venerdì 6 settembre 2013

Part XXIX: Sanremo - Verona (06-06-13 / 10-06-13)

Dopo ormai tre mesi dal mio rientro a casa, è ora di colmare una piccola lacuna, ovvero terminare questo blog che mi-vi ha accompagnato per quasi un anno e mezzo di girovagaggio per il Sudamerica e parte dell'Europa. Ero rimasto nella terra di mezzo, nel limbo Sanremese, a casa di Dario: dopo un po' di rock n roll mattutino e una classica colazione con brioche e cappuccino (di come non assaporavo da tempo... non che ne sentissi una grande mancanza comunque...), si prende il treno in direzione di Genova, città che mi è sempre piaciuta un sacco e che volevo rivedere (e che comparavo con Valparaiso, in Cile, vabbè, più o meno). Il viaggio in treno, che non prendevo da tanto tempo, è piacevole, si vede il mare a destra e le colline a sinistra, si passano un sacco di paesetti e faccio conoscenza di Emanuela, con la quale ho la prima vera conversazione in italiano per più di un'ora consecutiva dopo tanto tempo! Tra l'altro sono piacevolissime conversazioni, tanto che poi, scendendo alla stazione di Genova, la seguo fino all'accademia di belle arti, dove studia: da li a qualche giorno c'è una mostra sui fratelli Grimm, e assieme ad altri compagni "pitturiamo gli alberi", cioè proprio sugli alberi, di nero, per le storie più tenebrose. Per pranzo mi fermo a casa di Andrea, un couchsurfer che gentilmene si è offerto di cucinare delle gustosissime trofie al pesto di noci, una delizia, e con il quale abbiamo in comune la passione per il folk metal, che farà da sottofondo musicale per un paio di orette. Il pomeriggio lo dedico alla visita di Genova, con le sue strette viette, le belle chiese, il casino, le prostitute, i ritmi e le parlate sudamericane che ascolto ad ogni angolo, la vista del mare, l'odore da porto, le focaccie, il gelato e tante altre cose che mi fanno amare questa città. La sera vengo ospitato da Massimiliano, anche lui un heavy metallar ottantino come me, e la notte scivola via tra dischi e chiacchiere su viaggi.
Il giorno dopo si prende il treno per Milano, che ovviamente non mi piace, ma voglio andare a trovare Antonella, conosciuta a Santa Marta, Colombia, e ritrovata a Cartagena e Medellin, e quindi non potevo non andarla a trovare a Milano! La città è sempre quella, enorme e grigia, però con Antonella ho visto dei palazzi e delle vie che me l'hanno fatta apprezzare di più: insomma, visitare una città con gli indigeni locali ha sempre un altro valore... Tra l'altro incontro per caso anche un amico, Francesco di Siena, detto Celestino, che roba... La sera ce la passiamo in un concerto fuori Milano, dove si sente di tutto, da ritmi electro merda, a rap di poco valore, a cose schizzate come quelle del nuovo gruppo del chitarrista dei Verdena.
Verona si fa sempre più vicina, ma non voglio perdere l'occasione di fermarmi a Bergamo, visitare la bella città alta e soprattutto riabbracciare il mitico Paolo, conosciuto addirittura in Argentina con Bea e Giovi, in un rifugio vicino al bellissimo Fitz Roy, e con il quale avevo sempre tenuto contatti durante il viaggio. E' bello rivedere compagni di avventura dopo tanto tempo, e Paolo è una di quelle persone che mi ha fatto veramente piacere incontrare di nuovo. Con lui rimango solo un'oretta prima di incontrarmi con... i miei genitori! Eh si, praticamente loro sarebbero partiti da Bergamo il giorno dopo per andare in Grecia, in vacanza, e me li sarei persi, quindi sono venuti fino a Bergamo per salutarmi il giorno prima di partire. Con loro passo il pomeriggio a Bergamo alta, mangiando i casonsei e il mitico gelato alla stracciatella nella gelateria dove è stato inventato, e raccontando tutto quello che è successo in un anno e mezzo in tre ore ahah. Con Paolo riesco a beccarmi anche la prima classica sagra di paese dopo tanto tempo, ed è bello riascoltare il dialetto (beh non che il bergamasco sia proprio un bel dialetto...), mangiando cose tipiche e sentendo le storie di vecchi e delle boiate degli amici: atmosfera true!
Il giorno dopo è l'ora di rivedere mio fratello Damiano, che, accompagnati i miei genitori all'aeroporto di Bergamo, fa una deviazione e viene a prendermi per portarmi a casa. E così, attraversando la mostruosa A4, ed osservando i luoghi da me ben conosciuti passare velocemente al di la del finestrino, arrivo a casa, cioè, quella che sarà casa mia per un po'!
Ed è così che questo viaggio è finito, con un po' di nostalgia, ma con tanta felicità: saranno giorni di incontri e abbracci con amici e familiari, con la testa è un po' qua e un po' là.
Ma i pensieri sono già proiettati per i futuri viaggi, non si può mica stare fermi!
Il prossimo? Verso Oriente!


Il video è dedicato a tutti gli amici viaggiatori incontrati lungo el camino, a todos los artesanos, musicos, malabaristas y malucoso del mundo, a tutte le persone che mi hanno appoggiato, alla mia familia, alle mie familie sudamericane, francesi e spagnole (e soprattutto quella peruviana di Lima), alle centinaia di automobilisti e camionisti che mi hanno dato un passaggio, e a Pachamama ovviamente.
E soprattutto, al Pollo Paul, il miglior compagno di viaggio che potessi avere!
E come dice Silvio Rodriguez "Al final del viaje, partiremos de nuevo!"


Tra l'altro, in questi mesi, ho potuto salutare di nuovo altri amici incontrati in viaggio, Mikk, l'estone di Avignone e Sara, peruviana anche lei conosciuta ad Avignone, Roberto, conosciuto a Huancayo, Paolo, venuto anche a Verona, Emanuela, che da Genova è venuta per l'Aida nell'Arena, ed Antonella, in viaggio verso i Balcani... ma vorrei rivedervi tutti!

lunedì 10 giugno 2013

Ndo elo el polo Paul??? Part XV

Il pollo Paul incontra una dama in una casetta in città, e tenta di conquistarla... dove sarà??


Il pollo Paul sa benissimo dove andare

domenica 9 giugno 2013

Ndo li stà ol pollo Paul??? Part XIV

Mmm in compagnia con Arlecchino il pollo Paul conquista un altra città!


Un pollo commediante in città alta

sabato 8 giugno 2013

venerdì 7 giugno 2013

Dov'è il pollo Paul??? Part XII

Questa è facilissima!


Il pollo Paul, gran cantante nel momento del suo più alto acuto! Chicchirichiiiiiiiiiii!!!

giovedì 6 giugno 2013

Las Fotos!!!

La Francia, vista dagli occhi di un umano e di un pollo...


La bella chiesa romanica di Tolosa


Paesaggi rurali di Carcassonne


Il bel paesetto medievale di Minerve, con un emozinato pollo Paul


Carcassonne


Carcassonne part II


Una crepe!!! Da buon ghiottone non potevo non provarla


Carcassonne part III


Aigues Mortes, con un pollo Paul a ordinare l'avanzata delle suo pollaio per conquistare la cittadina


Con Tommy, Vere e pollo Paul in Montpellier


Maison Caree di Nimes


L'arena di Nimes


Papaveri e polli, come diceva una nota canzone italiana!


Pont du Gard


Pont du Gard con la mitica bicicletta pieghevole


Beccato!!! Eeeeh se ti vedesse il contadino!


Ad Avignone un'altra testimonianza storica dell'importanza dell'Heavy Metal in epoca medievale!



Il ponte rotto di Avignone


Il palazzo dei Papi e le mura


Classicissima pasticceria francese


Che clichè!!


Un giretto con Sara nei prati del castello di Villenevue


Molino a vento di Fontville


Il signore di Baux la sua casa l'ha proprio costruita sui sassi


Nei monumenti di Glanum chi ha l'occhio più attento noterà che anche il pollo Paul ha combattuto nelle battaglie romano-galliche del tempo...


Il bel castello di Tarascon


Il pollo Paul, affrontando un nuovo nemico, il temibile mostro di Tarascon!


Il pollo Paul guarda trstemente l'amica oca, sapendo perfettamente che fine farà...


L'arena di Arles


Porto di Nizza


Aaah che brutti posti


Che acqua sporca!


Principato di Monaco






Part XXVIII: San Sebastian (Donostia) - Sanremo (23-05-13 / 06-06-13)

La Francia... cosi' vicina e non c'ero mai stato, a parte una notte a Strasburgo dopo una gita delle superiori ad Amsterdam, cioe' mille anni fa (bei ricordi comunque eh!). Mmm le mie impressioni sulla Francia confermano in parte i cliche' che abbiamo su questo paese: tutti girano con una baguette sotto braccio (ok non TUTTI ma molti), e' pieno di pasticcerie, sembrano milanesi quando parlano -o il contrario- (come mi ha fatto notare Tommy), poi saranno anche buoni i formaggi, ma continuo a vedere in giro ristoranti italiani, pieno zeppo (mai visto in Italia un ristorante francese...). Bon, per il resto, e' un paese fighissimo! Anche se usano un idioma incomprensibile... Ah, le baguette e i croassoint non sono poi cosi' buoni, nella media, mentre il burro e' deliziosissimo...
La prima citta' che raggiungo in Francia e' Tolosa, dopo un direttissimo autostop da Irun, sulla frontiera ispano-francese, grazie ad un camionista portoghese che scappava in Belgio per trovare lavoro (in Portogallo son messi male), e a Tolosa vengo ospitato dal fratello di David, l'amico di Bogota'. Tolosa non e' che sia una citta' tanto bella, e' grossa ma si visita in mezza giornata, e il fatto che fa freddo non me la fa apprezzare piu' di tanto.
Dopo Tolosa il destino e' la famosissima Carcassonne, un sogno per chi come me si immagina ancora di poter diventare un cavaliere di qualche casata medievale. Dopo un paio di passaggi (ah viaggiare in Francia in autostop e' una cavolata) e un acquazzone, raggiungo lo sperduto villaggio di Pepieux, a 30 km da Carcassonne, un posto incantevole in mezzo alla campagna, ai cavalli e ai vigneti. Verro' ospitato da Ivan, un simpatico viaggiatore serbo con la passione dei vini, che vive proprio nell'antico ''castello'' dove da moltissimo tempo si produce un vino che ultimamente ha vinto un sacco di premi internazionali: le mie papille gustative confermano l'effettiva bonta' del vino, dopo svariate degustazioni. Nei paraggi di Pepieux si trova l'incantevole villaggio medievale di Minerve, una perla incastonata tra colline e canyon, che raggiungo dopo una piacevolissima pedalata pomeridiana, con rispettivo tramonto da film, e sempre li vicino passa il Canale di Midi, il bel canale che collega l'oceano Atlantico con il mar Mediterraneo, un paradiso per ciclisti. La visita di Carcassonne non delude le mie aspettative: la cittadella medievale arroccata sulla collina e' tra le cose piu' belle che abbia mai visto, le mura sono possenti ed impressionanti e le viuzze piene di magia (peccato per i turisti della domenica), il tutto fortunatamente baciato dal sole (cosa rara ultimamente). Bella serata in compagnia di Julie, passata suonando chitarra in ospedale ahah, anche se per poterla chiamare e' stata un impresa impossibile; in Francia tutto chiude la domenica e non esistono le cabine a soldi, solo tessere, e nessuno in strada!
Dopo Carcassonne e' il turno di Montpellier, una citta' per la quale vale il discorso di Tolosa, grande ma mica tanto interessante (anche se un pelino piu' bella, grazie alle strette vie che caratterizano il centro), ma almeno qui ritrovo gli amici Tommy e Vere, conosciuti a Tena, nella selva dell'Ecuador, che ho riabbracciato molto volentieri e che mi hanno fatto ricordare bei momenti e le lunghe chiacchierate sudamericane. Il tempo e' sempre schifoso, ma cio' non mi impedisce di apprezzare la medievale Aigues Mortes, cittadella fortificata vicino al mare e alle saline, ben piu' interessante di Montpellier.
Da Montpellier vado a Nimes, citta' gemellata con Verona e con la quale abbiamo in comune un'arena romana: non c'e' paragone comunque, quella di Verona rimane la migliore, e' pure piu' bella del Colosseo, tie! La citta' e' bella, medievale e con molti resti d'epoca romana, che me la fanno apprezzare parecchio, come me la fanno apprezzare anche Florence e Fran, la coppia che mi ospita. Tra l'altro in casa si e' organizzato pure un concerto ''internazionale'' con Robb, canadese che va di citta' in citta' a suonare in casa di couchsurfers; bravo lui, ma la musica si assomigliava troppo (un indie folk discreto). Tutta la zona intorno a Nimes, una specie di triangolo che comprende anche Avignone e Arles, e' stupenda, e in parte me la visito in bicicletta (una fighissima bicicletta pieghevole gialla!): indimenticabili il Pont du Gard, acquedotto romano che attraversa un fiume dal profondo colore blu-verde e boschi incantevoli (e' il terzo montumento piu' visitato di Francia), e il paesetto di Uzes, tipicamente medievale, il tutto visitato attraversando immensi campi di cigliege (divorate...).
Anche la successiva Avignone non delude le aspettative, o almeno, un po' si, perche' a parte il palazzo dei Papi non c'e' tanto altro da vedere (il palazzo e' comuque spettacolare, oltre che enorme!), ma se si combina con la visita di Villeneuve, giusto dall'altra parte del fiume, il tutto risulta piu' interessante. E se lo si visita in buona compagnia anche meglio, e con Sara, peruviana di Lima (azz) mi faccio grasse risate. Tra l'altro Sara sta nella stessa casa dove vengo ospitato, di un'altra peruviana, Pamela, che proprio la sera del mio arrivo aveva organizzato una serata con concerto... e di chi? Ma del canadese Robb ovviamente! Pero' stavolta ho suonato anch'io, e la serata e' continuata tra la musica fino a tardi.
Da Avignone a Arles la strada e' poca, ed anche questa citta' risulta affascinante; piccolina e in possesso anch'essa di un'arena, mi e' sembrata piu' bella ed accogliente di Nimes, e cio' lo conferma anche il buon Van Gogh, che proprio li ha passato buona parte della sua vita, dipingendo alcuni tra i suoi quadri piu' famosi. Anche in questo caso, riesco a visitarmi i vicini paesini in bicicletta, e nonostante il vento fortissimo e una foratura a 10 km da Arles, mi godo appieno una fantastica giornata sulle due ruote, visitando l'abazzia di Montmajor, il vecchio molino di Fontvielle, l'arroccato paesino medievale di Les Beux de Provence (per il quale il buon Branduardi ha scritto ''Il signore di Baux''), le interessanti rovine romane di Glanum, e il castello di Tarascon.
Un gran passaggio di un camionista polacco mi porta fino a Nizza, vicinissima al confine italiano. La zona è stupenda, la costa azzurra è veramente azzurra! Il mare può tranquillamente competere con quello  caraibico colombiano, i boschi mediterranei sono tranquilli e percorsi da sentieri interessanti, e le colline che dominano la costa sono costellate di paesini medievali proprio carini; Eze, Saint Paul de Vence, Vence e Tourrettes sur Loup sono affascinanti, con stradine in pietra che vanno su e giù e paesaggi mozzafiato sulla costa. Per non parlare di Monaco, il piccolo e ricchissimo principato famoso per il gran premio di Formula Uno (concluso appena un paio di settimane fa), che riesce comunque a piacermi, nonostante l'atmosfera molto snob. Anche Nizza non è male, con il centro storico, il porto e il colle del castello che contrastano armoniosamente con la parte più moderna e ricca. I tre giorni a Nizza li passo nella casa del buon Axel, francese di origine beninense, e l'ultima serata in terra francese la trascorro in spiaggia (spiacevolmente rocciosa hehe) in un incontro couchsurfing, che mi porta a conoscere Dario, di Sanremo, che dopo vino e risate mi da un passaggio notturno verso l'Italia. E adesso, finalmente, potrò mangiare un gelato, una pizza, una focaccia e una pasta al pesto decenti!
Arrivederci!