La Francia... cosi' vicina e non c'ero mai stato, a parte una notte a Strasburgo dopo una gita delle superiori ad Amsterdam, cioe' mille anni fa (bei ricordi comunque eh!). Mmm le mie impressioni sulla Francia confermano in parte i cliche' che abbiamo su questo paese: tutti girano con una baguette sotto braccio (ok non TUTTI ma molti), e' pieno di pasticcerie, sembrano milanesi quando parlano -o il contrario- (come mi ha fatto notare Tommy), poi saranno anche buoni i formaggi, ma continuo a vedere in giro ristoranti italiani, pieno zeppo (mai visto in Italia un ristorante francese...). Bon, per il resto, e' un paese fighissimo! Anche se usano un idioma incomprensibile... Ah, le baguette e i croassoint non sono poi cosi' buoni, nella media, mentre il burro e' deliziosissimo...
La prima citta' che raggiungo in Francia e' Tolosa, dopo un direttissimo autostop da Irun, sulla frontiera ispano-francese, grazie ad un camionista portoghese che scappava in Belgio per trovare lavoro (in Portogallo son messi male), e a Tolosa vengo ospitato dal fratello di David, l'amico di Bogota'. Tolosa non e' che sia una citta' tanto bella, e' grossa ma si visita in mezza giornata, e il fatto che fa freddo non me la fa apprezzare piu' di tanto.
Dopo Tolosa il destino e' la famosissima Carcassonne, un sogno per chi come me si immagina ancora di poter diventare un cavaliere di qualche casata medievale. Dopo un paio di passaggi (ah viaggiare in Francia in autostop e' una cavolata) e un acquazzone, raggiungo lo sperduto villaggio di Pepieux, a 30 km da Carcassonne, un posto incantevole in mezzo alla campagna, ai cavalli e ai vigneti. Verro' ospitato da Ivan, un simpatico viaggiatore serbo con la passione dei vini, che vive proprio nell'antico ''castello'' dove da moltissimo tempo si produce un vino che ultimamente ha vinto un sacco di premi internazionali: le mie papille gustative confermano l'effettiva bonta' del vino, dopo svariate degustazioni. Nei paraggi di Pepieux si trova l'incantevole villaggio medievale di Minerve, una perla incastonata tra colline e canyon, che raggiungo dopo una piacevolissima pedalata pomeridiana, con rispettivo tramonto da film, e sempre li vicino passa il Canale di Midi, il bel canale che collega l'oceano Atlantico con il mar Mediterraneo, un paradiso per ciclisti. La visita di Carcassonne non delude le mie aspettative: la cittadella medievale arroccata sulla collina e' tra le cose piu' belle che abbia mai visto, le mura sono possenti ed impressionanti e le viuzze piene di magia (peccato per i turisti della domenica), il tutto fortunatamente baciato dal sole (cosa rara ultimamente). Bella serata in compagnia di Julie, passata suonando chitarra in ospedale ahah, anche se per poterla chiamare e' stata un impresa impossibile; in Francia tutto chiude la domenica e non esistono le cabine a soldi, solo tessere, e nessuno in strada!
Dopo Carcassonne e' il turno di Montpellier, una citta' per la quale vale il discorso di Tolosa, grande ma mica tanto interessante (anche se un pelino piu' bella, grazie alle strette vie che caratterizano il centro), ma almeno qui ritrovo gli amici Tommy e Vere, conosciuti a Tena, nella selva dell'Ecuador, che ho riabbracciato molto volentieri e che mi hanno fatto ricordare bei momenti e le lunghe chiacchierate sudamericane. Il tempo e' sempre schifoso, ma cio' non mi impedisce di apprezzare la medievale Aigues Mortes, cittadella fortificata vicino al mare e alle saline, ben piu' interessante di Montpellier.
Da Montpellier vado a Nimes, citta' gemellata con Verona e con la quale abbiamo in comune un'arena romana: non c'e' paragone comunque, quella di Verona rimane la migliore, e' pure piu' bella del Colosseo, tie! La citta' e' bella, medievale e con molti resti d'epoca romana, che me la fanno apprezzare parecchio, come me la fanno apprezzare anche Florence e Fran, la coppia che mi ospita. Tra l'altro in casa si e' organizzato pure un concerto ''internazionale'' con Robb, canadese che va di citta' in citta' a suonare in casa di couchsurfers; bravo lui, ma la musica si assomigliava troppo (un indie folk discreto). Tutta la zona intorno a Nimes, una specie di triangolo che comprende anche Avignone e Arles, e' stupenda, e in parte me la visito in bicicletta (una fighissima bicicletta pieghevole gialla!): indimenticabili il Pont du Gard, acquedotto romano che attraversa un fiume dal profondo colore blu-verde e boschi incantevoli (e' il terzo montumento piu' visitato di Francia), e il paesetto di Uzes, tipicamente medievale, il tutto visitato attraversando immensi campi di cigliege (divorate...).
Anche la successiva Avignone non delude le aspettative, o almeno, un po' si, perche' a parte il palazzo dei Papi non c'e' tanto altro da vedere (il palazzo e' comuque spettacolare, oltre che enorme!), ma se si combina con la visita di Villeneuve, giusto dall'altra parte del fiume, il tutto risulta piu' interessante. E se lo si visita in buona compagnia anche meglio, e con Sara, peruviana di Lima (azz) mi faccio grasse risate. Tra l'altro Sara sta nella stessa casa dove vengo ospitato, di un'altra peruviana, Pamela, che proprio la sera del mio arrivo aveva organizzato una serata con concerto... e di chi? Ma del canadese Robb ovviamente! Pero' stavolta ho suonato anch'io, e la serata e' continuata tra la musica fino a tardi.
Da Avignone a Arles la strada e' poca, ed anche questa citta' risulta affascinante; piccolina e in possesso anch'essa di un'arena, mi e' sembrata piu' bella ed accogliente di Nimes, e cio' lo conferma anche il buon Van Gogh, che proprio li ha passato buona parte della sua vita, dipingendo alcuni tra i suoi quadri piu' famosi. Anche in questo caso, riesco a visitarmi i vicini paesini in bicicletta, e nonostante il vento fortissimo e una foratura a 10 km da Arles, mi godo appieno una fantastica giornata sulle due ruote, visitando l'abazzia di Montmajor, il vecchio molino di Fontvielle, l'arroccato paesino medievale di Les Beux de Provence (per il quale il buon Branduardi ha scritto ''Il signore di Baux''), le interessanti rovine romane di Glanum, e il castello di Tarascon.
Un gran passaggio di un camionista polacco mi porta fino a Nizza, vicinissima al confine italiano. La zona è stupenda, la costa azzurra è veramente azzurra! Il mare può tranquillamente competere con quello caraibico colombiano, i boschi mediterranei sono tranquilli e percorsi da sentieri interessanti, e le colline che dominano la costa sono costellate di paesini medievali proprio carini; Eze, Saint Paul de Vence, Vence e Tourrettes sur Loup sono affascinanti, con stradine in pietra che vanno su e giù e paesaggi mozzafiato sulla costa. Per non parlare di Monaco, il piccolo e ricchissimo principato famoso per il gran premio di Formula Uno (concluso appena un paio di settimane fa), che riesce comunque a piacermi, nonostante l'atmosfera molto snob. Anche Nizza non è male, con il centro storico, il porto e il colle del castello che contrastano armoniosamente con la parte più moderna e ricca. I tre giorni a Nizza li passo nella casa del buon Axel, francese di origine beninense, e l'ultima serata in terra francese la trascorro in spiaggia (spiacevolmente rocciosa hehe) in un incontro couchsurfing, che mi porta a conoscere Dario, di Sanremo, che dopo vino e risate mi da un passaggio notturno verso l'Italia. E adesso, finalmente, potrò mangiare un gelato, una pizza, una focaccia e una pasta al pesto decenti!
Arrivederci!
Un gran passaggio di un camionista polacco mi porta fino a Nizza, vicinissima al confine italiano. La zona è stupenda, la costa azzurra è veramente azzurra! Il mare può tranquillamente competere con quello caraibico colombiano, i boschi mediterranei sono tranquilli e percorsi da sentieri interessanti, e le colline che dominano la costa sono costellate di paesini medievali proprio carini; Eze, Saint Paul de Vence, Vence e Tourrettes sur Loup sono affascinanti, con stradine in pietra che vanno su e giù e paesaggi mozzafiato sulla costa. Per non parlare di Monaco, il piccolo e ricchissimo principato famoso per il gran premio di Formula Uno (concluso appena un paio di settimane fa), che riesce comunque a piacermi, nonostante l'atmosfera molto snob. Anche Nizza non è male, con il centro storico, il porto e il colle del castello che contrastano armoniosamente con la parte più moderna e ricca. I tre giorni a Nizza li passo nella casa del buon Axel, francese di origine beninense, e l'ultima serata in terra francese la trascorro in spiaggia (spiacevolmente rocciosa hehe) in un incontro couchsurfing, che mi porta a conoscere Dario, di Sanremo, che dopo vino e risate mi da un passaggio notturno verso l'Italia. E adesso, finalmente, potrò mangiare un gelato, una pizza, una focaccia e una pasta al pesto decenti!
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