pablo (e la sua ragazza Florencia), amico cileno conosciuto l'anno scorso in Bolivia mentre si scendeva in bicicletta per la Strada della Morte 

 A lavorare nel parco!

Rosso in faccia dopo aver terminato la Maratona di Santiago

Claudia, grande aiuto cucina per le lasagne

venerdì 13 aprile 2012

Part V: Arica - Santiago

E fu così che l'errante Francesco si trovò da solo a vagare per l'immensamente lungo Cile.
Da Arica l'obiettivo è tornare a Santiago ed in teoria l'operazione è abbastanza facile, devo andare giù, è tutta discesa insomma... Sarà così? Lo scoprirete leggendo queste righe, ma attenzione! Una profezia si nasconde tra i pixel di queste pagine! Siate cauti, il vostro destino è scritto proprio tra queste parole! Anche Nostradamus lo profetizzò! Una parola per cogliere l'attenzione, un'altra per rapirli, un'altra per intontirli, così mi rivelò il Pollo Paul... Ah, vi sarete chiesti chi è... E' il mio unico compagno di viaggio perpetuo, l'unico che mi sopporta sempre e che mi accompagna con i suoi CO CO CO CO...
Ebbene, la discesa verso Santiago si è rivelata abbastanza lunga, ma è normale, 2000 e più kilometri non si fanno in un giorno! Il primo giorno di autostop è lungo: dopo essermi preparato dei panini con fagioli (eh si, era l'unico che c'era in frigo, a parte uno con cioccolata), mi ci son volute appena 3 ore e mezza per trovare un camion che mi portasse (nel frattempo un bus mi fa la carità e mi regala due panini enormi con carne, avocado e pomodoro). E ci credo, da Arica i camion partono il pomeriggio, la mattina nessuno! Appuntatevelo, nel caso vogliate fare autostop ad Arica... Lo scontroso camionista (ma alla fine gentile, visto che mi offre il pranzo) mi porta fino a Iquique, e da li aspetto un pochino per il camion successivo, un simpatico giovane che mi lascia alla dogana nel deserto (per il controllo droga...) e mi riprende, accompagnandomi fino all'incrocio di Antofagasta, in mezzo al deserto.
E' l'una e mezza di notte e due opzioni si stagliano di fronte a me: continuare o dormire. Visto che è meglio fare compagnia ad un camionista, decido dormire nel parcheggio dei camionisti e pianto la tenda vicino al benzinaio, per poi svegliarmi di primissima mattina per scegliere il camion che più mi gustava (eh, c'erano tipo 30 camionisti ansiosi di avermi per compagno). La scelta si rivela buonissima, infatti il tipo è un vecchio rocker che per tutto il viaggio passa da Led Zeppelin a Van Halen, con enorme soddisfazione del sottoscritto. Il destino finale della giornata è La Serena, dove vengo ospitato nuovamente dal buon vecchio Jaime e famiglia, che nuovamente mi accolgono divinamente con una serata a base di choripan e birrette!
Il giorno successivo è segnato dall'autostop più memorabile della mia breve carriera di autostoppista. Dopo un'oretta di attesa mi prende su un tipo, un quarantenne bonaccione che alla terza domanda mi chiede se fumo maria, e alla mia negazione un velo di tristezza cala sul suo viso, e dichiara "sei l'unico hippy che non fuma". Quello che fuma è lui, e il viaggio prosegue tra le nubi nell'abitacolo ahah... Il tipo è proprio un furbacchione, e dopo una cinquantina di km nasconde il camion sotto un ponte, fa una chiamata misteriosa e dopo un po' arriva un furgoncino con una pompa. Dopo una decina di minuti a trafficare nella parte posteriore, vedo che il nuovo arrivato da soldi al mio camionista: praticamente il camionista gli ha venduto una cinquantina di litri di benzina dal serbatoio del camion, tanto quelli dell'impresa di trasporti non se ne accorgeranno mai, il serbatoio tiene 700 litri! Ahahahah mitico! Beh... comunque il viaggio prosegue con numerose pause, tra le quali una fermata a comprare maria da un indigeno locale di un villaggio, che poi devo repartire in due pacchetti, uno dei quali, viene nascosto dopo un centinaio di km sotto il palo che segna tipo il km 150 della ruta 5, destinato al fratello camionista, che ci segue una mezzoretta più indietro. Che trafficante il tipo! L'operazione di profumazione dell'abitacolo (visto che potrebbero esserci dei cani antidroga al controllo della polizia) e' assai complicata, tra vari deodoranti e incenso, ma il top arriva quando devo tenergli il volante del camion mentre lui si arrotola la maria con la cartina... Che roba... Comunque il tipo guida bene anche se fumato, e risulta parecchio divertente, con un sacco di storie da raccontare fino al mio arrivo a Santiago.
Ad accogliermi a Santiago è Claudia, amica di Giovi (che incontro' a Barcelona) che avevo già conosciuto quando era venuta a Verona. A Santiago ho trascorso ben 8 giorni in sua compagnia e della sua gentilissima famiglia: perchè così tanti? Perchè volevo correre la Maratona di Santiago!! Così nel frattempo ne ho approfittato per rilassarmi e godermi i numerosi parchi di Santiago. La famiglia di Claudia è peruviana, cosi' ho potuto riassaporare nuovamente Aji' de Gallina e Arroz Con Pollo, slurp che delizia! In otto giorni ho avuto il tempo di finire di visitare (finalmente!) il museo della memoria, musei, scalare il Cerro san Cristobal (con buona vista sulla città), andare allo stadio nacional (dove furono incarcerati un sacco di contestatori di Pinochet) e visitare un sacco di parchi, oltre che conoscere gli amici di Claudia, passare un pomeriggio a fare volontariato alla Teleton di Santiago con lei e soprattutto giocare a calcetto! La prestazione è stata decisamente sopra le righe, con 4 goals del sottoscritto, e da qua nasce spontanea la domanda: ma i cileni sanno giocare a calcio??? Beh, la partita e qualche corsetta sono serviti per allenarmi per la maratona di 21 km: i primi 10 km li passo in compagnia con un signore di andatura medio-bassa (eh, meglio non bruciarsi subito con più di due mesi di non allenamento...), ma poi al km 10 lo lascio per aumentare l'andatura. Wow mi sentivo proprio bene e le gambe giravano, e mi lasciavo dietro un tot di gente pure! Le gambe però diventarono di pietra verso il km 17, ma cavolo, ormai mancava poco, e a forza di stringere i denti, e grazie anche alle urla e agli applausi della gente, sono arrivato fino alla fine con un 1 ora, 42 minuti e 25 secondi... Il nigeriano che ha vinto la 42 km ha terminato il tragitto con 2 ore e 15 più o meno... Che roba. Comunque ero stra contento, morto ma felice. Le gambe sono rimaste dure per due giorni. Il giorno prima della maratona è stato un giorno dedicato al guadagno: assieme alla cuginetta di Claudia sono andato al parco a vendere palloncini ahahah! Vestito da pagliaccio e urlando tra la gente tutti i tipi di palloncini che potevo fare, mi son divertito eheh, e tra l'altro ho tirato su un sufficiente gruzzoletto. Tra le amiche di Claudia che ho conosciuto c'e' stata anche Valentina, una brava ragazza che ho visto la prima volta il secondo giorno a Santiago, in una specie di festival di film-documentari nel quale lei presentava un suo lavoro che parlava della sua familia per la parte della mamma, una familia matriarcale con 13 fratelli in un ambiente prima rurale e poi cittadino, molto interessante. Poi l'ho rivista in una festa e parlando vengo a sapere che il giorno dopo la maratona andava a Mendoza in auto con altre persone per girare un videoclip, e allora perchè non cogliere l'occasione??? E sia! Il mio ritorno in Argentina sarà in auto, che avro' l'onore di guidare in mezzo alle Ande! L'ultimo giorno a Santiago è segnato da una colossale lasagna al forno, che non mangiavo da troppo tempo, per ringraziare Claudia e la familia che mi hanno ospitato con tanta gentilezza.
Hasta luego Chile! Hasta pronto Argentina!

Las Fotos!

Le attesissime foto del tragitto Santiago - Arica sono finalmente online, per la gioia di mamme, papà, bimbi, anziani, adolescenti, giovani e soprattutto TU, o mio amato fan!

 Santiago de Chile, tra antico e moderno

 Il Palacio de la Moneda a Santiago de Chile, distrutto l'11 settembre 1973 dalle forze armate guidate da Pinochet per il golpe di stato contro il presidente Allende.

 Le casette colorate di Valparaiso, porto incantevole chiamato da tutti Valpo! Ma che siamo, in Valpolicella??

 Festa in spiaggia con i ragazzi di La Serena nella Valle dell'Elqui

 Bagnetto rinfrescante con il piccolo Lucas nel fiume della Valle del Elqui

Il Deserto di Atacama, il più arido del mondo

 Autostop nel deserto, Timi Cappuccetto Rosso

 San Pedro de Atacama

 Io e il Pollo Paul alle Maldive... ah no, la laguna Cejar, così ricca di sale che si può galleggiare come nel Mar Morto! Che figata!

 Io e Timi alle Maldive
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Dune di sabbia nella Valle della Morte e la Cordigliera sullo sfondo

 La montagna sacra, un ex vulcano in pensione

 El Valle de la Luna, da rimanerci senza parole

Valle de la Luna 

 Il tranquillo centro coloniale di Iquique

Misteriosi segni sulla montagna 

Il pollo Paul e le clave anella spiaggia di Arica, e in lontananza il Morro de Arica, praticamamente dove i peruviani persero la guerra del Pacifico contro il Cile

mercoledì 4 aprile 2012

Part IV: Santiago - Arica

- Papa' castoro, raccontaci una storia!
- No, c'é l'Inter che gioca, andatevi a leggere il Milione che vi addormentate da soli...
- Noooo, dai raccontaci una storia, o ti seghiamo i denti con il filo spinato!
- Eh va bene, piccoli miei, come non cedere alle vostre minacce? Vi raccontero' la storia di come Francesco riuscí a superare le Ande, indenne, inoltrandosi nel selvaggio Cile, fino ai confini piú nordici del paese... vediamo dove eravamo rimasti la volta scorsa...
- Si si papá castoro, racconta racconta!
- Silenzio! O vi taglio la lingua e vi leggo un discorso di Monti!

Allorquindi, eravamo rimasti che ero arrivato a Santiago vero? Accipicchia, ne é passato di tempo, infatti io che sono nel futuro, posso affermarvelo! Comunque, a tutti coloro che un giorno vogliano andare a Santiago, non credete alle guide: tutte dicono che é una cittá che fa rebrezzo, da starci un giorno o due, ma a me é piaciuta, e pure a Timi, e quindi fidatevi di me e stateci tranquillamente tre o quattro giorni! In effetti non c'e' tantissimo da vedere, ma é molto vivibile, molti bei musei, meno trafficata di Buenos Aires, pulita, c'é smog ma non é lo smog di Lima, e vicino ha i monti... Vera, l'amica di Timi che ci ospitava, assieme a tutta la familia e la sorella, é stata molto gentile e nei quattro giorni che siamo stati li ce la siamo goduta bene, tra un concerto di Americo, idolo della cumbia locale, con centinaia di ragazzine, vecchiette e mamme esaltate (ci sono andato unicamente perche' era gratis, e perche' le sue canzoni le conosco, le ruba ai gruppi peruviani, ladro!), cumbiotecas a ballare cumbia e moooolto camminare. Top attraction di Santiago l'interessantissimo museo della memoria, che tratta del periodo di dittatura cilena del generale Pinochet, che con un golpe di stato aveva spodestato Allende: sono dovuto andare tre volte al museo per vederlo tutto, é incredibile quanto poco sappiamo in Italia di quello che é passato in Cile, e tra l'altro di quello che é passato in molti paesi sudamericani che hanno dovuto sopportare una dittatura. Tra l'altro in Italia non sappiamo niente della situazione cilena attuale: ok, per stare in Sudamerica é un paese ricco, ma sapete quanto pagano gli studenti per andare all'universitá? In un mese quasi quello che paghiamo noi in un anno! E i genitori si indebitano con le banche per 20 anni per poter pagare l'universitá dei figli! Immaginatevi quando tengono molti figli... E la situazione delle miniere? Con un sacco di explotadores gringos che vengono e installano miniere, avvelenando i fiumi, pesci e terra (ma questo succede in buona parte del Sudamerica). E Aysen? Con la gente che si trova con il sueldo minimo e con il 30% in piu' di spese rispetto a chi vive a Santiago. E il problema (da secoli) con gli indigeni Mapuche, che mai sono stati sconfitti praticamente, ne dagli Inca (che furbamente non li hanno attaccati) ne dagli spagnoli, ma che ora sono discriminati (beh loro in cambio bruciano le foreste che le imprese boscaiole gli sfruttano, la terra é loro!). E le dighe in Patagonia?? Beh, ne hanno di problemi! Anche grazie a Vera veniamo a conoscenza di tutto ció, meno male che in questo viaggio stiamo sempre a contatto un sacco con gli indigeni locali! Tra l'altro la mia permanenza nella casa é stata un full immersion nella cultura israelitica, dato che Vera e Timi, entrambe di religione ebrea, si erano conosciute in Israele attraverso un programma di ebrei nel mondo: adesso so un sacco di cose di cultura ebraica, a parte i nomi che sono complicatissimi e non me le ricordo, e a tratti dubitavo di essere in sudamerica, mi pareva di stare in medio oriente cribbio!
Comunque sia, una giornata la passiamo nella bellissima cittá di Valparaiso, una cittá portuale stile Genova, con colline e mare, un sacco di case colorate, ascensori di legno, atmosfera da bohemien (Neruda was here!), odore di pesce (oddio!) e quel tocco che solo i porti possono dare (e che a me fa impazzire). Mezza Santiago va qua (o a Vina del Mar) durante l'estate o i fine settimana, e purtroppo noi andammo una domenica... E vabbé, un buon mate in una piazza isolata di fronte al mare é stato il top...
Il nostro tempo a Santiago scadette quindi dopo 4 giorni, e dopo varie investigazioni riguardo l'uscire da Santiago in autostop (impresa talmente difficile che Ercole non la affrontó), prendemmo un bel bus in direzione La Serena. Non mia zia eh! La cittá si chiama La Serena, 5 ore a nord di Santiago, e 5 ore per i cileni del nord é poco... La Serena é zona di produzione del Pisco, liquore rubato ai peruviani, ed infatti in Perú é piú buono, e papaya, ed é famosa per la Valle del Elqui, una valle dove si puó osservare uno dei cieli stellati piú belli del mondo (il cielo é molto limpido), con conseguente avvistamento di UFO e un sacco di osservatori spaziali. Ad ospitarci a La Serena il mitico Jaime, che con la moglie Cecilia e il piccolo Lucas ci hanno trattato benissimo. Al sapere che volevo andare alla Valle del Elqui Jaime ha obbligato Lucas, sette anni, a non andare a scuola il giorno dopo, lui si é preso un giorno libero ed é venuto con noi alla valle per campeggiare sotto il cielo stellato, portandosi dietro una coppia di amici! Beh, la serata é stata grandiosa, con fuoco, chitarra, bagno nel fiume sotto le stelle, birrette, balli ebraici, stelle cadenti e tante risate. Aaaah che tonificante l'acqua notturna! Il giorno seguente al risveglio mi sono praticamente rotolato nel fiume con il piccolo Lucas, che non sapeva nuotare, e dovevo accompagnarlo e aiutarlo a tuffarsi (mi chiamava Tio, che tenero!). Il ritorno a La Serena é risultato complicato assai, nonché avventuroso. Il tutto cominció nella cittadina di Pisco Elqui, dove comprammo pane e avocado per il pranzo. La strada é in discesa ed é tortuosa, e mentre Timi prepara il pane con avocado, tira un seme di avocado fuori dal finestrino (e non si sa perché, visto che é svizzera e stava raccogliendo tutto in un sacchetto). Dopo un minuto ci supera la polizia e ci fa accostare. Il tipo dice a Jaime: "Viaggi con i fari spenti, hai sorpassato in linea continua un camion e in curva, e tirate spazzatura fuori dal finestrino. Passi che hai i fari spenti e che hai sorpassato in curva, ma che ci tirate la spazzatura giusto addosso a parabrezza no eh! Documenti". Purtroppo, i documenti erano scaduti... Casino immenso, con la polizia che voleva prendersi l'auto, ritirare la patente e tutto, ma alla vista del piccolo Lucas in macchina il tutto si é risolto con un "solo perché state tornando a casa con un bambino, sennó non tornavate a casa in auto oggi". E non fecero neanche la multa! Ahaha. Tra l'altro ció valse a Timi l'appellativo di "La Contaminadora". Ma non é finita qua! Ottanta km piú in giú ci ferma la polizia di nuovo, eccesso di velocitá. Ovviamente documenti scaduti. Vogliono ritirarci la macchina, ma con delle scuse inventate i tipi ci obbligano a tornare nello stesso punto di polizia della prima volta per farci dare un documento per potere scendere senza problemi. Eh no, disse Jaime, 160 km non li faccio. E allora via a strade secondarie, che pero' portano tutte nello stesso punto, all'ultimo posto di polizia. E allora ad aspettare 2 ore in una piscina di un campeggio in attesa che se ne vadano, fino alle otto di sera, poi io e Jaime andiamo in avanscoperta per vedere se se ne erano andati veramente: al vedere che non c'era nessuno, diciamo a Cecilia (che non ha la patente), che puó guidare fino al posto di polizia che non c'era nessuno. Ma in quel momento arrivano i poliziotti, e allora scappa indietro! Poi se ne vanno, e quindi guida di nuovo, ma poi ritornano, e scappa. E quindi se ne vanno, ma poi ritornano! Alla fine riusciamo a cavarcela e tornare a La Serena sani e salvi, con ancora una macchina e una patente!
Il giorno dopo é il giorno del grande trasferimento al profondo nord, ad Antofagasta, con attraversamento del deserto piú arido del mondo, il deserto di Acatama (affascinante assai). L'autostop é dei piú fortunati: 900 km piú o meno in 4x4 velocissima, di un multimilionario di Concepcion, simpaticissimo, che ci offre pure il pranzo e ci accompagna direttamente davanti alla casa della nostra couchsurfer. Che volere di piú??? Passiamo una sola notte ad Antofagasta (e non visitiamo niente), anche perché il giorno dopo la ragazza che ci ospitava ci espelle praticamente da casa presto, per dei problemi che ebbe con i genitori...eeeeh e che ci vuoi fare!
In quattro autostop, una merenda e una colazione offerta dagli stesi trasportatori, deserto, montagne, giacimenti di salnitro abbandonati e un sacco di miniere, arriviamo a San Pedro di Atacama, villaggio tipico del nord adagiato in una valle ai piedi della cordigliera (che comprende, tra le sue vette, dei bellissimi coni vulcanici innevati), una specie di oasi nel deserto. Beh, San Pedro e la zona intorno al villaggio é meravigliosa, con paesaggi da paura, che visitammo in bicicletta, gentilmente prestate da René, il signore che ci ospitava in una tipica casa con mattoni di adobe (fango e paglia). Il sole uccideva e Timi era mezza morta per la fatica in bicicletta, ma ce la siamo goduta alla grande! Il primo giorno ci siamo immersi nella laguna Cejar, in mezzo ad una salina (che peró non é neanche lontanamente equiparabile a quella di Uyuni), una laguna con concentrazione di sale altissima, anche piú del mar Morto, ed infatti si galleggiava! Ahahah che roba! E il giorno dopo il top, la Valle Della Luna (dopo una visitia della Valle della Morte, con dune di sabbia degne del Sahara): la Valle della Luna é cosí chiamata per i paesaggi lunari che la caratterizzano, con incredibili formazioni rocciose, sabbia, sale e colori incredibili. Meraviglioso il tramonto, passato in compagnia di un paio di amici cileni, mateggiando immersi nei colori rossastri di dune di sabbia e rocce multiformi.
Teoricamente, San Pedro doveva essere l'ultima tappa con Timi, ma visto che alla fine voleva andare a nord, verso il Perú, decisi di accompagnarla fino ad Arica. Tanto tra autostop e couchsurfing non si paga niente, e tra l'altrola sua compagnia é piú che buona. E quindi in due giorni, con fermata ad Iquique, cittá sulla costa dal discreto centro in stile coloniale, vari camion (mitico il camionista Nicola!) e molto caldo, arrivammo ad Arica, a 15 km col confine col Perú. La citta' non é male (Arica era peruviana, ed é tristemente ricordata perché li si perse la guerra del Pacifico), pensavo peggio, ed almeno c'e' tanta spiaggia dove prendere il sole e tuffarsi in mare, cosa che non mi esimo dal fare. Ed é cosí che mi separo da Timi, che se ne va ad Arequipa, con entrambi ad affrontare nuovamente il viaggio da solo. E dai, alla fine a me piace stare da solo, cosí posso fare quello che voglio, mangiare quello che voglio, andare dove voglio eeeee... nooooo snif sniff! Sono soloooooooo! Ahahaha! No dai, alla fine, con Timi ho passato un mese di muy buena compagnia, peró adesso é arrivato il momento di fare le cose di testa propria! E cosí sia!
Alla prossima puntata leggerete sul viaggio di ritorno verso Santiago e un sacco di altre cose, per adesso hasta luego!