venerdì 8 giugno 2012

Part IX: Encarnación - Asunción (27-05-12 ; 06-06-12)

Il Paraguay! Finalmente! L´anno scorso avevo avuto un piccolo assaggio di un paio di giorni del misconosciuto paese sudamericano, una terra che tutti i turisti sembrano dimenticare, incastonato tra Argentina, Brasile e Bolivia, e conosciuto solo per il grande portiere Chilavert, quello che faceva i goal, e per la marihuana, che qua pare essere la migliore del Sudamerica... Bene, dopo questi due dati fondamentali, vi dico qualcosa di piú sul Paraguay, che tutti dovrebbero sapere. Oltre ad essere un paese figo, per un momento è stato anche il paese piú ricco del Sudamerica! E come puó essere che adesso non se li ricordi piú nessuno? Perchè sono sfigati e con le guerre hanno perso un sacco di territorio e soprattutto persone. Il Paraguay ha avuto la prima ferrovia e telegrafo del continente, si viveva bene, fino alla guerra della Triple Alianza, una guerra combattuta contro Argentina, Uruguay e Brasile, dove, oltre a territori come parte del Chaco e Misiones, la popolazione locale scese da 1.500.000 a 220.000, dei quali solo 30.000 uomini... Un disastro insomma, dal quale il Paraguay non si è mai risollevato: tra l'altro negli anni 30 hanno combattuto anche la Guerra del Chaco, con la Bolivia, e anche li botte, anche se hanno vinto.
Ció che colpisce di piú del Paraguay, appena entrati, è la differenza enorme con l'Argentina: i paraguayani sono mooolto tranquilli, sempre bevendo tererè (un mate freddo), mangiando un sacco di chipa (palline farina di mais, farina di mandioca e formaggio), sono piú poveri, e soprattutto non parlano spagnolo! Cioé lo parlano, ma tra di loro parlano guaraní, che é incomprensibile... Mba´eichapa per esempio significa como estas... La cultura é molto radicata alle origini guaraní, gli indios che vivevano qua, e che vissero abbastanza in armonia con i gesuiti (almeno si dice...), che li proteggevano dagli spagnoli e dagli schiavisti. Tra l'altro, ho letto un articolo che i guarani´ ebbero contatti con i vikinghi... Informatevi!
Ad Encarnación mi ospitano Dante, Flavio e Gonzalo, due studenti brasiliani e uno argentino, con i quali é subito ridere e scherzare, ottima gente! Fa ancora caldo, ma sará per poco... Il primo giorno di visita vado alle rovine gesuitiche di Trinidad, che giá conoscevo dall'anno scorso, ma dato che mi erano piaciute perché non andare di nuovo?? Lo faccio in bicicletta, prestata da Martita (otra couchsurfer che aveva l'appartamento sotto a quello di Dante), e sbaglio non fu piu' grande! Maledizione, trenta km sono pochi, ma porco cane, la strada è tutta su e giu', puntarette degne delle puntarette che vanno a Velo (presente vero?), una fatica immonda, una bicicletta da rottamare, trenta km li faccio quasi in due ore... Trinidad è bellissima, e con il tramonto e le palme ancora di piu´! Purtroppo calcolai male i tempi: oltre alle due ore di strada, in Paraguay c´e´ un ora meno rispetto all Argentina, ma il sole scende sempre allo stesso modo, quindi alle 5 e mezza mi ritrovo nell´oscuritá, e quindi il ritorno lo faccio in bus... Il giorno dopo con Dante vado a visitare la missione di San Cosme y Damian, altrettanto bella e interessante, con visita all'osservatorio astronomico inclusa: l´autostop in Paraguay si rivela difficile, sara´ perche´ eravamo in due, ma il futuro dirá che é proprio difficile! Serata con risotto al (semi)tastasal, epico.
La tappa successiva è Pilar e Humaitá, direzione ovest: fino a San Ignacio vado con Martita e altri amici in macchina, poi da li sono appena 4 ore ad aspettare in autostop, finche´ un furgoncino mi posiziona di dietro per 150 km, tra campi sconfinati e cieli azzurrissimi. Da Pilar a Humaitá vado in bus, è tardi e voglio arrivare a destinazione. Humaitá è un paesino minuscolo nel mezzo del niente, ma è famoso per le rovine di quella che era la chiesa piú grande del Sudamerica. La notte la passo in tenda nella piazza del paese, assieme ai ragazzi del paese, che mi prendono subito in simpatia e con i quali condivido la mia cena cucinata sul fuocherello, mentre loro mi dissetano con la letale caña, liquore dolce che viene dalla canna da zucchero. Il paesino è super accogliente, la gente gentilissima, e tra l'altro mi comprano un sacco di braccialetti, un affare enorme venire a Humaitá. La tranquillitá regna Humaitá, il fiume é incantevole, il museo della guerra della Triple Alianza interessante, conosco anche un ragazzo statunitense del cuerpo de paz che mi racconta della situazione del paese, con tutti che mi offrono da mangiare e mi parlano! Manco fossi un hippy poveraccio... o si? mah... Per due giorni ho mangiato cio' che mi donavano praticamente! Comunque, i due giorni passati li sono da considerare tra i piú gradevoli del viaggio!
Il ritorno a Pilar avviene in autostop con dei panettieri, e prima di rimettermi sulla ruta per ritornare a San Ignacio passo dalla chiesa per vedere se c'è il prete del paese, che mi dicono che sia italiano e di cognome Zamboni, molto veronese direi... E in effetti e` veronese! Ahahah, gran pranzo con lui, e poi uno degli autostop piu´ lunghi, cinque ore direi! A fare autostop con me Edgard, un venditore ambulante di vestiti con il quale faccio subito amicizia e che mi invita a casa sua, a Santa Maria, il giorno dopo. Beh a Santa Maria ci devo andare, perchè no! La notte la passo in tenda sotto il tetto a spiovente della casa della nonna di un tipo che mi ha aiutato in strada, giusto un secondo prima che scendesse il diluvio dal cielo, e mi offre pure la cena e la colazione, simpatici i paraguayiani! E la giornata la passo a Santa Maria da Edgard, giocando con la figlia di quattro anni, andando a vedere i balli tradizionali dell'altra figlia Johanna, fino a dormire in tenda nel suo giardino. Che buone persone!
Il giorno dopo è epico, l'autostop verso Quiindy, incrocio per andare al parco nazionale Ybycui (che nomi assurdi...), dura un´eternitá e in effetti non finisce, con persone che si fermano per comprarmi braccialetti, fino a che una segnora si ferma in macchina, mi dice "e´ la terza volta che passo da qua e sei ancora qua che aspetti, toh tieni 25000 guarani (la moneta locale) e prendi il bus!"...che roba! E poco dopo si fermano due che mi chiedono se avevo mangiato perche` se no mi davano da mangiare... ahahha! Beh, prendo il bus, arrivo a Quiindy, e da li sono 25 km a Ybycui, ed è quasi scuro, ma per la strada sterrata mi portano prima un camion che trasportava canna da zucchero e poi uno con moto, fino ad arrivare a Ybycui mezzo stremato, addormentandomi in tenda tra i giostrai del paese. Il parco nazionale è ad altri 30 km dal paese, e dopo una decina di km con il superzaino sulle spalle e una ventina in autostop, arrivo finalmente a destinazione! Beh, ne valeva la pena, perchè il parco è proprio carino! Tra storia (li vicino c'era l'antica fabbrica di oggetti in ferro) cascate, natura rigogliosa, fiumiciattoli e tranquilliá, ero l'unico visitatore! Peccato che la notte faceva un freddo cane, e un umiditá pazzesca che mi bagno' prima tutta la legna che avevo raccolto - e tra l'altro un cane maledetto mi ha aperto la borsa con la farina che volevo usare per fare i panetti sulla griglia, mangiandomela tutta - e poi costringendomi a trasferire la tenda nei bagni del campeggio, fortunatamente spaziosi, senno' li fuori mi bagnavo tutto (la tenda faceva un sacco di condensa dentro!), e dove faceva anche piu' caldo (e dormivo con tre maglioni e la giacchetta, cioe' tutto quello che avevo). Cavolo ma il Paraguay non doveva essere sempre caldo???? Beh, sono cosi' stanco che mi addormento leggendo il Piccolo Principe... Il giorno dopo me ne ritorno nella civiltá e i le deliziose chipas in autostop, e dopo due ore e mezza per andare ad Asuncion in autostop e solo 25 auto passate in tutto quel tempo, decido di prendere il bus: tanto con i braccialetti venduti li sopra, riesco pure a guadagnarci.
Bene, sono di nuovo in una capitale, e ad accogliermi c'è un letto comodo, una casa calda e una doccia, che dopo una settimana in tenda è gran cosa!
Hasta luego!

1 commento:

  1. Te equivocaste Francesco. La mejor marihuana de sudamérica, y no se si del mundo, está en Colombia. Ya la conocerás... Abrazo

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