giovedì 23 febbraio 2012

Part I: Italia - Ushuaia

http://www.youtube.com/watch?v=pVdj67wqweA

Sudamerica part 4…
Quarta volta in Sudamerica (anzi, Latino America), ma stavolta la faccio per bene.
Questo blog, tanto per informazione generale, nasce principalmente per informare i miei innumerevoli fan, composti per il 90% da ragazze che aspettano ansiosamente ed epiletticamente il mio ritorno, e quindi eccomi qua, a scrivere per voi. Vedete, come sono altruista?

L’idea del viaggio è semplice, dall’Argentina al Messico. E se ci sta il tempo e il denaro, magari anche un saltino in California e San Francisco non sarebbe male, ma cio’ si vedrá più in avanti... Ad accompagnarmi in questa prima parte di viaggio, nientedimeno che Bea e Giovi, la strega e il diavolo per i più letterati, due buone infermiere per i più preoccupati, una pasticciona e una pasticcera, due ottime amiche per me. Per me c’era il terrore di viaggiare per la prima volta, e per un periodo abbastanza lungo di tempo, con altre persone conosciute: ce la fará il vostro eroe, cioè me, a sopportare questo enorme peso??? A posteriori posso dire di si, visto che questo blog non comincia ad essere scritto dall’inizio ma bensì dopo tre settimane di viaggio. Viva la pigrizia.

C’e’ qualcuno li su che comincia ad essere stanco di questo preambolo dantesco et già esageratamente lungo sul viaggio, e quindi salto a piè pari le mie motivazioni, le idee, i sogni, le paure, gli obiettivi su questa gita fuoriporta (cavolate, non ho voglia di scrivere! e se lo volete sapere chiedetemi... e tanto non vi rispondo...). Allorquindi ora vi faro’ una telecronaca minuto per minuto su quello che ho e abbiamo passato fino ad adesso in terra sudamericana...

Il tutto cominciò il 30 gennaio, dalla ridente localita’ lombarda di Malpensa, da dove il nosto jet privato ci ha condotti verso il solare villaggio di Madrid. Da quel simpatico paesello ispanico, dopo qualche ora di gogliardica attesa prolungata per ore, dovuta alla proverbiale voglia di lavorare spagnola e dalla famosa puntualità propria degli abitanti della penisola iberica, il nostro veicolo alato si è diretto verso Buenos Aires, belle arie letteralmente, ed è per questo che delle belle arie hanno deciso di soffiare prepotentemente sulle lande argentine, facendo si che il nostro leggero bimotore ad elica finisse ad atterrare a Montevideo, altrettanto ridente paesino uruguayano, caratterizzato da temperature da forno per il pane e un efficiente servizio di accoglienza di passeggeri dirottati. A questo punto meglio mettere un punto, visto che è da svariate righe che non lo metto. E fu così che la terra promessa venne raggiunta con ben sette ore di ritardo, e con due miseri pesos i nostri viaggiatori viaggiarono per ben due ore in un normale autobus di linea per raggiungere il centro della modesta capitale argentina.

Con un peso approssimativo di quattro tonnellate each, la casa di Patricia, buona amica argentina già ospitata in Verona (e già visitata l’anno scorso), e’ stata raggiunta dopo poche cuadras: il calcolo delle cuadras, in numeri argentini, va calcolato secondo un equazione che prevede il numero delle cuadras suggerite dall’indigeno locale al cubo, moltiplicato per quattro ed infine diviso per il numero di alfajores presenti nella vostra saccoccia. La casa è in veritá un hotel con piscina e dotato di tutti confort. Sta a voi credere nelle mie parole o no, come avete fatto fino ad adesso. Il primo vero giorno a BA è passato tra le strade della capitale, dalla Boca (il mitico quartiere della Bombonera e Batistuta), el Caminito, Puerto Madero e altre zone, alla ricerca anche della pittura perduta, quella per il facepainting. La notte giá si viaggia verso un’altra destinazione, e dopo baci et abbracci a Patricia, è l’ora di prendere il mitico treno argentino (da poco diventato famoso tra l’altro), un treno notturno di indubbia qualitá verso la Rimini del tango e del dulce de leche, la mitica Mar Del Plata. Nella simpatica cittadina nella quale tutto il sistema pubblico funziona a tarjeta (fuck off you!) veniamo ospitati dalla super familia Gaspari, grazie a German, contattato per Couchsurfing, e veniamo trattati da Dio, andiamo in spiaggia (al mareeeeee mentre in Italia faceva meno dieci, tiè!) e ascoltiamo il gruppo del nuovo ragazzo della Bea (mi dispiace Sbro’!), tal Pedro Aznar, musicista passabile ma idolatrato dalla giovane sanmartinbuonalberghense. Comunque per farla breve, ce la siamo goduta alla grande la giornata ed è stato un peccato già dover partire il giorno dopo, questa volta in direzione di Bahia Blanca. 

Bahia Blanca è una città quasi sul mare dove non si può fare il bagno e la spiaggia più vicina è a 100 km. Bello no? Tipo vivere a Pescara ma non potersi mettere in acqua, perchè ci sono le meduse! Anche li siamo stati proprio sfortunati nel Couchsurfing, e ad ospitarci c’erano Javier e Mariana, che proprio la sera organizzavano un discreto compleanno, durato appena fino alle otto di mattina, tra Fernet Coca, chitarre, musica e mancati approcci socio culturali (grazie eh, lo so che stai leggendo, sentiti in colpa!). La città non sappiamo neanche com’è, visto che l’autobus partiva il pomeriggio, e quindi Bahia Blanca ce la ricorderemo per la festa e per la bella gente!
Gli autobus argentini, tra l’altro, sono meglio degli aerei, si sta comodissimi, ti danno da mangiare e c’è caffè a volontà. La destinazione è Puerto Madryn, per vedere cosa? I pinguini. Io avevo già le palle piene dei pinguini prima di partire, erano previste tipo 759 fermate per vedere i pinguini in questo viaggio, meno male che alla fine non è stato così. In verità, oltre ai pinguini, che sono belli e buffi, c’erano anche i leoni marini e gli elefanti marini. Avete mai sentito come comunicano?? Beh sembra che vomitino... Comunque, l’escursione alla Peninsula Valdes si è rilevata assai interessante, anche se non era stagione di balene ed orche: vuol dire che tornerò solo per quello... Tra l’altro è stata interessante anche perchè abbiamo conosciuto due simpatiche ragazze svizzere, con le quali ho fatto il bagnetto (gelido, tra l’altro) mentre Bea e Giovi andavano a fare snorkeling e a salutare i pinguini. Ad ospitarci nel paese c’è Laura, una brava ragazza amica di un ragazzo conosciuto alla festa del giorno prima, e la serata è finita sulla spiaggia a mangiare pancho e bere qualche birretta. Il giorno dopo è stato dedicato al cazzeggio in spiaggia con Giovi, mentre Bea andava a vedere altri pinguini (che tra l’altro erano molto più vicini) e a mangiare torte gallesi (dei simpatici gallesi avevano deciso di costruire delle colonie li vicino). E fu così che ci avviammo verso una nuova destinazione, non prima di aver costruito un telaio per braccialetti per le donzelle.
In teoria la fermata era Comodoro Rivadavia, per vedere il Bosque Petrificado (che non vedremo mai!), ma arrivavamo di notte e non ne avevamo voglia, e quindi Puerto Deseado, ma era troppo in cul, per dirla alla veneta, e quindi arrivammo fino a Rio Gallegos, il paese dove si produce il vento. Qua il censuratore mi proibisce di parlare, comunque la serata è stata passata bene, in compagnia di due guide di pesca, della mitica Trucha Marron, e risotto ai funghi. Ah, Rodrigo, il nostro ospitante, ci ha insegnato passo per passo il rituale del mate, come si deve preparare a regola d’arte in Argentina. Tra l’altro, lui è cileno... E il giorno dopo si parte di nuovo, per uno dei miei obiettivi del viaggio, la mitica Ushuaia!

La fine del mondo. La città più a sud del pianeta. La Terra del Fuoco. La terra dei maledetti cileni che non ti fanno portare le mele e ti tengono due ore in una frontiera in mezzo al niente. Tocchiamo Ushuaia dopo mille ore di viaggio e per me è già una felicità immensa! Yuppi! Anche qua ospitati da un bravo ragazzo vinaiolo di couchsurfing, siamo sorpresi dal caldo che fa, porco cane stavamo viaggiando in maniche corte, e si che l’Antartico è a 1000 km! Tra ghiacciai, montagne, parchi, acqua, fantastiche vedute, asado e Fernet Coca.

Bene. Io adesso me ne vado a letto. Eh si... volevo scrivere tutto quello che era successo in tre settimane e invece ne ho raccontata solo una e qualcosa... Beh per adesso accontentatevi di questa! Ci sarà un futuro per questo blog? Metterò mai delle foto? Cosa succederà? Che posti visiteremo? Chi lo sa!
A queste domande solo Paolo Fox può rispondere. O sennò aspettate!

Dall’Argentina, terra di mate, dulce de leche, alfajores, Fernet y Coca, gauchos, grigliate, guanacos, pinguini, montagne, ghiacciai, cose grandi, spazi immensi, panchos, choripan, trucha marron e belle donne, un saluto e hasta luego!

PS: gli errori grammaticali, i messaggi criptici, la leggibilitá impossibile e la scorrevolezza di una carta vetrata sono fattori dovuti a fattori esterni, quali un’enorme grigliata di pollo e della birra fatta in casa.