Come si è capito, con molta evidenza fotografica, ho lasciato, con tristezza ma anche con qualche ettolitro in corpo di svariati succhi di frutta deliziosi, l'amato Sudamerica, in cammino verso casa, perchê in effetti cominciavo ad essere un po' stanco. E poi è un favore che faccio a tutte le mie fan, che mi rivogliono in Italia, ovviamente!
Da Medellin ho volato verso Madrid (tra l'altro il Pollo Paul è l'unico pollo del mondo che vola...), e il cambio è parecchio! Tutto cosi' ordinato, vie super grandi (ma anche super strette), poco traffico, poca gente in strada, niente cani, niente venditori in strada, pochissimi telefoni pubblici, un'altra cosa praticamente! E l'euro che costa un sacco! Meno male che a Madrid fa quasi caldo... Anche se mi ri-abituo piu' o meno in fretta all'Europa spagnola, ci sono cose delle quali si sente proprio la mancanza, tipo las arepas ahah... A Madrid mi ospita Carlos, un viaggiatore ciclista, cosi' spesso i nostri discorsi cadono sulle due ruote e immaginari viaggi per il mondo, mentre passeggiamo per gli stradoni della capitale, che non avevo mai visto, a parte l'aeroporto, dove praticamente sono cliente abituale... Non so se e' l'occhio non piu' abituato a vedere belle citta' (in Sudamerica posso contare 15 cittâ in totale che siano a livello delle europee, la ê la natura vince), ma Madrid mi piace, sara' per i giorni di festa, del patrono San Isidro, con tante attivita' e concerti per la citta'. Tra l'altro gli spagnoli sono sempre i soliti festaioli, quindi le atmosfere allegre sudamericane non mancano troppo. Alla fine passo 3 giorni a Madrid, e da li mi dirigo a Segovia, citta' per me leggendaria, nel senso che era da tanto tempo che mi sarebbe piaciuto andare;
Segovia mi riavvicina alla tipologia di paese medievale europeo che tanto mi piace, con stradine di pietra che scendono e salgono, chiese romaniche e gotiche, un acquedotto romano da far paura, un paesaggio naturale che mi ricorda le colline toscane, un castello in stile austriaco, ma me la ricordero' soprattutto per un festival stradaiolo di teatro e burattini e delle persone stupende! In teoria dovrei stare a casa di Tania, ma un suo coinquilino mi manda via, dicendo che in quella casa gia' son troppi (in effetti 5-6 in un mini appartamento non sono un numero piccolino) e mi manda da un amico, Guillermo, che ha un ostello fighissimo e mi mette aggratis nella mansarda-sala cinema, e con il quale mi trovo benissimo giâ dai primi secondi. Comunque con Tania e i suoi amici ci troviamo tutti i giorni, la cittâ è piccola e loro lavorano nel festival e vendiamo braccialetti in strada assieme (eh si anche qua!). Trovo anche il tempo di suonare in strada, ma in Sudamerica andava meglio, la il lavoro in strada è piu' apprezzato. Comunque tutto bene, soprattutto atmosfera medievale e festaiola, pero' la pioggia e un'ondata di freddo cane (che ancora continua, come in Italia) mi fanno ricordare che non sono piû ai Caraibi! Meno male che Marcel di Medellin mi ha regalato un paio di scarpe, senno' sarei gia' congelato.
Visto che voglio tornare in Italia in autostop, anche qua mi piazzo a bordo strada e tiro fuori il pollice, ma la Spagna non va mica tanto bene per viaggiare cosî: dopo due ore trovo fortunatamente un passaggio per Valladolid, dove rimarro' un paio di giorni. Valladolid non e' male, ma non e' neanche una citta' indimenticabile, e con il freddo e la pioggia non me la godo molto, meno male che ci sono un po' di mostre d'arte interessanti dove mi posso riscaldare eheh. Me la ricordero' per un paio di chiese e una piazza interessanti, le chiacchierate con Kike e Miguel e una mangiata colossale.
Da Valladolid tento inutilmente di andarmene in autostop, e dopo due ore di attesa e la pioggia, vado a Burgos in bus. A Burgos fa un freddo cane, si arriva ai cinque gradi (siamo a mille metri), pero' almeno trovo un'altra persona deliziosa che mi accoglie, Inmaculada, che assieme alla bellezza della cittâ mi fa dimenticare del brutto tempo. Situata sul cammino di Santiago e invasa da pellegrini, Brugos mantiene un flavour medievale che tutt'oggi aleggia per le stradine della citta', dominata dalla spettacolare cattedrale gotica. Di Burgos apprezzo soprattutto il paesaggio rurale che la circonda, che scopro in bicicletta con Inmaculada, visitando antichi monasteri tra le colline: anche la pancia viene soddisfatta, con quintalate di classicissime tapas con Inma e mezzo milione di amici suoi. Ah, nel frattempo l'Atletico Madrid ha vinto copa del Rey, nel derby contro il Real; triste per Mourinho, ma contento per Simeone, Falcao e che quello sbruffone di Ronaldo sia stato espulso...
Da Burgos, fallito nuovamente l'autostop (maledetti autisti spagnoli!), vado in terra basca, nell'affascinante Bilbao, costruita sulle sponde di un fiume e mezza arroccata su una collina. I paesaggi per arrivare nella cittâ sono verdeggianti, un paradiso per ciclisti, e la citta' vecchia e' un piccolo labirinto di strade con edifici alti che le rendono perennemente oscure, che contrastano in maniera armoniosa con la parte moderna di Burgos (che tra l'altro pare abbastanza ricca, nonostante la crisi i baschi non muoiono di fame...), resa famosa soprattutto per il museo Gugenheim, con un'architettura moderna ed originale. In compagnia della simpatica Ane, che mi ospita nella sua casa, vedo nuovamente l'oceano da un paesino li vicino, l'Atlantico in questo viaggio l'ho visto in Argentina, Colombia e adesso qua (anche se lo chiamano Mar Cantabrico). Riprendo a suonare in strada, e va piu' o meno bene, Bilbao per suonare mi da proprio una buona impressione.
Via di nuovo, adesso non tento neanche l'autostop, tanto diluvia, e arrivo in un'altra grande citta' basca, San Sebastian, o Donostia. Adagiata ai bordi di una particolare baia con isolotto nel mezzo, nei miei piani doveva essere sede delle prime nuotate europee, ed invece fa ancora un freddo cane! Ma non ê possibile! Ormai siamo quasi in estate! E vabbe', almeno sono nuovamente fortunato con le persone che mi ospitano, Jessica e Jazmine, due messicane mezze matte innamorate del pollo Paul che mi fanno ridere un sacco e che mi regalano un po' di frizzantezza latina che gia' cominciava a mancarmi! Bella la citta', anche se preferisco Bilbao: la vista dalle collinette che la fiancheggiano è comunque degna di nota e il centro pare abbastanza animato, soprattutto dai tanti studenti Erasmus... ma son sempre in mezzo a studenti?? Che sia un segno del destino? Devo fare la specialistica?? Mah... Comunque basta, ormai la frontiera con la Francia è vicina, il viaggio segue verso oriente!
Agur!
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